LO SBOOM DEI MAGGIORI ISTITUTI BANCARI USA!


Category:JPMorgan Chase

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E’ davvero strano osservare il comportamento strabico degli analisti economici ,per non parlare della stampa economica specializzata. Certo, voi direte, anche i traders  devono  poter sbarcare il lunario.

Ieri sui social networks, si poteva vedere lo show  di un  trader italo-iraniano che con piglio informava in un ‘intervista alla BBC che lui era felice nel vedere il disastro finanziario in atto perché ” come sempre c’é chi nelle grandi crisi riesce a divenire ricco” .Un povero pirla trentenne che privatamente impiega il suo tempo a giocare con il manuale  del perfetto speculatore.

E’ il medesimo ragionamento di molti giovani italiani che desiderano sfondare in TV,1 /100 ce la fa ,ma nessuno si chiede cosa mai faranno gli altri 99! Ecco mentre noi europei ci interroghiamo sul nostro futuro, mentre Obama ed il suo ministro del tesoro rimproverano ai governi europei la lentezza con la quale stanno approntando le risposte alla crisi economica in atto a qualcuno sfugge l’elefante o circa di coprirlo con tutti i mezzi.

Intendo dire, mentre la stampa europea s’interroga sulla crisi del debito greco che rappresenta ,in termini quantitativi, l’erba,  oppure  sulla risposta  tedesca alla creazione e dotazione finanziaria del Fondo salva Stati, negli USA il maledetto buco della bolla immobiliare stà dirompendo e la sua esplosione, a lungo covata e insonorizzata,  stà per avvenire .

Mi riferisco alla trattativa che lo Stato della California stava portando avanti da Giugno con le maggiori banche americane.La Bolla scoppiata nel 2008, temporaneamente soffocata con ben due interventi successivi d’immissione di liquidità, i famosi QE1 e QE2  “quantitative easing” . 

Questi ultimi dovevano alleggerire il peso della crisi ed invece  sono stati divorati dalla Istituzioni bancarie per ulteriori speculazioni e coprire le loro ferite, senza apportare il minimo sollievo all’economia reale. Bene, agli inizi di quest’anno gli Stati che hanno il maggior debito ed in cui le  banche sono in  crisi tremenda a causa dei mutui subprime, hanno iniziato a negoziare una via d’uscita.

Da una parte trattare la possibilità di allungare il periodo di grazia per le migliaia di famiglie che rischiano di trovarsi in mezzo ad una strada ,oltre a quelle che sono già state cacciate fuori. Le Banche, dal  canto loro cercano  di garantirsi una via d’uscita che permetta loro, attraverso una sorta d’immunità legale , per non dover poi essere costrette a pagare somme iperboliche nelle class actions che inevitabilmente andrebbero a formarsi.

Lo Stato di New York aveva già abbandonato il tavolo delle trattative e rifiutato di proseguire il negoziato con le banche lo scorso Agosto. Oggi anche lo Stato della California, per bocca del Procuratore Generale dello Stato, ha abbandonato il negoziato. La ragione?  “Troppe le garanzie richieste  dalle banche, troppo pochi i nuclei familiari a cui sarebbe concesso di restare nelle proprie abitazioni”! Più o meno le ragioni addotte dallo stato di New York. Eccessivamente  estese le immunità richieste dalle banche.

Giusto per farvi comprendere .Il tasso di disoccupazione oggi in California é ufficialmente del 12.1%, in realtà si sfiora il 15/17%. Circa due milioni e duecento mila  residenti devono  agli isituti bancari più del valore stesso della casa in cui abitano.  La California ha un Pil che si approssima a quello italiano ed un debito all’incirca metà del nostro. Il concetto é che  grazie alla crescita surrogata dei valori immobiliari molti proprietari ,allettati dall’offerta di ulteriori prestiti bancari a basso tasso, si sono indebitati ulteriormente superando il  valore dell’immobile.

Con la crisi i valori sono scesi a livelli del 30/35%, ed oggi  si trovano a dover restituire un valore maggiore del valore reale dell’immobile .

8 delle 10 città più colpite dalla bolla negli USA sono in California .Le altre sono New York e Chicago.  Ma un’altro Stato estremamente colpito dai fallimenti dovuti ai mutui é lo Stato della Florida

Gli  istituti bancari più a rischio  a livello nazionale sono : Bank of America, JP Morgan Chase, Wells Fargo e City Group.  Questi 4 gruppi  rischiano multe pecuniarie al momento quantificate in 25  miliardi di dollari. Sono accusate di aver agito illegalmente nei confronti di milioni di proprietari per obbligarli ad abbandonare le case usando metodi e procedure illegittime.

Valutando il fatto che questi 4 gruppi controllano istituti bancari più piccoli in vari Stati dell’Unione si può pensare che il rischio legale sia più del doppio di quello stimato, cioé oltre i 50 miliardi di dollari.  Si aggiunga che da allora il valore del patrimonio immobiliare detenuto decresce, che la situazione economica non permette di intravedere un riassorbimento del parco immobiliare vuoto e che le aste sono spesso deserte. Ovvero lo spettro del default per buona parte di esse é reale. Si salvarono facendo fallire Lehman Brothers, ma oggi rischiano di fare la stessa fine , a meno di una nazionalizzazione. Difficile da immaginare nel contesto americano dove lo Stato deve essere snello  e leggero   …….

Con ciò voglio sottolineare che i soloni americani che lanciano critiche contro il sistema europeo dovrebbero cospargersi il capo di cenere ! Ci hanno accusati  per anni di avere un sistema vecchio, burocratico  e poco dinamico.  Loro erano capaci delle mirabilie dei mutui subprime ,mentre noi chiedevamo garanzie e non rilanciavamo con ulteriori offerte di prestito.

 La solidità delle banche europee é certamente maggiore.Tra detenere BTP, o BOT  di Stati europei ed un patrimonio di case vuote ed invendibili , la meno peggio a me sembra la prima. Inoltre i controlli e le garanzie richieste dalla banche centrali europee  ai loro istituti è dieci volte migliore del sistema della Fed. Inoltre con Basilea 2 la patrimonializzazione europea ,a parte l’inglese, molto scarsa, é molto più soddisfacente di quella americana.             Cosa intendo dire con tutto questo?

Che dopo i due grandi Stati New York e California,  il rischio di un grave default della maggiori banche ed Istituti finanziari americani  é molto più alto e più economicamente disastroso per il sitema che i 400 miseri miliardi del debito greco. Gli USA sono seduti su una bomba ad orologeria che se non troveranno il modo di “diversificare” rischia di mettere a soqquadro il sistema.

I politici americani, in primis i repubblicani, non hanno il coraggio di chiarire i termini della situazione reale ai cittadini americani e continuano a blaterare di meno tasse ,o più tasse,  mentre la disoccupazione dilaga e  milioni di famiglie sono letteralmente buttate fuori  di casa.  La macro-economia alla Milton Friedmann  ha fallito ed i risultati sono sotto i vostri occhi.                                     

I grandi gruppi americani festeggeranno ottimi profitti a fine anno,  come sempre quando il peso del monte salari si abbassa. Ma già a Thankgiving molte famiglie non avranno il tacchino, o se lo avranno, rischiano di mangiarlo in una mobile home . L’impoverimento dovuto a questa crisi sarà effettivo e reale, ma credetemi i più colpiti non saremo noi.

 Buona vita a tutti.

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Una risposta a LO SBOOM DEI MAGGIORI ISTITUTI BANCARI USA!

  1. tapping ha detto:

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