BRUTTE GIORNATE


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Proprio così, incertezza, volatilità, speculazione lasciata libera di perseguire i propri obiettivi. I Governi di settimana in settimana promuovono e adottano nuove misure atte a ridurre il debito,ma senza convincere.

Cominciamo dagli USA.  A mio avviso é il debito più a rischio, che attualmente non é ben calcolato poiché la FED, contrariamente alla BCE, sta cercando , con tutti i mezzi di cui  dispone, di  sostenere manipolando il valore del dollaro e dei tassi d’interesse. Resto fermamente convinto che il valore del  dollaro é destinato a cadere e pesantemente entro fine anno. E ciò provocherà una costante volatilità ed un valore dell’oro che potrebbe raggiunger i 1950  entro fine anno.

Dal 2009 assistiamo ad un attacco ben orchestrato e condotto contro l’euro. I miei lettori ne conoscono le ragioni di fondo. L’euro rappresenta un serio pericolo per il dollaro in termini di divisa di riserva. Ma dietro tutto ciò, entro pochi mesi, quando la recessione americana sarà ufficializzata assisteremo a cadute maggiori. La situazione debitoria europea é certamente meno gravosa.

Quello che scontiamo é una forte componente di indecisione, di timori e tensioni che paghiamo in termini di rapidità decisionale.

Occorre che ci decidiamo ad accelerare una politica fiscale ed  economica comune. La speculazione attacca in effetti l’euro, principalmente dal mercato londinese. E si rifugia nel dollaro. Ben presto si renderanno conto  dei rischi che corrono.E’ più facile, non disponendo gli europei di un unico centro decisionale. 

Il costo di questa crisi peserà largamente su tutta la società occidentale. Purtroppo la bolla finanziaria non é stata adeguatamente ripulita.     Quanto a quella immobiliare, continua anche in Europa a mietere investitori ormai ridotti sul lastrico.

La Spagna, dopo un buco che ha creato più di un milione di appartamenti  ,oggi vuoti, tenta adesso, riducendo l’ IVA dall’8% al 4% di ridurre il peso di quel settore sul resto dell’economia.Tentando di far fuori un pò di quel capitale immobilizzato e che pesa sulle banche spagnole come un macigno .  Sarà assai difficile essendo un’economia poco differenziata e nella mani una minoranza di imprenditori e banche nazionali.

Non voglio neanche scrivere dell’Italia che non riesce neanche a comprendere che senza serie misure economiche che agiscano seriamente sulla distribuzione delle risorse e delle ricchezze non si riuscirà a modificare la traiettoria verso il basso della nostra congiuntura.Stiamo letteralmente scomparendo dalla scena europea in termini politici. Ma nessuno lo afferma senza reticenze.

Un primo passo sarebbe la dipartita del Primo Clown che é all’estero considerato il responsabile dellla situazione italiana ed  incapace di rappresentare degnamente il paese nel futuro. La nostra credibilità passa anche attraverso questo. Non volerlo  comprendere ed accettare é in se stesso un problema.

Ma certo non siamo soli  a soffrire, i giapponesi sono  messi pure peggio. Probabilmente saranno  il prossimo paese a perdere la tripla A. Infine la Confederazione elvetica.

Per riuscire a mantenere il valore del franco sul basso per restare competitivi stanno operando sul mercato. Non servirà a gran cosa. Una volta terminato l’intervento della banca centrale la situazione sarà pure peggio. Il costo dei prodotti svizzeri schizzerà in alto ed esportare diverrà davvero molto difficile. Non potendo gli svizzeri competere in materia troppo a lungo. E la disoccupazione diverrà un serio problema.

La storia degli eurobonds é al momento in congelatore. Fin quando non ci sarà un’unione politico-finanziaria. Un’integrazione economica europea, che però di compromesso in compromesso sembra non procedere allo  stesso passo della crisi. La sola accelerazione che potrebbe essere impressa é l’arrivo dei Gruner e dei Socialisti al governo in Germania. Cosa che personalmente  ritengo più che probabile. La CDU-CSU non ha nel suo DNA il potere decisionale, la volontà d’incidere sul contesto socio-economico che la vota. Giusto per sottolineare una differenza fondamentale nella visione del futuro. Il forte squilibrio demografico tra Francia e Germania . La Francia ha il doppio dei giovani della Germania. Ecco allora che quando si compara il PIL ,si dovrebbe prendere in considerazione che tra 20 anni i tedeschi ,così come gli italiani, avranno da garantire milioni di anziani, senza avere abbastanza produttori di reddito. Un paese che guarda indietro e che non investe sufficientemente sul proprio futuro.

Se poi considerate ,come nel caso italiano, che educhiamo  milioni di giovani che non hanno la nazionalità, pur essendo nati, cresciuti , educati nel nostro paese, vi  renderete conto di quanto siamo stupidi, ma soprattutto ignoranti.

La nazionalità in Italia si ottiene per legame di sangue e si tratta non di un diritto, ma di una concessione dello Stato. Ovvero non si acquisisce né per residenza, né per lavoro. Intendo dire che una volta che lo Stato ha speso circa 120 mila euro per condurre dei giovani dalla prima elementare alla maturità é profondamente ingiusto ed idiota non concedere loro la nazionalità.Ma questa é ad oggi la nostra legge.Quindi noi pure non guardiamo al futuro con intelligenza, né con programmazione.

Leaders che non hanno la cultura e la preparazione necessarie per governare. Ecco se non comprendono questi semplici aspetti del divenire nazionale ,come potete attendere che comprendano le esigenze economiche di cui necessitiamo?

In attesa che il popolo prenda coscienza del problema…..

Buona vita a tutti.

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