AT THE END OF THE ROPE


Teorema della corda

Image via Wikipedia

Purtroppo, come in parte prevedevo, siamo giunti alla fine della corda.

Una corda nella quale ci siamo avvolti anno dopo anno, ma che é divenuta nodo scorsoio negli ultimi tre. Questa sera, come potrete constatare, la crisi economica del paese sarà conclamata. La manovra tampone, che con furbizia tutta italica, questo governo andava a scaricare sulla prossima legislatura, ha prodotto l’aborto di un’azione governativa priva di lucidità e di competenza.

I proclami con voce stridula, da eunuchi, non potevano sortire effetto. Dimostrano con sempre maggior ragione che nessuno é indispensabile.Tanto meno una compagine governativa che con caparbietà mostra evidenti segni di disonestà intellettuale.

Lo scarto tra titoli tedeschi ed italiani viaggia sui 350 punti e forse raggiungerà il livello dei titoli spagnoli. L’attacco all’Italia é senza dubbio in atto. Ma  l’immagine di questo premier  inetto, pavido, inconcludente  acuisce la sensazione di inadeguatezza e  contribuisce a rendere la congiuntura del nostro debito sempre più labile. 

La speculazione contro l’euro passa attraverso il nostro paese, ma la sua  forza l’euro, nel suo complesso, l’ha ampiamente dimostrata. Il tasso di cambio non si discosta ormai dall’1.40.  E la sua attrattività come divisa di riserva è indiscussa e definitivamente provata. 

Il problema sarà piuttosto per il dollaro. E per gli USA che saranno da oggi meno al riparo con un rating che non potrà non essere degradato. Pena la perdita totale di credibilità delle stesse agenzie di valutazione.

L’intervento immediato che questa situazione debitoria nazionale provocherà, non avverrà più in Ottobre dove lo avevo precedentemente collocato. L’una tantum ,o comunque questa manovra verrà definita, sarà dura.

Quella redistribuzione della ricchezza di cui ho tanto scritto , che è l’unica vera manovra di politica economica da fare, dovrà essere realizzata prima ,o poi.  Da questo ,o dal prossimo governo.   Sono le varie rendite finanziarie che hanno goduto in questo decennio di enormi profitti a dover intervenire per ridurre la soglia del debito raggiunta.  Patrimoniale? Chiamatela come volete. Se é vero ,come é vero , che la ricchezza privata di questo paese é la terza al mondo, la soluzione più intelligente e produttiva ,oltre che meno onerosa, non é andare a chiedere aiuto alla UE pagando gli interessi al 6.50%/7%, ma chiedere la dovuta quota parte di solidarietà  a questi patrimoni.

Comprendo che questa compagine governativa e le sue conniventi componenti imprenditoriali, professionali, associazioni di categoria,  non saranno in grado di produrla. Ma una volta uscita di scena, il cambio di rotta , la discontinuità , dovranno essere evidenti ed applicati.

L’assunzione di responsabilità non é un atto che questo premier é in grado di compiere per evidente immaturità politica. Saranno ancora una volta delusi coloro che nell’intento di abbassare il ponte levatoio vorrebbero salvarsi .  Egolatra, attore da operetta quale é , domani sentirà tutto il peso della sua incapacità. Sarà per lui il “redde rationem” , la sua fine politica.  Fine della sua storia. Domani alla Camera dovrà prendere atto della sua sconfitta.

Purtroppo con lui vivremo la sconfitta di un certo modo immaturo, donchisciottesco di fare politica con proclami e promesse irrealizzabili.  Il berlusconismo. Una politica incapace di produrre risultati concreti.  Il contrario esatto della politica del fare. La ripetizione dell’ “armiamoci e partite” di storica memoria, alla quale sembra, il popolo italiano non sia ancora vaccinato. Un ceto politico che non ha certo contribuito a far progredire il paese, proponendo al contrario diatribe e polemiche su temi di secondaria importanza per nascondere la sua culturale incapacità progettuale prima , imprenditoriale poi.

Ecco che allora sarà fondamentale usare l’accetta nei suoi confronti, non certo il fioretto. Chiudere quindi la porta ad ogni potenziale ritorno alle ammucchiate, ai proclami di unità e solidarietà “ante litteram”.   No, prima si assumano ,  tutti , la responsabilità di quanto é avvenuto, si dimettano e si presentino davanti agli elettori come si usa in ogni paese che ama definirsi civile. 

Questa é ,e deve essere, la pregiudiziale unica affinché si possa poi ricorrere  al popolo per chiedergli i sacrifici necessari. Così come in definitiva é stata costretta a fare la Spagna. Indire elezioni per modificare una traiettoria politica sciagurata.

Ognuno portatore delle proprie idee e progetti ,come definito nel blog precedente, relativo ai cambiamenti occorrenti. il maggiore rischio per l’Italia ,qualora non si addivenisse ad un chiarimento definitivo, sarebbe la potenziale nascita du un sistema europeo a doppia velocità. Un euro mediterraneo dove confluirebbero ; Italia , Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta, Slovenia ed un’euro continentale . Pseudo virtuoso,  creato a spese del primo.

Non voglio pensare che i grandi interessi economici nazionali, ancorché affetti da nanismo culturale, ritengano con ciò di accrescere a spese del paese la competitività perduta nell’ultimo decennio a causa della mancanza assoluta di una seria politica imprenditoriale e di investimento selettivo.

Se il paese non ha adottato, al pari della Germania, un’ allocazione delle risorse adeguata al contesto economico. Se non ha ritenuto accrescere la produttività con le dovute e necessarie risorse, ma galleggiare con la fisiologica discesa dei salari. Se non ha reso i beni , i servizi prodotti nel paese  più adeguati e rispondenti alla domanda internazionale.                 Se non si é fatto carico di tutto ciò, come avvenuto altrove, non può , né deve oggi ululare alla luna. Non può scaricare sui suoi portaborse politici la colpa della sua volontaria assenza.

La corresponsabilità oggettiva dell’inmprenditorialità é a mio modo di vedere eclatante. Ecco che vedere poi le stesse figure chiamare alla barra degli imputati il solo governo mi sembra molto ,ma molto farisaico.

La speranza é che si possa riuscire all’ultimo minuto a fare quel salto salvifico che riporti l’Italia sulla strada della crescita. Occorre per questo convincere gli italiani che la Festa dei furbi é davvero finita.

Buona vita a tutti.

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Una risposta a AT THE END OF THE ROPE

  1. rossana citelli ha detto:

    PIU’ PERFETTA DI COSI’ ..QUESTA ANALISI…NON POTEVA ESSERE SCRITTA..!!..COME SEMPRE AFFASCINANTE…

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