PROPOSTE, PROGETTI ,O VOLI PINDARICI


Occupazione Italia1996-2004

Image via Wikipedia

Ultimamente cerco di non commentare più di tanto gli accadimenti italiani per evitarmi crisi biliari e non apparirvi troppo aggressivo e critico circa il nostro sistema politico (nella sua più ampia globalità) . Vi avevo già anticipato da tre settimane che con il trend  speculativo in atto sarebbe stato necessario intervenire prima. Perché solo dei peracottari  ,come i nostri eunuchi, potevano pensare di fare manovre a futura memoria. Eunuchi perché, oltre alla voce,  mancano loro gli attributi, come affermavo di recente, per prendere delle decisioni serie, strutturali, politiche. Nel senso di compiere  scelte progettuali capaci di modificare lo status quo.

La tempistica, in frangenti come il momento attuale, é fondamentale quanto la credibilità.

Noi manchiamo attualmente di entrambi questi fattori .                    Giavazzi un economista che stimo, sul Corriere di ieri ,citava l’incertezza come male primordiale.   In blog precedenti mi riferivo alle elezioni prossimo venture in vari stati occidentali ,  come cause di fondo della paura dei leaders e delle coalizioni politiche che si rivelano pavide ed incapaci nel rispondere con giudizio ed immediatezza per preservare l’interesse pubblico delle rispettive società.

In una parola ciò che viene definito capacità di esprimere e costruire leadership.

Spesso, per non risultare solo critico nei confronti di scelte economiche da fare, indico possibili interventi ,suggerimenti ,alla portata di un governo che sia tale e voglia mostrarlo.  Dopo la scena pietosa di un ministro del tesoro, tanto osannato fino a pochi mesi fà dalle stesse categorie socio-economiche che oggi lo criticano aspramente .                                                   Dopo l’ intervento davanti alle commissioni parlamentari di competenza che ne metteva in luce e sottolineava  l’approssimazione etico-professionale. Bene, dopo tutto ciò, si viene a proporre, come misura costruttiva, quella di accorpare le festività statali, neanche quelle religiose, alle domeniche, per incrementare la produttività. 

Allora devo ritenere che noi siamo governati da idioti!

Cominciamo con l’affermare, dati Eurostat, che gli italiani lavorano in media 221 giorni all’anno,  contro i 177 dei tedeschi.Già qui verrebbe da domandarsi l’utilità di raggruppare ulteriormente tre, o quattro festività e quanto questo possa giovare alla statistica.    Poi si viene a scoprire che si tratterebbe del 25 Aprile, 1° Maggio e   2 Giugno.  Allora viene da chiedersi se questa é una visione, una  riscrittura e revisione  politica della recente storia italiana.

La risposta più ovvia, al di là dei consiglieri d’accatto ,profumatamente retribuiti, che questi ministri hanno, é che non siano  neanche in grado farsi quattro conti.   Così come si sostiene che cambiare l’ultima parte di un articolo costituzionale (art 41) che indica come le imprese debbano tendere ad operare per il bene sociale, possa operare un cambiamento epocale nella liberalizzazione del tessuto manifatturiero del paese. Il 99% degli imprenditori non sa neanche cosa sia……o forse si vuole sottindere che le imprese operino con metodi mafiosi per accumulare profitti da dividere tra le famiglie 

Siamo, ancor per poco, la seconda potenza manifatturiera della UE.         Nella struttura industriale di un  paese moderno anche i bambini comprendono che incrementi importanti di produttività si possono ottenere solo attraverso investimenti costanti e continui nella organizzazione aziendale.

Quindi la classe imprenditoriale italiana che negli ultimi dieci anni invece di reinvestire parte dei profitti nelle proprie aziende, ha preferito investirli in mattone, o delocalizzando all’estero, o in altro modo, é oggettivamente responsabile dello stallo nel quale citroviamo. E non é del tutto credibile quando parla di sviluppo mancato. Non deve  credere che siamo deficienti.   L’eunuco affermava che lo sviluppo e la crescita non si creano per legge. Ma con serie politiche di controllo e di verifica dell’utilizzo del denaro pubblico nazionale ed europeo delle aziende private sì………..

Per evitare che i fondi servano solo agli amici degli amici e /0 dirottati su progetti inesistenti.

La produttività non la si accresce alla cinese in Europa, riducendo i compensi salariali ed incrementando le ore di lavoro alla forza produttiva restante con ore di straordinario a manetta. Nè con l’utilizzo di lavoratori in nero nella gran parte dei settori manifatturieri. Ma per quieto vivere si é deciso di ridurre i controlli.

La Germania paese maifatturiero, come e quanto noi, ha per legge un salario minimo di entrata per i propri giovani. 1200 euro. Un operaio metalmeccanico tedesco con 7 anni di anzianità percepisce al netto un salario di 2340 euro. Un collega italiano Fiat 1280 euro. Che io sappia il settore auto tedesco non soffre la crisi ed ha fatto investimenti per accrescere la propria produttività e creare nuovi modelli. E non ha uno Stato che ha speso 4.8 miliardi di euro per cassa integrazione guadagni negli ultimi tre anni. 

Ed infine non cerca costantemente inutili scontri demagogici con i sindacati. I sindacati tedeschi, grazie alla cogestione, siedono nei consigli di amministrazione delle maggiori aziende tedesche e partecipano alle scelte strategico operative.

Difficile immaginare che le nostre aziende medio-grandi, tutte multinazionali a conduzione familiare,  possano immaginare un simile mutamento. Non solo per la cogestione dei poteri, la cui delega é impensabile per l’imprenditore medio italiano. Ma soprattutto per le informazioni sui profitti” prima delle tasse” che queste ultime realizzano. ….

Quando poi, e qui viene da irridere il ministro del tesoro, che ben conosce quella realtà ,per averla opportunamente consigliata fiscalmente, in Italia il 52% delle imprese dichiara bilanci negativi per più anni fiscali consecutivi.

Difficile da credere. Ancor più difficile da immaginare in paesi europei che si autodefiniscono civili ed avanzati. Questa é la realtà economica che ci contraddistingue! Su tutto questo non si vuole intervenire?

Ed infine é profondamente disgustoso, in un momento di crisi occupazionale, come quello attuale ,destinato a cronicizzarsi ancor più alla luce di quanto sta avvenendo, ascoltare politici  che richiamano i cittadini alla responsabilità .Responsabilità?  Dichiarare che un passaggio obbligato per rilanciare l’economia sarebbe costituito dal liberalizzare il diritto al licenziamento.

 Chi redige questo blog é scandalizzato dalla pochezza e stupidità di simili affermazioni.

Alla base di un qualsiasi rilancio economico vi sono due fattori essenziali.   Un minimo di sicurezza occupazionale che permetta al cittadino di poter avere una  progettualità, un percorso di vita e la fiducia nel prossimo che é rappresentata da quel minimo tessuto di protezione che é fornito dal welfare.

Se si proclama ,come si sta facendo, che si opererà con tagli lineari su questo tessuto, si provocano solo danni irreparabili al sistema.

Veniamo infine al punto essenziale .L’occupazione.  Questo  é il punto di non ritorno. Se non viene adeguatamente supportato con  politiche di incentivazione, la crescita di questo paese resterà asfittica e non sarà in grado di rilanciare il paese.

Ora se é vero, come é vero ,che abbiamo 500 mila giovani  senza lavoro, mi pare che molto manchi a questa politica per comprendere la situazione.

Veniamo poi ai continui riferimenti all’età pensionabile, altro “refrain” di pura idiozia politica. Si può scegliere di posticipare l’età pensionabile dei lavoratori.  Certo, anche se poi occorre lasciare ad essi una scelta di fondo in materia.   Ma in USA, in Germania, parzialmente in Francia, i lavoratori ultra 50 enni non hanno alcuna difficoltà a trovare un’occupazione alternativa a quell’ età, perché il sistema é pensato ed adeguato all’evoluzione demografica della popolazione.

In Italia, se vogliamo essere cinici, si vorrebbero laureati iperspecializzati, dotati di esperienza e magari plurilingue a 25 anni ,pagarli 1200 euro, come accade, e poi a 55 anni la struttura ritenendo che siano divenuti troppo costosi e parzialmente obsoleti li licenzia .Quindi lo “span di lavoro”effettivo”  é di circa 30 anni.

Mi si dovrebbe allora indicare come i circa 2 milioni  di individui ultracinquantenni che oggi hanno perso “la centralità del lavoro”   sbarcheranno il lunario, se non hanno maturato il diritto alla pensione .Per circa 15 anni vivranno loro e le loro famiglie d’ aria per raggiungere i 66/67/68/70 anni.

E’ sì vero e  giusto che occorra adeguarsi alla speranza di vita,  ma occorre altresì adeguare l’universo occupazionale alle mutate esigenze, non solo produttive, ma anche sociali e di vita  dei cittadini.

Trovo che i temi che ho trattato siano di fondamentale importanza per meritare di essere trattati con serietà e approfondimento. Invece che affrontati con approssimazione e stupida, incosciente sicumera.

La società italiana nel suo complesso deve poter seriamente affrontare il problema di fondo.

Cosa vogliamo essere e diventare tra venti anni. Che ruolo e compiti aspiriamo a svolgere come paese in un’Europa più unita . Quali mezzi abbiamo per realizzare questo progetto. Quali sono le priorità che ci vogliamo darci. Come finanziare quei progetti e dove troviamo i capitali necessari . Quali sono i settori su cui puntiamo per raggiungere quei risultati.

Queste sono le domande che ogni cittadno italiano dovrebbe porsi.                      Le risposte a queste domande dovrebbero fornirgliele quei rappresentanti politici che loro dovrebbero scegliersi. E’ naturale che per fornire queste risposte  i rappresentati politici devono possedere una  cultura e  le conoscenze adeguate e non essere dei portatori d’acqua di quel ,o quell’altro potentato economico ,o di quella , o altra  influente famiglia.        E’ possibile che ciò accada? Me lo auguro.

Mi basterebbe che il popolo italiano cominciasse a porsi queste domande e giudicasse  i partiti , i rappresentanti  sui  risultati prodotti.

Buona vita a tutti.

Annunci

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in europa, politica-economia e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a PROPOSTE, PROGETTI ,O VOLI PINDARICI

  1. G. CARLO ha detto:

    Se l’analisi di questo “esperto” è vera allora se ne deducono alcune considerazioni:
    La causa originaria (Il peccato originale) della situazione e specialmente del MODO con cui la si affronta è la mentalità non solo italiana (opportunamente coltivata fin dalla nascita ) a credere ai miracoli anche fuori dai campi tipici di applicazione (mercato-finanza creativa ecc…); ciò è frutto del sottostante integralismo religioso ( cattolico o islamico che sia) che tanti danni procura all’umanità invadendo tutti i campi del vivere civile. Credere che si possano ottenere le cose con la bacchetta magica dei proclami, con le pratiche magico-religiose della finanza o con l’aiuto del tempo senza attribuire la dovuta importanza al lavoro è quasi criminale.
    E’ su questa formazione che ha attecchito facilmente quella mentalità deteriore di quella parte della sinistra (ex comunista ) e che (nel passato) ha giustificato spesso gli sprechi e le inefficienze della pubblica amministrazione o ha portato allo spreco di risorse e di produzione per fini politici.
    E’ su questa formazione, per es. riguardo al debito pubblico, che ha potuto attecchire la mentalità centrista ( ex democristiana) del “ci penserà chi viene dopo” ovvero tradotto in termini clericali… ci penserà la provvidenza ! La grande responsabilità (cosciente o incosciente che sia) è stata ed è anche quella del “lasciar fare” a forze corrosive antisistema come le mafie e certe formazioni politiche non necessariamente di sinistra estrema.
    E’ su questa formazione che ha attecchito facilmente la mentalità mafiosa (che disprezza il lavoro) generalmente di destra e che spinge al non rispetto delle regole del vivere civile e allo sfruttamento delle ricchezze da altri create … con il lavoro.

    Centralità del lavoro vuol dire anche avereNE rispetto. Non si chiama imprenditore colui che semplicemente SOMMA E SFRUTTA i fattori produttivi; è VERO imprenditore solo colui che INTEGRA E POTENZIA i fattori della produzione.
    Sappiamo benissimo che il frazionamento della produzione (piccolo è bello) si è verificato per la paura degli imprenditori/politici di trovarsi davanti a dei “fattori” forti e organizzati: Il “dividi e impera ” ha funzionato benissimo nel disarticolare l’avversario (I sindacati ) ( come dicevano anche i brigatisti rossi o neri), ma così facendo si è disarticolato il sistema produttivo che premia gli imprenditori parassiti che sfruttano i piccoli (sia micoimprenditori che lavoratori) creando più danni che ricchezza. I veri imprenditori invece vengono puniti da una concorrenza disonesta e arraffona che guarda il solo breve termine! Al solito il vizio degli italiani di litigare inutilmente, come i capponi di don Abbondio, ha prevalso !

    E’ PER QUESTO CHE VOLENTI O NOLENTI IL PAESE NECESSITA DI UNA VERA E PROPRIA CONVERSIONE (COME QUELLA RELIGIOSA) AI VERI VALORI LAICI DELLA/E SOCIETA’ in particolar modo di tutti coloro che sotto sotto si richiamano agli errati e/o deboli valori ex comunisti ed ex democristiani (Quelli fascisti sono fuori dalla storia) che ci hanno portato a questa prevista situazione: e’ perlomeno improbabile che chi è la causa di un evento riesca anche a risolverlo se persegue nell’errore… come spesso succede, per evitare di essere individuato come responsabile cercherà di attribuire le cause all’esterno: all’indefinita speculazione, ad una fantomatica associazione segreta, al nemico inerno/esterno e dato che ci siamo a fantasiosi esseri diabolici che si annidano ovunque;… ma oramai il fattore che genera l’irresponsabilità e i responsabili sono individuabili !
    FACCIAMOCI GLI AUGURI E SVEGLIAMOCI PRIMA CHE CI SVEGLINO ALTRI !
    PARLARE E’ IMPORTANTE, MA FARE LO E’ DI PIU’ !

    Mi piace

  2. Rossana Citelli ha detto:

    Ma perché..mi chiedo..i nostri al governo.. non ragionano cosi’..?!

    Mi piace

I commenti sono chiusi.