ESPLOSIONI DI ANSIA


Bible belt

Image via Wikipedia

Il piano economico di rilancio dell’economia americana sembra aver avuto una buona ricezione . Da parte dei “liberals” che ultimamente avevano storto la bocca dopo le rinunce pronunciate sul piano dell’ecologia e dell’investimento sulle energie alternative. Sia da parte dei repubblicani più moderati che ritengono  costruttiva la politica degli incentivi e detassazioni nei confronti delle corporations che vorranno assumere disoccupati da oltre sei mesi.

Molti accademici e premi nobel hanno espresso il loro pieno sostegno al rilancio dell’occupazione , unico modo in grado di riportare il paese nell’alveo della crescita.

Molto interessante notare come Obama si sia particolarmente soffermato sul rilancio dell’industria manifatturiera.  Un’industria che negli ultimi 20 anni é stata praticamente abbandonata e caduta nell’oblio, divenendo obsoleta.   Sì perché é la capacità di produrre beni ,siano essi di consumo, o durevoli, a  determinare  in gran parte la capacità di generare posti di lavoro.

Quest’ultima  é ben maggiore di quella del settore terziario.  Nel contesto economico americano, il settore servizi non riesce a mantenere per genere di impieghi e per tipologia di lavori un’ occupazione stabile e continua, ma é sottoposto a forti oscillazioni che provocano spostamenti demografici notevoli. 

La mobilità é da sempre una caratteristica  basilare del mondo del lavoro negli USA , dove lo spostamento da uno Stato all’altro é comune e praticato dalla grande maggioranza dei cittadini. Stessa considerazione vale per la flessibilità.      

Contrariamente al contesto europeo, ed in particolare italiano, queste caratteristiche valorizzano le capacità ed il merito.  Di fatto le  retribuzioni di cui godono i lavoratori. 

La ragione é presto spiegata, la domanda e l’ offerta di lavoro, essendo praticate in un contesto più competitivo e scevro da ingessature e raccomandazioni, tendono a premiare maggiormente le qualità individuali e dunque gli incentivi economici e salariali.

Politicamente per Obama si presentano mesi difficili a breve termine.  Perché occorre che questo programma funzioni e provochi assai rapidamente dei risultati tangibili e riconosciuti. Entro Gennaio/Febbraio per intendersi.  In caso contrario le sue chances di essere riconfermato si assotiglieranno notevolmente.  Le ragioni sono molteplici.

Le maggiori lobbies ,sostenitrici dei repubblicani ,dispongono di notevoli mezzi finanziari e sono pronti ad  impiegarli . Pensate ai petrolieri che grazie al rincaro del greggio sono pronti a mettere sul piatto notevoli risorse. Anche per questa ragione Obama ha molto ridotto le pretese di spostare l’allocazione delle risorse  del paese verso fonti rinnovabili ed alternative. Per non renderle più agguerrite . Altra lobby di peso, il settore degli armamenti.

La deadline di rientro di gran parte delle truppe dall’Iraq,  fissata per  dicembre, é mal digerita  . Toglie loro investimenti, peso specifico, immagine e l’elemento unificante della difesa . Crea inoltre ulteriore problemi di rioccupazione per i militari che rientrano.

Sottolineo in proposito che entrambi questi due settori hanno nel Sud degli USA il baricentro delle loro attività. Ed in particolar modo in : Texas, Arizona Georgia,Oklaoma .  Così come la maggior parte di quelle truppe in procinto di tornare a casa.  Maggioranza di colore nei bassi ranghi ,nonostante una xenofobia crescente nel paese.Ma anche tra gli  ufficiali, i pochi percentualmente bianchi sono quasi tutti provenienti dagli Stati della Bible belt , prima conosciuta come Dixon Line.

Molto strano questo revanscismo razziale, di w.a.s.p contro il resto della popolazione . In questa America che sembra sempre più alla ricerca di sè stessa e di quella serie valoriale di attributi che l’ha resa grande in passato.Ma sembra ricadere indietro, sui soliti conflitti.

L’altra lobby di peso é quella della sanità . La famosa riforma che Obama aveva annunciato, non si é realizzata. Non solo , ma i pensionati che godevano dei servizi di Medicare e Medicaid  che  provvedevano al massimo al 35%/45% dei costi dei servizi , oggi si ritrovano a dover pagare di più.        In un paese dove oltre 90 milioni di cittadini non gode di alcuna forma di assistenza medica.  Chiunque tocchi la sanità “muore”, nel senso che la sua carriera politica subisce tracolli , Clinton docet.

Anche in questo caso, notevole é il peso che la sanità ha nel sud, dove d’altronde, trovandoci nella Bible belt , una buona percentuale delle cliniche più accreditate é legata a istituzioni protestanti,o espiscopali. E quindi oggi in parte legata al movimento dei Tea’s party . Al movimento che supporta e perora  una visione stereotipata dell’old america.  Che tende a generare – sostenere sentimenti nazionalistici e protezionistici in nome di una rinnovata lotta al melting pot ,al mix culturale. Il principale collimatore che  di fatto  é alla base della crescita e dello sviluppo della società americana.

E qui veniamo alla ricorrenza del “9/11” , così come gli americani si riferiscono agli attacchi terroristici dell’11 Settembre. Domani sarà il decennale . Da allora e sotto i mandati di Bush Jr. si é creato un nesso indelebile in relazione all’attentato.  Un’esplosione mediatica di ansia, di  attacco globale non solo agli Usa , ma come si é più volte dichiarato, un’attacco frontale all’occidente ed al suo modo di vivere.

L’ansia da allora non ci ha più lasciato. Ed ancora oggi il rischio di attentati si riaffaccia in occasione della commemorazione. La ricerca dell’unione d’intenti, di solidarietà, di difesa comune dal nemico esterno ha praticamente preso in ostaggio le nostre opinioni pubbliche.

Elemento unificante, la paura. Quanto maggiore è l’ignoranza del nemico che si combatte , tanto maggiore è la difficoltà di percepire e valutare la gravità del pericolo.

Parzialmente é indubbio che al venire meno della minaccia della guerra fredda, del blocco sovietico, della divisione del mondo, veniva a crearsi un’ampio spazio, un vuoto. E come tutti i vuoti questo dovesse essere riempito.  Il processo di globalizzazione in pieno sviluppo  non ammetteva rallentamenti, nè nemici dichiarati. 

Ed allora la geo-localizzazione del conflitto doveva essere ricollocata e riposizionata. L’Iraq costituiva un teatro di conflitti capace di generare sentimenti conflittuali, contrastanti e identificanti il male. Ed ha generato in effetti mostri, insieme all’altro teatro di scontro che é l’Afghanistan.

Ciò che intendo é che in questo processo mediatico di ricerca ed identificazione del male si é esagerato di proposito , o semplicemente per eccesso. Il risultato é stato la trasformazione delle responsabilità in aspetto etnico.  Da Al Quaeda si é allargato la responsabiltà degli attentati al genere arabo. Producendo effetti controproducenti con assunzioni di responsabilità inidonee. Solo da poco si é riusciti a limitare questa estensione.  Ma certo gli effetti collaterali sono stati enormi e non tutti positivi.Ancora per molto ne subiremo il ricordo.

Buona vita a tutti. 

 

 

 

Annunci

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in europa, politica-economia, relazioni internazionali e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a ESPLOSIONI DI ANSIA

  1. rossana citelli ha detto:

    Ottimo!!!

    Mi piace

I commenti sono chiusi.