LIBIA, DEMOCRATICA O QUADEISTA


Location of Benghazi within Libya.

Image via Wikipedia

Ieri ero particolarmente adirato per i toni ditirambici che i media ,in particolare televisivi, usavano circa  l’accoglienza,riservata sia in Francia, poi in Italia ed infine in Turchia a Jibril il numero uno del CNT libico.

Non per quanto i vari giornalisti riportavano, quanto alle dichiarazioni più , o meno ufficiali, fatte per l’occasione.  E’ chiaro che se i suddetti giornalisti sono “embedded” non possono che riportare pedissequamente ciò che viene dichiarato.

Ma questo tipo di “nuovo reportage” non é giornalismo poiché manca del senso critico che tenta di ricondurre al contesto di appartenenza le affermazioni fatte. Ecco contestualizzare le informazioni date. 

 Mettendole a confronto con ciò che appartiene alla realtà delle cose, alla realtà del contesto alle quali appartengono, alla realtà delle persone che quelle affermazioni e dichiarazioni fanno. 

Ora la verità su ciò che sta accadendo in Libia é molto più complicata di quanto appaia e venga riportato sui media.

Mi riferisco per esempio al fatto che il governatore militare  del CNT a Tripoli é un personaggio che negli ultimi anni  ,tra il 2000 ed il 2010 ha fatto parte integrante di AlQuaeda. Un personaggio che é stato posto sotto chiave in Thailandia dalla CIA dal 2008 al 2010. Poi stranamente estradato e scambiato con alcuni ostaggi occidentali ed approdato in Libia . Al momento giusto si direbbe. Il suo nome, che non userò, é anch’esso inutile perché ne ha avuti almeno 4 . Tra nomi di battaglia e di comodo affibbiatigli, o scelti.

Conosciuto per essere un antioccidentale, tagliagole, appare quanto mai strano che oggi possa godere dell’appoggio incondizionato di quegli stessi servizi che lo hanno ricercato e “recuperato”.  Insieme a lui figurano nell’esercito, cosiddetto dei ribelli, altri tre ,o quattro membri di AlQuaeda. Provenienti da teatri di guerra diversi, dallo Yemen e dal Corno d’Africa.

Cosa intendo dire con queste informazioni? Semplicemente a me sembra che gli americani in primis, come affermavo in un precedente blog, circa i ribelli libici , hanno sovvenzionato in parte l’organizzazione che rappresentava alcuni militari che si opponeva al regime di Gheddafi.  All’occasione dei movimenti di protesta prima e di rivolta poi, che hanno  cominciato a manifestarsi nel primo e secondo semestre 2010 ,si é forse ritenuto che si potesse intervenire all’interno del paese.

Quando nel blog precedente facevo seguito del supporto finanziario ricevuto dai ribelli nel 2010 da parte britannica mi  riferivo alla preparazione dell’insurrezione che poi ha avuto luogo in Cirenaica. Il nostro Sismi ne era certamente a conoscenza. Tenuto conto dei buoni rapporti che ha da sempre avuto con i libici. Siamo stati alla finestra per molto tempo. Scettici su quanto stava accadendo, ma comunque attenti . Poi le cose hanno cominciato a rotolare, non nel senso da noi sperato. L’intervento NATO ci ha spiazzato e da  allora stiamo cercando di cavalcare l’onda. La politica non aiuta. Il nostro servizio d’informazione ha da sempre fornito intelligence nell’intento di proteggere e mettere in sicurezza i nostri interessi in Libia. Non ha mai avuto compiti di azione.

La ragione per la quale ho voluto fornire questo quadro é perché adesso il problema che si pone é il seguente; siamo certi che gli americani, ancora una volta, con la loro bushmania idiota, che ha creato Bin Laden dopo la guerra in Afghanistan, che ha reso AlQuaeda più attiva dopo l’Iraq , non stiano creando dietro casa nostra ,” malgré eux” , e soprattutto ” malgré nous “, un vespaio radicale islamista?

Siamo certi che il denaro che stiamo scongelando non finisca parzialmente nelle mani di frange estreme. Non vi pare strano che Al Jazera , organo principe dei media arabi,  si interroghi sulla evoluzione della Libia e del CNT. Non vi sembra strano che l’OUA ,Organizzazione dell’Unione Africana non abbia ad oggi mai preso in considerazione il riconoscimento ufficiale del CNT?Stessa considerazione per l’Unione Araba.

Vi sono parecchi interrogativi che attendono, a mio avviso, risposta circa la situazione. In primis la natura stessa e l’identità dello stesso CNT.  Formato da ex gheddafisti, da torturatori del regime, da intellettuali formatisi nelle Università francesi, da militari che hanno seguito corsi di formazione in GB, da fuorisciti vittime del regime, pochi coloro che hanno legami diretti e stretti con l’Italia.  Ma certo alcuni hanno lavorato nelle piattaforme ENI di estrazione e di raffinazione. A Camp Elephant così come a Benghazi. Forse é su questi che si conta maggiormente. Sui rapporti umani che i tecnici ed il personale dell’Eni hanno saputo costruire in 30 anni di servizio.

Ma questi rapporti rischiano di non essere sufficienti se la situazione interna dovesse rapidamente mutare.  E mutare nel senso più negativo.   Le diversità tra le varie tribù di cui é composta la Libia , la conflittualità latente che il potere dittatoriale, ma anche benefico, di Gheddafi é riuscito a tenere sotto controllo. Tutto questo può rappresentare un semplice fiammifero. Si dimentica troppo spesso che la Libia non dispone di alcuna struttura di Stato e quindi non dispone di un alcun apparato a cui far ricorso.

Prima di lasciarsi cogliere in una tela che comporta tutta una serie di rischi ove, nazionalisti pan arabi, nazionalisti tout court, islamisti, confliggono tra loro per il controllo futuro del paese sarebbe molto più strategico ed intelligente richiedere garanzie e contro assicurazioni.

E’ vero che L’ENI deve garantirsi e provvedere. Ma l’interesse nazionale non sempre coincide con l’interesse del Sig. Scaroni. Soprattutto dal punto di vista di non offrire aiuto a frange che potrebbero nel breve-medio termine rappresentare un problema di sicurezza per il paese Italia.

Quindi non cadiamo perfavore in questa ubriacatura mediatica della democrazia caduta dall’alto. La democrazia ,l’unica e vera,  nasce dal basso.  

Occorre certo aiutarla a crescere, ma sinceriamoci prima che si tratti di movimenti democratici e non etero diretti.

In Libia siamo ancora in grado di determinare un certo numero di eventi.Abbiamo dalla  nostra la conoscenza del popolo e del territorio .Usiamola. Gli altri  tentano di partecipare . Che giochino. Ma cerchiamo di non perdere il pallino.

Buona vita a tutti.

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Una risposta a LIBIA, DEMOCRATICA O QUADEISTA

  1. rossana citelli ha detto:

    Meno male che ci sei tu a spiegarci …i fatti e farci riflettere!

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