PATRIMONIO DELLA CHIESA CATTOLICA IN ITALIA . DA TASSARE!


Deutsch: Castel Gandolfo, Sommerresidenz des P...Ripubblico ,con un certo orgoglio , un blog edito in Agosto 2011. La ragione é che i media, e questa é la notizia, hanno diffuso la proposta di tassazione del patrimonio curiale. Non contiene quest’ultima nessun accanimento ,o anticlericalismo..Al contrario ritengo si porrebbe fine ai cardini che condussero alla Riforma luterano calvinista e cioé “al mercato della fede”. Se infine alcuni intravedono in questa proposta un accanimento contro la chiesa cattolico -romana ,suggerisco di estendere la suddetta tassazione anche al patrimonio delle altre religioni .

Resta il fatto che se non si perviene alla tassazione “del 20% del patrimonio immobiliare di questo paese del valore di 1300 miliardi di euro” non si potrà mai parlare di equità!  

E’ già da un mese che il tema della tassazione del patrimonio della Chiesa in Italia  ha l’onore della cronaca e di qualche prima pagina. Poche in verità, ma in confronto all’ omertà dei grandi giornali e dei partiti politici, direi che se ne comincia a parlare. Grande, d’altronde, è l’ignoranza circa le esenzioni di cui gode la Chiesa nelle più disparate forme e consuetudini. La maggioranza degli italiani quando si parla del tema nomina immediatamente l’8×1000. Ma lì si ferma!

No, cari miei compatrioti, l’8xmille , ovvero 1.5 miliardi di euro, sono insignificanti. Personalmente ritengo che debba essere lasciato nelle disponibilità della Chiesa, se i cittadini italiani ,davvero, intendono offrirlo come contributo.

In ragione delle difese ridicole e fuorvianti fornite  da Avvenire, quotidiano della Conferenza episcopale italiana, circa il patrimonio detenuto.Il fatto che “tecnicamente” la Chiesa non evada,  tenuto conto delle risposte altezzose, tipiche di coloro che ritengono di detenere la verità, i critici sarebbero dei massoni,  dei prezzolati .ecc.ecc.

Poiché non faccio certo parte di questo tipo di compagnie, sono arcistufo di ascoltare scuse , difese ed alzate di scudi . Desidero  al contrario trattare nel merito l’argomento e non semplicemente fare “bla-bla”. Come sempre, con  dati certi, intendo catalogarvi  l’anagrafe patrimoniale dei cespiti ecclesiastici.  Unica premessa, tenete in considerazione che la contabilità è ferma al 2006.  Dati pubblicati dall’Ares : Agenzia Ricerca Economica  e Sociale-  Enti ecclesiastici : cifre dell’evasione fiscale, edito 7 settembre 2006. Inoltre pubblicato da Critica Liberale  (2006).

Merito del matematico Oddifredi se questi dati sono stati ripubblicati recentemente, a fondamento delle giuste critiche poste al governo che, alla ricerca affannosa ed affannata di risorse ,non rivolge mai lo sguardo all’enorme miniera di esenzioni e vantaggi accumulati negli anni dalla chiesa cattolica. Governi di destra, in primis , ma anche di sinistra, hanno gonfiato a dismisura la già vasta panoplia presente nel Concordato , rinnovato da Craxi nel 1986 ed  infine la legge N°248 del 2006,  promulgata dal governo Prodi, che garantisce l’esenzione dall’ICI agli “enti  non esclusivamnete commerciali”.

Desidero inoltre ringraziare uno dei pochi giornalisti italiani di alto livello che con i suoi articoli, già da tempo, sottolinea le contraddizioni di una chiesa che predica bene ,ma razzola decisamente male, il notista politico Massimo Gramellini della Stampa.

Veniamo adesso al lungo elenco, di cui mi scuso in anticipo, ma che vi rende chiaro ed esplicito  ciò di cui si sta parlando . Per farvi comprendere meglio la vera sostanza delle rimostranze di Avvenire e del Generale di corpo d’armata, nonché presidente della Cei , Card.Bagnasco, di cui ho trattato nel blog precedente.

Dunque, parlavamo del miliardo e mezzo di euro  derivati dall’8xmille. A questo si aggiungono:

per il solo 2004 ,cifre in Euro :

– 478 milioni per gli stipendi  insegnanti di religione. – 258 milioni per finanziamenti alle scuole cattoliche- 44 milioni per università cattoliche- 25 milioni x fornitura servizi idrici alla Città del Vaticano  (sic) – 19 mil. per assunzione in ruolo insegnanti di religione- 18 mil. buoni scuola per alunni scuole private cattoliche- 9 mil. Fondo di sicurezza dei dipendenti vaticani e loro familiari- 8 mil. per stipendi cappellani  militari-  7 mil. Fondo previdenza clero- 5 mil.per Ospedale Padre Pio S.Giovanni Rotondo- 2 mil. per costruzioni edifici culto.

Aggiungendo a questo i finanziamenti  pubblici alla sanità, gestita in gran parte da cliniche cattoliche,circa  1 miliardo e mezzo, si raggiungono i 3 miliardi!

A questo dobbiamo poi aggiungere le mancate entrate, ovvero quello che la chiesa dovrebbe pagare, se non avesse ottenuto le esenzioni, si raggiungono così  i 6 miliardi di euro. Perché? Ecco perché:

-Gli Enti ecclesiastici sono poco più di 59.000 . Posseggono circa 90.000 immobili adibiti a vari scopi; oratori ,parrocchie, case generalizie,collegi, case di cura, ospedali, cliniche ecc. ecc.  Un valore stimato in circa 40 miliardi (2006), esenti da tutto, IVA, redditi sulle persone fisiche e giuridiche, compravendite ed imposta sui fabbricati.  Si aggiungano  a questo il patrimonio gestito dalle curie in tutta Italia che solitamente é affittato e quindi produce reddito ed i lasciti che ogni anno vanno ad aggiungersi ai 40 miliardi. Stima ad oggi tra i 15 ed i 20 miliardi . Totale patrimonio circa 60 miliardi! Sempre  a valore 2006.

Come accennavo, grazie a Prodi ,oltre alle esenzioni statali ,si aggiungono le esenzioni dall’ICI (imposte comunali)  che significa un mancato gettito di : altri   2 miliardi e mezzo di euro !!!!   A parte, merita menzione il grande patrimonio della S. Sede, fuori dalla  Città del Vaticano, incluso  nel trattato del 1929;   Palazzo del S.Uffizio, P.za del Vaticano, Propaganda fide P.za di Spagna,Università Gregoriana,Villa Barberini a Castel Gandolfo, Area di S.Maria Galiera, sede di Radio Vaticana, 55 ettari in piena Roma. Nota alle cronache per l’inquinamento elettro-magnetico prodotto delle sue potenti antenne.

Ma facendo venia di questi gioielli della corona papale ,dei quali si può tranquillamente riconoscere le necessità di “rappresentanza” del povero pontefice di s.romana chiesa,  lasciamo pure detassato tutto questo per il Concordato ancora in vigore,  vi sono altri possedimenti .

Nel  2004, questa multinazionale della fede che é la chiesa cattolica , che chiaramente non essendo soggetta ad alcuna tassazione, incrementa il proprio patrimonio di anno in anno ad una velocità impressionante, possedeva in Italia :     

– 504 seminari-  8779 scuole di cui ; 6.228 materne, 1280 elementari, 1136 secondarie, 135 universitarie , o para universitarie. – 6.105 centri di assistenza- 1853 case di cura- 1669 centri difesa familiari- 729 orfanotrofi- 534 consultori –  111 Ospedali – 674 centri “vari”.

Il totale ,dei totali e sempre per difetto perché basato su valori 2006/2008 é di un patrimonio globale che si aggira sui 1200/1300 miliardi .E’ dunque in funzione di questo valore e della esclusione delle proprietà inserite nei Patti Lateranensi  che si giunge agli 8 miliardi di esenzione totale.

Ecco , dopo quest’ analisi che ho cercato di sintetizzare per non annoiarvi,vi renderete conto che attualizzando, si può ragionevolmente ritenere che la tassazione del patrimonio ecclesiastico frutterebbe alla casse del “nostro Stato” , e non del loro , circa 8 miliardi netti . Ciò lasciando loro l’8xmille e l’esenzione prevista dai Trattati , ancora irragionevolmente in vigore.

Siamo infatti l’unico paese al mondo a mantenere un trattato con la S.Sede che preveda questo tipo di guarentigie  appartenenti al medioevo , ma certo irragionevoli oggigiorno.

Aggiungo inopportune, tenuto conto delle condizioni in cui versano le casse del “nostro” Stato.  E’ inaccettabile che si discuta di tasse sulle pensioni, di incremento dell’IVA, quando si lascia detassato e completamente in esenzione un patrimonio di tale entità che si incrementa di anno in anno.      La Confindustria cattolica che gestisce una parte di questo patrimonio si chiama Opus dei, che attraverso le sue ramificate attività gode di una lobby, prima per potenza e “capacità di convinzione”all’interno del Parlamento italiano .

Nel Nord Italia si muove con ampia libertà, in Lombardia gode di un patrimonio enorme. Si é infiltrata persino nelle COOP rosse che con gioia sembra l’abbiano accolta. Chiedete ai Dalema ed ai Margherita che hanno fatto da pontieri . Ditemi qualcosa di sinistra, qualcosa che parli di laicità! 

Mi si dovrebbe spiegare come in una Regione dove il 35% delle attività edificatorie appartengono alla galassia Opus dagli anni ’70 si possa pensare che l’area Falk, ieri ,o la S.Giulia (ex Montedison) o  la Rho / Pero di oggi,(vedi  Expo) , non si scorgano e accertino  delle commistioni tra i maggiori partiti politici. 

Per entrare in un territorio di stretto controllo  bianco ,occorrono accordi politici ad alto livello. Le Coop entrano ,ma pagano dazio politico per ottenere profitto economico.   Occorre allora, come sostenevo, tagliare alla radice il costo della politica ,tagliando alla radice il costo della chiesa. Sono due costi che sinergicamente crescono di decennio in decennio sui quali la magistratura non ha quasi mai messo davvero le mani. Casi eclatanti ?Napoli, ma il cardinale Pepe è sempre là e gode d’immunità.

S.Raffaele ,Milano, Don Verzé ,2 miliardi di buco,  ogni volta che passo davanti  e vedo quella cupola costata 2.5 milioni di  euro, illuminata come un gran pavese, mi vien in mente la spocchia dell’umiltà che la Chiesa proclama urbi et orbi.  Ma poi penso a Banca Intesa e BPM che molto debiti si é accollata e mi scappa da ridere per gli aerei ed elicotteri usati dal fondatore. Malattia comune con un suo benefattore con i nostri denari ,il Primo Clown.

Il costo  della politica in Italia, dalla tangentopoli craxiana, che finanziava il PSI , non si é modificato molto negli anni . Si continua a farlo pagare ai cittadini con collusioni che vanno al di là dell’immaginabile politico. Io taccio su questo , se tu taci sull’altro.

Ecco la ferma necessità di un ricambio totale:  generazionale, politico, strutturale del “fare politica”. Che riporti ad un minimo di decenza e di etica il comportamento degli amministratori della cosa pubblica, dal più piccolo sindaco al Primo Ministro.

 Questo ricambio comprende tutti da destra a sinistra. E sicuramente, primo tra tutti , comprende quello Stato nello Stato che é la chiesa in Italia, i cui comportamenti passati e presenti non sono certo prova di civismo  , solidarietà e di etica comportamentale nei confronti dei cittadini. Soprattutto oggi in presenza di una congiuntura così disastrosa.

Buona vita a tutti.

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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Una risposta a PATRIMONIO DELLA CHIESA CATTOLICA IN ITALIA . DA TASSARE!

  1. exult49 ha detto:

    Ai miei lettori
    Viste le richieste che mi sono giunte circa il patrimonio della Chiesa italiana. Alla luce del fatto che ho trattato l’argomento in vari blog precedenti. Ho ritenuto opportuno esaudire la richiesta di alcuni dei miei più assidui lettori per offrire un valido mezzo di valutazione circa l’imponente cifra di esenzione di cui gode a livello nazionale e locale la Chiesa cattolica in Italia.
    L’unico modo era di analizzare, per quanto possibile compiutamente, il patrimonio e quindi cogliere l’ammontare :8 miliardi netti all’anno –
    Se vi pare poco…..E perfavore non si venga a raccontarci frottole.
    Ecco perché gli italiani seri devono indignarsi. 8 miliardi all’anno sarebbero più che sufficienti per non mettere le mani nelle loro tasche.
    Ed allora viene da chiedersi perché i grandi partiti PDL, PD non hanno neanche voluto trattare il tema. Connivenza? Mi pare evidente!
    Occorre promuovere un’azione referendaria per tutto ciò che non appartiene al Concordato ,ed é molto! E poi richiederne quanto prima la sua denuncia!
    Buona vita a tutti.

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