USA, POVERTA’ DI OGGI E DI DOMANI


U.S. Census Bureau Regions, Partnership and Da...

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Vista la drammaticità della situazione economica a livello globale e la pavidità che i leaders politici mostrano nel prendere decisioni efficaci e quindi dolorose politicamente, voglio fare quattro conti in tasca agli americani.

Intendo i cittadini, le famiglie americane. La società nel suo assieme in termini di dati reali.  Da decenni il modello americano viene indicato  e percepito come modello di sviluppo in quanto ciò che viene preso in maggiore considerazione é il consumo. Il motore non é stato negli ultimi due decenni lo sviluppo dell’industria manifatturiera,no quella é ormai obsoleta.

Non é stato certo l’export che rappresenta la metà ,o meno di quello medio tedesco ed italiano. No, é stata la delocalizzazione delle produzioni in paesi in via di sviluppo e nel contempo la crescita elefantiaca di un settore terziario che oggi non riesce più a creare posti di lavoro perché legati essenzialmente ad una domanda di beni e sevizi che oggi é scesa a picco.

La classe media americana é ormai da tre anni sottoposta ad una caterva di squilibri socio-economici enormi.  Si sta rapidamente impoverendo.  Disoccupazione, costi d’istruzione per i figli alle stelle, costi medico sanitari inabbordabili, pensioni ridotte e limate di anno in anno.

Ma veniamo ai dati del Census Bureau . Il tasso di povertà nazionale é stato l’anno scorso del 15.1%. Ben più elevato di quello del 2000, 11.3% ed il più alto dal 1993 quando è stato istituito.  Oltre 47 milioni di americani su 300 milioni vivono sotto la soglia di povertà nel 2010.   Giusto per una migliore comprensione dei dati ;  s’intende che una famiglia americana media ,che é composta da quattro persone , spesso da più componenti, vive con meno di 22.314  dollari  pre tax all’anno. Circa 16.500 euro al tasso di cambio odierno. Ma questa potrebbe sembrarvi una cifra accettabile, se comparata al limite italiano di povertà. In realtà in termini di potere d’acquisto , molto,molto  meno. 

Vi sarà perciò utile sapere che in generale circa 90 milioni sui 300 milioni  (1/3) dei cittadini americani non gode di “alcuna copertura sanitaria”. Intendo dire non esiste alcun sistema sanitario nazionale, nessuna struttura statale che offra servizi ,siano essi sanitari, socio-sanitari, di assistenza agli anziani, o agli handicappati. Niente pensioni di accompagnamento ,o di vecchiaia.  Da Clinton a Obama i democratici hanno tentato di introdurre un minimo di copertura, ma le grandi corporations, che negli USA controllano la sanità privata , 3° businness più importante della Confederazione, hanno tanti e tali mezzi che sono sempre state in grado di far fallire sul nascere il progetto.

Quando noi europei parliamo di Welfare, noi sappiamo bene di cosa parliamo. Non per niente, sono 100 i miliardi all’anno che le Regioni italiane spendono per la sanità. L’OMS considera l’Italia al secondo posto nella sua graduatoria, dopo la Francia, per capacità e risultati del sistema sanitario.  Contrariamente alla percezione interna. Ecco pensate che per mortalità infantile, su mille neonati ,gli USA precedono il Bangladesh al 161° posto . Pensate che per tutto ciò che costituisce medicina preventiva gli USA sono e restano terzo mondo. Altro che screening gratuiti ogni 2 anni per mammografie, vaccinazioni, PSA ecc. Non esiste medico condotto  della mutua. Una normale visita medica ha un costo medio di 60 dollari. Le specialistiche non meno di 200 dollari.  Ogni e qualsiasi ricovero ospedaliero deve essere coperto finanziariamente da carta di credito.

Solo coloro che hanno un impiego stabile che supera le 5 ore giornaliere (No part time, dunque ) possono, a pagamento, accedere alle assicurazioni private che comunque al massimo copriranno l’80% delle spese , ma spesso con dei plafond e con estensione alla sola famiglia del lavoratore.

Tralascio qui la situazione degli anziani che sta divenendo tragica con un sistema Medicare/Medicaid che oggi non riesce a coprire più del 30% del totale spese, comprese le farmaceutiche. Dove un ricovero per Alzheimer in struttura decolla a 60 mila dollari annui.

Quale ulteriore considerazione faccio presente che il “commuting” cioé andare a lavoro per un americano medio significa circa 2/3 ore di auto. Pochi sono i mezzi pubblici in USA. Solo nelle grandi città e periferie. Tutto il resto é privato e quindi ulteriore costo. Ecco il ricorso al “car poling” frequente.  Infine per un americano medio il sogno é di riuscire a mandare i propri figli all’università , il cui costo medio, per università di medio livello, é di 15 mila dollari +3/5 mila di “board” annui .Cioé costi di vitto perché si vive nei campus, non a casa.Un’università della Ivy League, Harvard, Princeton,Yale $50.000 annui quindi un corso normale, senza Master sui $250.000.Questa é l’America oggi. Una forbice che si allarga sempre più tra chi partecipa al sistema ,20% della popolazione, e chi produce per quel 20% e spera di poter assaggiare un giorno una vacanza. A proposito le ferie sono in funzione dell’anzianità in azienda. 15 gg. all’anno. Per i primi 10, si arriva a 20gg.  dopo 20anni.Questo nel privato   Sì,  ma non ho mai conosciuto una persona che ci arrivasse. Il turn-over è mediamente tra i 3 ed i 6 anni.Nel pubblico poco di più.

Tenuto conto che le minoranze di colore, latino-americane, asiatiche, spesso non pervengono a raggiungere niente di tutto questo, che a noi già appare poco, molto poco. Forse ora potete comprendere la xenofobia sempre più appariscente emontante  in ogni manifestazione politica. Nel 2020 il Census Bureau situa il momento in cui la totalità delle minoranze etniche supererà la popolazione  bianca anglo-sassone protestante ,conosciuta sotto l’acronimo WASP. Questo revanscismo di censo, politico-razziale,demografico sta avvelenando i pozzi della buona politica americana. E con essa cadono i veli. Obama con il colore della sua pelle ha accentuato, suo malgrado, il “divide”. Una old america che vorrebbe ritrovare vecchi  equilibri ormai defunti. Difficile che ci riesca. Più probabile che si complichi ulteriormente  la situazione interna ed il debito americano, in assenza di una ripresa occupazionale, rischi di superare il confine di non ritorno.

L’Europa certo non stà molto meglio. Ma dovrebbe comprendere e metabolizzare il fatto che l’erba del vicino non é più verde, anzi……..                   E che forse é il caso di comportarsi con  maggiore autostima!

Classifica degli Stati più poveri degli USA in ordine decrescente  : 

 Missisipi,Arkansa, Tennessee, West Virginia, Louisiana, Montana, South Carolina, Kentucky, Alabama, North Carolina. Faccio notare che la totalità di quelli definiti della Bible Belt ,la fascia della bibbia . Ecco una relazione da approfondire,  religione e povertà. Salvo il Montana, tutto il Sud-est degli Usa.La vecchia Confederazione. Niente é cambiato sembra…..

Buona vita a tutti.

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