EID MUBARAK


The Taj Mahal was built by Muslim rulers of th...

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Anche  quest’anno, come quello precedente , la confusione circa  l’Eid-Al Fitr ,cioé la fine del Ramadan , é oggetto di discussione.  Si  discetta sul fatto di comprendere se sia stato ieri ,o sia quest’oggi. In USA ,in Europa ed in Medio Oriente lo si é festeggiato ieri sera, in India , Pakistan ed altri paesi del Sud-est asiatico lo si festeggia quest’oggi.

Poco importa …… Eid Mubarak a tutti.  La questione é legata all’inizio del nuovo ciclo lunare, che appunto determina la fine del Ramadan.  Ma chiaramente la diversa posizione geografica rende questo termine diverso.     Si é tentato, per ragioni di uniformità, di rendere universale questo momento proponendo di utilizzare il preciso momento del tramonto dell’ Arabia Saudita. Più , o meno seguendo il concetto della Mecca come universale ,ma non viè stato accordo in materia.

Come vedete l’umanità non riesce neanche sul tema religioso, o proprio su questo , a ritrovare unità, figuratevi sul resto.

Vorrei chiarire il senso laico, civile, di rispetto di questo augurio che rivolgo ai tanti amici di religione islamica che nel corso della mia vita ho avuto il piacere di conoscere. L’ateo, più di ogni altro , a mio avviso, ha il dovere e l’obbligo di rispettare le scelte altrui.. Ciò detto, ha anche il diritto di pretendere dalla religioni monoteiste, in particolar modo , il rispetto per la propria posizione ideologica. Purtroppo spesso , troppo spesso, ciò non avviene.

La verità sembra appartenere solo a coloro che ritengono essere portatori. Peggio ancora quando il potere politico stesso , come negli stati teocratici, Arabia Saudita, o sostanzialmente ,anche se non dichiarato, lo Stato d’Isrele fonda le proprie origini e ragioni sul credo.

Ma veniamo agli auguri che potremmo ragionevolmente farci ed alle speranze che dovremmo ragionevolmente avere. Un primo desiderio per un felice Eid-Al-Fitr é che i popoli del Nord -Africa in Tunisia, Egitto, Libia, possano finalmente riprendere il loro cammino verso una maggiore libertà e prosperità. E perciò occorre che i loro leaders siano in grado di formare coalizioni capaci di rimettere in piedi le strutture amministrative ed una macchina statale in grado di recepire le istanze del popolo. Questo in particolare per la Libia che già originariamente ne era sprovvista.                 

Per Tunisia ed Egitto, anche se con diverse modalità , occorre ricostruire la fiducia nelle capacità del Paese e rimettere in sesto le strutture economiche. Il sistema necessita di un alleggerimento dei balzelli burocratici e di prese di beneficio.

Ma soprattutto di un ricongiungimento tra le classi sociali che debbono operare per il bene del paese al di là di un passato non sempre scevro da profonde ingiustizie.

Se é vero che i miracoli non sono credibili nel mondo moderno, si può sempre augurarsi che il senso della solidarietà abbia la meglio sulla solita avidità.

In particolare, e qui mi soffermo sul ruolo che le giovani generazioni debbono avere oggi , per svolgere un serio ruolo di transizione domani.   Le vostre società hanno una piramide rovesciata rispetto alle nostre in senso demografico. In media circa il 60% delle vostre popolazioni sono formate da giovani, al di sotto dei 29 anni. 

Germania ed  Italia, in primis, sono paesi vecchi con oltre 1/3 della polazione che supera i 55 anni e dove i giovani non superano il 15/16% della totalità. Le politiche economiche seguite da questi governi tendono sempre più a salvaguardare le vecchie generazioni, senza comprendere che in tal modo la crescita e lo sviluppo resteranno pari a zero.

Da voi invece non si comprende che l’incremento dell’istruzione, il desiderio di partecipazione dei giovani ,che sono la maggioranza politica del prossimo decennio, determina una sostanziale domanda di cambiamento.

Un cambiamento dei processi decisionali, delle  gerarchie economiche e politiche. Le élites attuali devono gradualmente lasciare alle nuove generazioni la gestione del processo di modernizzazione.

Il rischio, in caso contrario, é che il conflitto sociale s’inasprisca e renda sterili i cambiamenti attuali. E non si può neanche ritenere che l’esodo verso l’Europa di molti giovani che vengono di fatto spinti a lasciare i vostri paesi, possa riuscire a riequilibrare la domanda e l’offerta di lavoro.

Le élites devono comprendere che forti investimenti debbono essere indirizzati verso il lavoro. Il desiderio di partecipazione , passa soprattutto attraverso la realizzazione di sé. E non si può credere che senza questa prospettiva si possano raggiungere gli obiettivi minimi  degni dei vostri principi religiosi.

Comunque sia, amici miei, EID MUBARAK!

Buona vita a tutti.

Per L

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Una risposta a EID MUBARAK

  1. rossana citelli ha detto:

    Perfette considerazioni..!

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