BANKITALIA : SUCCESSIONI DI IERI E “DI OGGI”


Palazzo della Banca d'Italia

Sì questo é proprio un tema che ci dovrebbe riguardare tutti. Non parlo evidentemente di quelle che riguardano i comuni mortali, bensì di quelle che avvengono nelle varie istituzioni siano esse private , o pubbliche, al momento della scadenza naturale dei mandati e di conseguenza al rinnovo degli stessi.

Ve ne sono un certo numero che  rivestono un certo peso a livello nazionale e  potrebbero avere ripercussioni sul nostro futuro.  Iniziamo da un tema al quale avevo già accennato, la successione in Bankitalia. Non da poco.  In un periodo di crisi economica globale, di stallo dell’economia nazionale, con tassi di crescita lillipuziani, con manovre finanziarie alle porte, la figura che assume il manovratore in Bankitalia é primaria. E lo é ancor più la sua indipendenza di giudizio e caratteriale, oltre alle capacità professionali e di mediazione che deve possedere.

Ho già indicato in un blog precedente le mie preferenze in tal senso . Credo  che Bini Smaghi proprio per la sua indipendenza e per quanto recentemente avvenuto non sia il nome più in alto nella lista del Primo Clown. Uso come è a circondarsi di servitori e adulatori. Troppo ingombrante come persona e come personaggio. Culturalmente europeo, é quello che forse sarebbe più adeguato per gli anni che ci aspettano, duri e difficili , ma soprattutto densi di incognite politiche ed economiche.

Speriamo che le voci circolate circa un Ok raccattato sull’aereo che riconduceva l’allegra combriccola in Italia dalle riunioni di Bruxelles non corrisponda a verità. Ovvero che Tremonti, dopo aver raccomandato Vegas alla Consob , riesca anche a far nominare Grilli, attuale direttore del Tesoro, al posto di Draghi. Entrambi Berlusconi e Tremonti per diverse ragioni sono ben felici di essersi tolti di torno un rompiscatole.

Il primo per evidenti ragioni politiche. Come  in passato, se si dovessero creare condizioni di crisi al buio, si farebbe ricorso ad un tecnico dotato di capacità gestionali e super partes. In tal caso Draghi sarebbe  il candidato ideale. Quindi nella logica non del migliore, ma del rischio minore, un Draghi a Francoforte significa una mina vagante in meno .

Per Tremonti ben di più,  un avversario che il fiscalista di Sondrio teme, e con il quale il gioco del maestrino ,che é abituato a fare e svolgere con maestria con quasi tutti questi poveri ministri di questa miserrima  Repubblica , non può permettersi.  Per la superiorità intellettuale che l’avversario ha e per i limiti reali che il ministro mostra e sta accumulando nel corso degli anni.

Quindi ”promoveatur ut amoveatur” ,oggi il ministro si é tolto un pappagallo di torno. Intendo con ciò una coscienza obiettiva e critica degli errori e dei comportamenti di questo “Pinocchio” che é il ministro delle Finanze.  Non gli servirà a granché. Perché alla fine si ricongiungerà a quella banda di asini con il fazzoletto verde che da sempre lo corteggia ed adula. Ma certo farà la differenza se riuscirà a piazzare un’altro dei suoi uomini in una posizione così delicata.

Le mie ragioni , la mia idiosincrasia nei confronti di questa possibile nomina  sono più , o meno quelle esposte da Giavazzi nel suo artcolo sul Corriere. Solo che lui deve mantenere  degli equilibri che per mia fortuna non sono all’ordine del giorno.  

Il candidato di Tremonti é uomo d’apparato, incline al politichese, assuefatto al sistema e di questo é il prodotto, buono, ma etichettato ed etichettabile.  In Bankitalia, soprattutto oggi, per l’interesse degli italiani , é molto meglio che sia nominato qualcuno meno connivente con la politica sia essa di destra ,o  di sinistra. E qui allora il bravo Saccomanni ha le carte in regola per assumere quel ruolo “super partes” di cui si parla.  Il difetto, se difetto si può definire,  é che i grandi Istituti bancari italiani non lo vedono di buon occhio perché ha già avuto con loro , a ragione , degli screzi e scontri che lo rendono  troppo decisionista e dunque inviso.    A noi, semplici cittadini, il decisionismo di Saccomanni piace. “Perché riflette lo spirito di  tutela che la Banca Centrale di un paese avanzato deve avere per i risparmiatori”. Esattamente il contrario dell’ex governatore Fazio!

E se per questa ragione deve bacchettare qualche furbetto del quartierino del lobbismo bancario ,molto forte ed attivo, deve poterlo fare senza guardare in faccia nessuno.

Noi quindi peroriamo e supportiamo la candidatura di un Governatore interno all’Istituto. Che già in passato é stato  esiliato a Londra per essersi opposto all’ex governatore ”ipercattolico di santa romana ecclesia”, benemerito dell’Istituto Opere  di Religione, I.O.R., pio e devoto istituto vaticano profanatore dei soldi degli italiani. Fazio oggi é imputato di vari crimini finanziari in combutta con i suoi amici leghisti e pideillini ,Fiorani &Co della Banca Popolare di Lodi.  Ecco dobbiamo guardarci dai Fazio.  Da quei servitori non dello Stato , ma del Governo, degli interessi dei pochi  che sono loro!Di questo tipo di selezione alla rovescia. Che al posto dei meriti e delle competenze, gratifica compari e accoliti…………………………..

A questo punto devo svelarvi che avete letto fino ad ora il blog scritto il 27 Giugno 2011. No, l’intenzione non é quella di prendervi in giro , ma mostrarvi ciò che già scrivevo mesi fà.  Potete verificarlo dall’agenda del blog.  Veniamo all’oggi!

La Lega essendo in perdita verticale di consenso cerca ,come sua abitudine, di occupare quante più poltrone possibili nelle istituzioni finanziarie. Scranni nelle Fondazioni bancarie in Veneto, Lombardia, Piemonte. Sedie nei consigli di amministrazione delle municipalizzate. ecc.

Posti di potere economico che portano voti! Lo stesso sistema della mafia in Sicilia! Posti che rimarranno alla Lega anche dopo la caduta del Governo,  ormai prossima. Dopo i disastri provocati dall’ inesperienza, cattiva gestione, per non parlare di malversazioni, in alcune banche del Nord, la più nota la BPL, adesso i leghisti puntano  ad inquinare l’organo super partes della politica economica nazionale. Nominare un loro uomo ,servizievole, come gli stessi cerebrolesi dichiarano, perché di Milano !sic

Soprattutto perché l’esercizio di supervisione e controllo che Bankitalia deve esercitare a norma di legge sarebbe allora sotto controllo politico. Mai in nessun paese europeo la classe politica é arrivata a tanto. Ma certo sotto con il berlusconismo di fine impero tutto é possibile. Ormai Berlusconi é sotto ricatto non solo di lenoni e veline, ma anche dei cerebrolesi. Tremonti conosce l’egolatria del nostro perché ne é affetto lui stesso.Il primo perché si ritiene il grande imprenditore (grazie a Craxi).Il secondo un grande fiscalista (grazie agli evasori)  Cercherà d’indorare la pillola.

Si scontra però sulle procedure.In primis la struttura Bankitalia che deve fornire parere vincolante.Napolitano che pure lui esprime parere  vincolante. Il premier non ha, come spesso afferma la stampa, spesso volutamente  ignorante,  l’ultima parola. La nomina é un incastro di valutazioni e consensi vincolanti. Da cittadino sostengo, come sostenevo, Saccomanni. Ma qualora, per non far perdere la faccia all’eunuco ministro, determinando la probabile caduta del governo, la nomina venisse meno, allora ritorniamo a Bini Smaghi il cui mandato alla BCE  scade tra pochi mesi. Infine, se anche quest’ultimo fosse rifiutato da Berlusconi per il suo “niet” alle dimissioni comandate di pochi mesi fà , un’ottima figura dal punto di vista dell’imparzialità e professionalità é Ignazio Visco, attuale vice di Saccomanni.

Tutto, fuorché Grilli, che rappresenta il tipico prodotto di questa politica politichese che utilizza per le funzioni pubbliche di prestigio il sistema baronale di selezione. Oggi nomini il mio famiglio, domani aiuterò il tuo.  Per inquinare e controllare i processi decisionali più delicati che possano permetterle di utilizzare impunemente il denaro pubblico a fini privati.  Ne abbiamo le tasche piene di cerebrolesi, ignoranti e cafoni che predicano al popolo ignorante e ne approfittano impunemente. Contiamo sulla figura del Presidente Napolitano per evitare un tale scempio di procedure e valori.

Buona vita a tutti.

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