LA CRISI SI AVVITA


European Commissioner Olli Rehn

Image via Wikipedia

Sembra che il processo decisionale politico che dovrebbe riuscire a tirarci fuori dai guai tenda a non manifestarsi. Che come affermavo recentemente, la pavidità mostrata dei leaders dei maggiori paesi per ragioni eminentemente elettorali , impedisca loro di prendere  decisioni e misure impopolari ,forse,  ma capaci di domare la speculazione.

In primo luogo occorre una visione strategica d’insieme ,più che una meschina ed improduttiva scappatoia nazionale.

La Germania in primis. Senza gli scambi intra-europei che contano l’80% del suo  export, non sopravviverebbe a lungo in quanto potenza economica.         La GB ,che oggi per bocca di una delle icone conservatrici più antieuropee ,ha dichiarato che occorrerebbe distaccarsi dall’UE . Dimenticandosi che il Commmonwealth é una voragine e che la sua economia entro un anno sarà penalizzata e declassata presentando un debito  in via d’esplosione.               Che le banche inglesi all’80% sono praticamente divenute banche di Stato, poiché il governo é intervenuto nel loro salvataggio due anni fà e la loro vita é legata alla volontà politica di mantenerle in piedi con i soldi dei contribuenti britannici. Ed  infine ,in assenza di serie capacità manifatturiere, sarà difficile recuperare gli standards di vita goduti nel passato.

La Francia, il cui settore bancario ha subito un deprezzamento drammatico, rischia adesso un’altro capitombolo. Ciò a causa dell’esposizione finanziaria delle sue tre principali banche ;   BNP, Societé Générale, Credit Agricole. Giusto per farvi un’idea, la Borsa Francese perde circa il 48% del suo valore dall’inizio dell’estate.  BNP il 43%,  Societé Générale  58% , Credit Agricole 51%. E per finire i maggiori gruppi industriali del paese hanno accumulato un debito dell’ordine di 400 miliardi di euro.

Mi sono dilungato maggiormente sulla Francia perché é su di essa, che dopo i PIGS  e l’Italia , già posta sotto tutela, si sta ora concentrando la speculazione . Le ragioni sono molteplici .E’ l’altro grande d’Europa, partner indispensabile della Germania. Le sue banche sono quelle maggiormente esposte sul debito italiano ,oltre chiaramente alle nostre grandi ;Intesa, Unicredit, MPS ecc. Detengono oltre 500 miliardi di euro di titoli italiani. Inoltre, anche in questo caso, paese che a breve si troverà in campagna elettorale.Azzoppare la Francia significa azzoppare la UE.

La volontà di determinare una rottura dell’equilibrio all’interno del sistema monetario europeo é evidente e lampante. Occorre che i governanti se ne facciano carico, insieme alla Banca europea,  che superino i loro orgogli e mettano rapidamente in piedi un sistema fiscale europeo, seppur con lievi ammortizzatori iniziali.

Occorre soprattutto una una politica macroenomica comune che possa governare la situazione generale, senza tentennamenti e capace di fornire processi decisionali rapidi ,a misura di speculazione.

Il debito europeo é stimato raggiungere un picco nel 2012 e stabilirsi  circa a 88% del PIL dell’euro zona . Nel 2007 il debito su Pil era di 66.3% nella zona euro e del 59% nell’insieme dell’Unione.

Ora il problema di fondo che i governanti europei devono porsi ed al quale dare risposte adeguate é che anche una volta stabilizzato il debito occorre concentrarsi sulla sua riduzione. Perché non si può sostenere un debito così elevato troppo a lungo per evidenti sperperi e costi.

Ecco che ritorna il solito discorso che non smetto mai di sottolineare: l’invecchiamento rapido della popolazione europea. Il fattore demografico al quale spesso mi riferisco. Secondo uno studio della Commissione ciò che accadrà , se non si stabilizzeranno i deficit nazionali, é la creazione di una profonda disparità tra i vari paesi. La Finlandia ed il Lussemburgo non dovrebbero incontrare problemi. Ma Grecia, Irlanda e Portogallo avranno,pare,  notevoli difficoltà a riuscirvi.  Due Paesi per i quali i tempi per rimettere in sesto i bilanci nazionali si declinano in anni , si parla di almeno 7, sono Spagna e Gran Bretagna.  Lo stesso dicasi per l’Italia che per certi versi subisce gli effetti disastrosi di un governo non più credibile, ma i cui fondamentali, per altri versi, sono leggermente migliori di Spagna e GB.

Aggiungo che questo ,o il prossimo governo, dovranno metter mano ad una patrimoniale che abbia come merito quello di tassare le rendite e non i redditi.

Da studi condotti da varie istituzioni ,non ultima Nomisma, é evidente che questa é una riforma che permetterebbe una reale redistribuzione del peso fiscale. Ciò permetterebbe attraverso un’anagrafe patrimoniale affidata sul territorio ai Comuni, la migliore analisi della realtà italiana.                                  

20% delle famiglie detengono un patrimonio che supera il 65%. Quindi una patrimoniale che lascerebbe intatto il reddito dell’80% della popolazione. Una patrimoniale che d’altronde esiste in tutta Europa  e dovrebbe finalmente essere applicata anche in Italia. Mi permetto di ripetere che occorrerà tassare anche il patrimonio della Chiesa sul territorio. Facendo salvo l’8xmille e quanto disposto dal Concordato. Restano pur sempre, da analisi molto corrette, un 8 miliardi di euro annui che allegerirebbero e non poco il peso.

Con questa riforma si potrebbe allora generare risorse ed avere quei capitali necessari per far ripartire l’economia del paese. Oltre a mettere insieme incentivi fiscali e detrazioni . In particolare riportare al lavoro, ad una occupazione quei 15 milioni di italiane/i che sono spariti dalla statistica nazionale. Quelli che non lo cercano neanche più. Oltre il 65% delle donne nel sud. Oltre il 40% dei giovani al sud ed il 26% su scala nazionale.

Non ci vogliamo rendere conto che se i consumi ristagnano nella metà del paese , il futuro per tutti noi é grigio. Occorre cioé riportare lavoro, per riportare fiducia!

La popolazione attiva in Italia é malapena al 53% contro un 65/68% degli altri paesi europei .Germania, Francia ,Spagna. I dati sulla disoccupazione sono totalmente discordanti con la vera realtà occupazionale del paese.

Giovedì la Commissione europea pubblicherà ,commentandoli,  i dati a cui vi ho accennato . Il  commissario europeo agli affari economici, Olli Rehn,  la settimana scorsa si é rifiutata di esporre parte di questi studi adducendo motivazioni personali. Vedremo .

Buona vita a tutti.

 P.S.  Come avevo scritto nel mio blog del 4 Agosto scorso, il buon Grilli Dir. Gen. del Tesoro, un Tremonti boy, inviato in fretta e furia a perorare investimenti cinesi in Italia ha srotolato i tappeti ai dignitari cinesi. Peccato che invece dei BTP,BOT,CDS abbia aperto anche  lo scrigno delle nostre società più importanti. ENI, ENEL ecc. Divoratrice di energia, come é oggi , la Cina abbiamo deciso forse che, in procinto di perdere il controllo del petrolio libico , associandosi con i cinesi ed incamerando qualche miliardo di dollari possiamo risalire la china. Forse,  dipende da quale sarà il prezzo pattuito, quali le condizioni negoziali, ed i limiti gestionali imposti.

Una soddisfazione almeno , pare che la nomina a Governatore sia orientata su Saccomanni ,uomo Bankitalia di provata esperienza.

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