IL DISCORSO ED I PROGETTI DI OBAMA


Franklin D. Roosevelt was elected to four term...

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Grazie alla tecnologia, ai ghost  writers sempre all’opera, ai giornalisti embedded, ed anche a quelli abilitati ad esprimere le loro opinioni “debitamente filtrate”, vi preannuncio i temi cardine e provo a commentare il discorso che il Presidente Obama terrà domani in un discorso di ampio rilievo ai cittadini elettori americani.

E’ giunto il tempo per l’azione!  Questa  é la prefazione.  Propongo una via per uscire dalla crisi che i due partiti sono in grado di codividere ed  approvare.  La crisi, la bolla immobiliare, i dati sull’occupazione, il clima generale,devono costituire uno stimolo per agire , per creare opportunità.

Ecco,questa in sintesi l’ouverture.

Dov’é  la sorpresa? Nel fatto che invece di un’ulteriore QE3,che con molte probabilità avrebbe costituito un’altro regalo per il sistema bancario,indegno di ricevere aiuti dopo quanto avvenuto,  stavolta si cambia registro.                    Per fortuna , aggiungo,  la lezione alla fine é servita.

Alla stregua di FDR (Roosvelt) , finalmente, si gioca la carta di un grande piano di rilancio che si incentra sulle infrastrutture. M a differenza di pompare liquidità nel circuito bancario , stavolta più  costruttivamente, gli  incentivi  saranno dati a tutte quelle aziende che nel quadro del progetto assumeranno lavoratori  disoccupati .

 Sarà   messo in  piedi grazie all’HIRE Act un monte  credito di tasse di circa 10 miliardi di dollari che sarà  concesso a tutte le aziende che ne faranno richiesta.

Inoltre  sarà autorizzato il   rinnovo per il fondo che  estende per un’altro anno il contributo di disoccupazione  che é oggi di 99 settimane. Preventivato in circa 60 miliardi  di  dollari.

Ma il pezzo forte di questa manovra , se sarà realmente accettata da entrambe le parti,é nientepopodimeno  che la riduzione della tassazione per i cespiti prodotti e detenuti all’estero dalle grandi corporations americane . Attualmente fissato a 35%.    Ora pensate,  la  stima di quell’ammontare é di un trilione di dollari !   

 Una somma enorme, che potrebbe seriamente contribuire a far ripartire il sistema . Una somma che, per non essere tosata dal governo federale, resta per lo più all’estero. Immaginate per un’attimo ciò che del nostro export resta all’estero.O rimpingua attività non settoriali  delle esportazioni nazionali.

Ora,e questo é il calcolo , se questa somma , o parte di essa,rientra e viene usata dalle corporations in concomitanza con l’altra misura di detassazione, riservata alle aziende che intendono assumere  disoccupati, l’effetto sinergico sarebbe un serio e valido strumento per rimettere sui binari la locomotiva americana.

Infine, per contribuire al rilancio economico del territorio ,a  livello locale, si ritiene che sarà rilanciato il programma di emissione di obbligazioni da parte di municipalizzate e Stati che potranno così finanziare opere infrastrutturali con uno sgravio del 35% da parte del sistema federale.

Ecco in sintesi quanto risulta essere al momento la reazione di Obama allo stallo economico e soprattutto alla débacle finanziaria che gli Usa  al pari dell’Europa stanno subendo.

Il problema che si pone in termini politici é quanto i repubblicani saranno disposti a concedere in nome dell’emergenza e della solidarietà .Ultimamente Obama ha subito vari attacchi, anche da parte dei supporters  democratici.     In realtà il suo ultimo voltafaccia nei confronti delle misure ecologiche che dovevano condurre a maggiore tassazione per i settori maggiormante inquinanti e a maggiori investimenti nel settore delle energie rinnovabili ha determinato un forte scontento.

Quanto questa disaffezione possa giocare elettoralmente é difficile da valutare, ma é certo che Obama deve recuperare in quel serbatoi di voti , assai ampio, di coloro che negli USA sono gli ecologisti.

Infine la battaglia dei Tea Party’s, ed in particolare dei tre candidati principali,  che stanno iniziando adesso il lungo percorso che porterà alla scelta del candidato repubblicano alla Casa Bianca, é densa di trabocchetti. La classe media americana é molto provata dall’attuale crisi che perdura ormai da oltre 3 anni. Molto ,troppo tempo ,un’attesa  alla quale non é abituata.

Obama ha ereditato il deficit creato da Bush a causa le spese militari degli interventi e di detassazioni e liberalizzazioni che non hanno ottenuto risultati degni di nota . Non é riuscito a causa della successiva crisi finanziaria a dare un minimo d’ossigeno alla classe media. Oggi  di  nuovo , a fronte di una recessione che si annuncia ancora più grave, si gioca le carte per sciogliersi dall’abbraccio mortale che il fato sembra riservargli.

Non sarà facile. La riforma sanitaria annunciata è miseramente fallita, in quanto progetto iniziale,  come ai tempi di Clinton.  Sembra che chiunque la proponga muoia(elettoralmente).  Troppi interessi.   Dopo il complesso militare , la più grande lobby d’america.

Tra poco più di un anno,Novembre 2o12, , si terranno le elezioni presidenziali. Anni di enormi spese. Questa volta non ci sarà troppa trippa per gatti. Ma il lasso temporale che ci separa dall’evento elettivo é molto breve per poter ottenere risultati tangibili di ripresa capaci di disinnescare il malcontento e lo scoramento. Ce lo auguriamo per loro e per noi. Senza dubbio Rick Perry , candidato repubblicano, governatore del Texas,  predicatore e markettaro non farebbe miracoli!

Buona vita a tutti.

 

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