PIOVE SUL BAGNATO


Seal of the President of the United States

Image via Wikipedia

Dopo aver trattato della situazione dei maggiori gruppi bancari statunitensi, decisamente non rosea, per essere eufemistici, oggi arriva per bocca del managing director dell’Economic Cycle Research Institute,Mr. Ashutan, la conferma che gli USA sono  ufficialmente entrati  in recessione. Tecnicamente si considera che sia recessione quando per due consecutivi trimestri i dati sono negativi.  L’Istituto, che si occupa della ricerca economica relativa ai cicli, afferma che i dati sono in questo caso incontrovertibili.

Ma la notizia brutta perché, come annunciavo mesi orsono, la recessione a doppia W  è di fatto tra noi, é che ,secondo l’analisi compiuta,  il trend degli ultimi 20 anni mette in evidenza un’ulteriore dato negativo. La lunghezza dei periodi di recessione si é allungata,mentre le fasi di espansione si sono notevolmente ridotte in termini temporali. 

Quest’ultimo ulteriore dato ci pone di fronte ad un’altro problema .  Quanto maggiore é la lunghezza del ciclo recessivo ,tanto minore sarà la capacità del sistema di generare, nella fase di espansione successiva , abbastanza posti di lavoro da annullare il “gap” creatosi nel periodo di crisi.   Cioé la disoccupazione resta a livelli alti  e diviene strutturale.

L’unico elemento che potrebbe essere interpretato positivamente é che la recessione uccide in genere l’inflazione. Esiste però anche una possibilità ancor più negativa,  la deflazione. Cioé recessione più riduzione dei valori.
E’ il caso giapponese che dalla fine del ’97 non é riuscito a staccarsi dalla immobilità nella quale è piombato . Con tassi prossimi allo zero, inchiodato a terra , incapace di creare sviluppo.

La domanda più importante resta quindi legata alla durata di questa recessione. Difficile rispondere , se non impossibile. Le variabili economiche in gioco sono molte. Ma una cosa é certa. Quanto più a lungo saremo in recessione, tanto più  le capacità di riprendere il cammino saranno posticipate. Un’ulteriore problema é che il deficit ,intendo quello USA,  tenderà ad accrescersi. Il 2012  é anno di elezioni e assisteremo ad infiniti dibattiti sull’ espansione del debito.   Chi spinge per un QE3 , chi invece non intende immettere altro denaro nei tubi della crisi.  Certo occorrerebbe distinguere, valutare ,filtrare tra i destinatari di quel flusso di denaro, occorrerebbe verificarne le successive fasi ed i passaggi successivi al fine di monitorarne la reale destinazione, utilizzo ed efficacia. Al momento un’intervento di questo tipo non é stato ancora deciso. Bernanke attenderà fine Novembre prima di  procedere.
Ma una cosa a me pare chiara. Per Obama é ormai troppo tardi per invertire il trend disoccupazionale, la crisi essendo conclamata . Politicamente il suo secondo mandato é fortemente a rischio. L’unico riposizionamento per lui é giocare d’anticipo e far passare il messaggio che ha fatto tutto quanto in suo potere lottando contro la maggioranza repubblicana alla Camera ed al Senato riducendo di fatto il peggio. Non so se ciò sarà sufficiente,tenuto conto della disaffezione dell’americano medio verso la classe politica.

C’é però da sottolineare che i repubblicani non solo sono divisi, ma non dispongono di candidati all’altezza. Inoltre le loro ricette sono quelle che in parte hanno portato gli USA nell’attuale situazione. Qualora anche vincessero le elezioni , gli USA non riuscirebbero ad uscire dal vortice debito/non crescita nel quale si trovano.  Occorrerà molta pazienza, tenere d’occhio il mercato dei cambi ,perché la prospettiva di svalutazioni competitive aggiungerebbe ulteriore benzina sul fuoco.

La relazione di tandem che ha sempre accompagnato le crisi finanziarie precedenti vedeva gli USA e l’Europa in posizioni opposte di ciclo. Oggi non solo la crisi é finanziaria ,ma ancor più economica, ed entrambe le aree si trovano in recessione.  Le differenze tra le due aree sono notevoli.

Germania ed Italia, 43% della forza manifatturiera della UE,   hanno nell’export il loro volano. Gli USA nel consumo e servizi. L’indebitamento delle famiglie americano é strutturale ed oggi a livelli di guardia. Niente a che vedere con l’indebitamento delle famiglie europee. 

D’altro canto la struttura oligopolistica ,poco competitiva  e dinamica dell’Europa non consente la creazione rapida di posti di lavoro, tipica dell’economia americana.

La mobilità sociale ridotta ,se non nulla, delle società europee tende a riflettersi sulla ricerca di lavoro nel raggio di 50 /70 km dal luogo di        residenza.  La proprietà dell’abitazione é un’ulteriore ostacolo agli spostamenti professionali. 

Vedremo nei prossimi mesi quanto e se  l’Europa entrerà, come ritengo, in recessione. Gli effetti sul mercato del lavoro saranno altrettanto duri. La risposta dei governi e la loro coesione saranno la cartina di tornasole tra una recessione dura e lunga ,o una recessione meno drastica negli effetti collaterali.

Senza dubbio il cambio della guardia ai vertici di paesi guida come Francia e Germania costituirà un forte stimolo su temi socio-economici.  La vittoria sicura della coalizione SPD -Verdi- Link provocherà un deciso mutamento nella politica tedesca , paese guida dell’Europa.

La probabile vittoria della gauche in Francia, il prossimo Aprile, potrebbe rappresentare l’inizio di un mutamento deciso della Politica economica dell’area Euro. Quanto all’Italia l’ormai ridotto peso politico del nostro paese non subirà mutamenti a breve , qualsiasi cosa accada. Ci vorrà almeno un triennio ed una rappresentanza politica degna di questo nome prima di poter sedersi alla pari con gli altri partners europei. Anche se le elezioni avvenissero il prossimo Aprile e  se si manifestasse un cambio della guardia, saremo sotto osservazione. Un vero peccato, perché nei prossimi due anni si giocheranno partite importanti sia per l’Europa che per il nostro ruolo in Europa.

Ma sembra che questo ai politici, imprenditori, provinciali, inadatti ed incompetenti di cui disponiamo, non importi molto. Speriamo si riesca a rimuoverli presto ed in fretta ,ma soprattutto si adotti una selezione ferrea nel prossimo parlamento, evitando tutti quelli che si presentano come nuovi, quando sono sempre i rappresentanti degli interessi che ci hanno condotto fino a qui.

Buona vita a tutti.

 

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2 risposte a PIOVE SUL BAGNATO

  1. exult49 ha detto:

    Grazie!

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  2. rossana citelli ha detto:

    Chiarissimo…!.Purtroppo….

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