SCELTE POLITICHE E ASSENZE DECISIONALI


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 Assumere spesso il ruolo  di Cassandre non é né piacevole, né positivo. Ma come potete constatare dai blog degli ultimi due mesi, quanto in realtà avvenuto , vi era stato anticipato, talvolta con maggior dovizia di particolari della realtà stessa . 

Leggendo l’articolo di spalla di Alesina su Corsera di oggi é stato piacevole notare la considerazione data al potere che la  demografia ed i suoi sviluppi esercitano sul divenire delle società  umane. Un argomento che ho più volte usato per chiarire come  questo ceto politico sia inadeguato E quanto nel rinviare  scelte di  politica economica  essenziali ,non solo non le giova  , ma soprattutto nuoce gravemente al paese.

E questa considerazione vale sia per l’Italia che per l’intera Europa. E non solo …..il buon Rampini su Repubblica ha utilizzato la comparazione tra le due crisi USA /Italia, alla quale accennavo recentemente.  Oggi é stata un ulteriore dura prova che l’Italia deve intervenire rapidamente sul proprio deficit, al di là degli interventi penosi  ed autoflagellanti della compagnia da avanspettacolo che tutti ci rappresenta.

Mi ricordava il plot di una famosa operetta , che si svolge in un regno immaginario situato tra le vette himalayane: l’ idealizzata  Shangri-la.                    Ecco, le parole del prim’attore, circa la solida economia della Repubblica italiana,  mi hanno ricordato quel celeste regno.   Peccato che fosse  e resti un paese immaginario. Quello di un vecchio trombone affetto da andropausa galoppante che certo non gode di grande reputazione nelle cancellerie dei paesi del G7.  Niente di cui sorprendersi quando ci pongono sotto tutela, per sintetizzare l’out-out imposto da Francia,Germania e BCE.       Non servono proclami, o conferenze stampa organizzate.   Occorre dimostrare capacità decisionale, ma soprattutto strategia e chiarezza nelle scelte di politica economica.

Gli annunci sui tagli al Welfare lasciano perplessi. Perché non producono crescita e rendono i deboli sempre più deboli. Le privatizzazioni , in un contesto come l’attuale, sarebbero un regalo ulteriore ai grandi patrimoni e produrrebbero  ulteriore oligopolismo .   In aggiunta rappresenterebbero una svendita del patrimonio nazionale. Riducendo in tal modo il capitale di garanzia del paese, ed a sua volta , la valutazione del debito. 

Quindi, se é vero che  quella privata é la ricchezza del paese,  é lì che dobbiamo indirizzare selettivamente la nostra attenzione . Troppo a lungo abbiamo privatizzato i profitti e socializzato le perdite. Ciò non significa che non si possa intervenire anche in questo ambito. L’una tantum, che probabilmente questo governo di azzeccagarbugli metterà assieme come ultimo artificio , servirà a tappare la falla nell’immediato . Dei prossimi 60 giorni.

Quando invece prendo in considerazione la riforma strutturale che dovrà essere posta in essere, mi riferisco ad una riforma della fiscalità che dovrà essere in linea con quella che, prima, o poi  dovrà essere fatta a livello europeo.  Fiscalità comune per giungere ad una politica fiscale comune dell’eurozona. Per infine realizzare  una politica economica europea , o se preferite, di alcuni paesi di quest’ultima.

Non saranno i tributaristi-fiscalisti di Sondrio a realizzarla, interessati come sono, ormai da anni,  a distogliere, nascondere, esterovestire le rendite al fisco nazionale,  avendo messo bottega a Roma , come a Pavia.

Ci vuole serietà, credibiltà e onestà intellettuale per rimettere in sesto questo grande paese condotto scientemente sull’orlo del baratro.

Se invece, come  Rutelli, si segue il verbo  vaticano di Gotti Tedeschi, presidente IOR, che dall’Osservatore Romano giorni fà si schierava prepotentemente contro ogni tipo di patrimoniale, non a caso, valutando il patrimonio di quella chiesa che proprio santa non si può definire , ma certo affaristica e dedita al profitto ….

Ecco , vediamo di andare a parare su quei patrimoni , oltre che su quelli dei cittadini italiani. Ed il Centro non é proprio politicamente attrezzato per fare queste scelte , legato mani e piedi come é ai patrimoni familiari ed ecclesistici:  Caltagirone,Montezemolo, Marcegaglia,Della Valle, Agnelli , ecc. ecc. ed ai media di cui dispone : Messaggero, Sole 24ore, Avvenire, Europa, Roma, Tempo, Padania.  Contrari pure alla stessa Europa che chiede al governo di tassare quei cespiti in sede di Corte Europea di giustizia.

Occorre seriamente valutare gli interventi ed il loro peso, in termini di riforme capaci di riequilibrare il sistema.Un intervento sull’IVA produrrebbe effetti immediati .Ogni punto in più produrrebbe entrate per 9 miliardi. Ma allora occorrerebbe ribilanciare con incentivi i settori che producono occupazione. 

Bankitalia e lo stesso Ministero del Tesoro dispongono di ogni strumento di valutazione. Ma é la politica e le scelte che devono essere compiute a dover estranearsi dai calcoli di bottega elettorale. E’  su questo terreno che l’attuale contesto é incapace di incidere per interesse e pavidità! Decisionismo ed intelligenza politica sembrano latitare oggi tra i vari leaders mondiali.

Attualmente sembra sia un male sottile che accomuna  molti capi di governo europei e non solo. L’Europa non riesce a muoversi con la  necessaria autonomia perché politicamente i leaders sono preoccupati  dalle elezioni in vista: 

Sarkozy ha ridotte chances l’anno prossimo con la candidatura Hollande/Aubry.         Merkel  e la sua coalizione ,dopo le elezioni perse in  Landers importanti e l’esponenziale  crescita dei verdi, rischia di non farcela. Obama é sottoposto dai tea party’s ad un fuoco di fila che lo pone sottoscacco avendo dovuto accettare un agreement odiato dal 70% degli elettori americani.    E’ divenuto  agli occhi degli americani, per un gioco perverso dei media,  il reponsabile della perdita d’immagine del paese.

Quando in realtà  il buco enorme lo hanno creato due mandati di George W (8 anni di errori economici macroscopici e guerre inutili) e la riduzione ingiustificata delle tasse attuata da Reagan prima e Bush senior poi.  Ma la storia sembra non servire .Nel discorso di questa sera  ha rilanciato sulla tassazione dei patrimoni oltre i 250 mila dollari e le borse hanno reagito negativamente. Ma la tripla a l’hanno persa già da 1 anno . Ricorrere al nazionalismo non servirà a far crescere il paese.

Abbassare le tasse sui patrimoni non incentiva l’occupazione, non crea crescita , crea solo speculazione. Questa é la lezione che ci viene dagli USA.   Ma da noi sembra che questi “liberals brianzoli” , che per se stessi creano da anni monopoli ,o oligopoli , la riduzione delle tasse sia la panacea di tutti i mali dell’Italia.   Certo le liberalizzazioni voi direte….. , sì, se riusciamo ad erodere il familismo.  

Se prima  riusciamo ad eliminare i lacci buracratico-politico- lobbistici  che di fatto minano alla base ogni apertura liberale in questo senso. Basti vedere il comportamento degli ordini professionali, delle categorie socio-economiche  e delle lobbies settoriali che contribuiscono a tenere in piedi il baraccone partitico : Petrolieri, multinazionali energetico- militari ,finto -privatistiche, ecc.

Sarà dura riuscirvi. Manca una seria volontà politica per cambiare registro ed abbattere i corporativismi che soffocano l’Italia. Le elezioni possono forse contribuire a smuovere la melma . L’alternativa, a mio avviso, l’abbiamo vista sui nostri teleschermi.    Le rivolte degli strati più poveri della società inglese. Tottenham é ovunque con la crisi in atto.La GB sarà il prossimo paese a perdere la tripla A, che proprio non merita da oltre 1 anno per la debolezza del sistema bancario.

L’autunno prossimo sarà un durissimo banco di prova per tutti poiché le nostre società europee presentano seri segni di disagio e rottura. Le nostre periferie milanesi, romane, napoletane non sono diverse da quella londinese.

La perdita di identità e ruolo sociale, accompagnata da una forte  regressione economica, rischiano di aprire la botola. Mi auguro davvero che la crisi cominci a perdere vigore. Che le borse riprendano il loro sano ruolo che in Agosto, purtroppo, per evidente leggerezza degli scambi e sottigliezza di giudizi, tende a disperdersi.

Buona vita a tutti.

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Una risposta a SCELTE POLITICHE E ASSENZE DECISIONALI

  1. G. CARLO ha detto:

    PATRIMONIALE SACROSANTA ; NON SOLO PER MERA QUESTIONE DI CASSA, MA ANCHE STRUMENTO PER INCENTIVARE L’UTILIZZO DELLE RISORSE, DINCENTIVANDO L’UTILIZZO SEMPLICEMENTE SPECULATIVO.
    SI ALLE PRIVATIZZAZIONI, MA MI VIENE UN SOSPETTO: NON E’ CHE QUESTA VENGA FATTA UTILIZZANDO SEMPLICEMENTE I CAPITALI DEL SISTEMA BANCARIO (CIOE’ QUELLI DELLA GENTE) PER PASSARE DI MANO LA PROPRIETA’ ALLE GRANDI FAMIGLIE A CUI E’ SEMPRE CONCESSO IL CREDITO ? I DANARI LI DEVONO EROGARE PRELEVANDOLI DAL LORO PORTAFOGLIO/PATRIMONIO ! ALTRIMENTI DAREMMO RAGIONE A QUEL DIAVOLO DI STALIN CHE DICEVA : “IMPICCHEREMO IL CAPITALISMO CON LA CORDA DA LUI STESSO FORNITA ” SE SOSTITUIMO I NOMI TROVEREMO FORTI ANALOGIE !

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