CAMBIARE L’ITALIA?


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Image by swissmisv via Flickr

E’ davvero sconsolante vedere i titoli della  stampa nazionale. L’ammucchiata  proposta     dal manifesto di confindustria,  sindacati ,banche, balena bianca e chi più ne ha più ne metta…….. No, credetemi ,non é nelle mie corde il ruolo del pessimista cosmico .  Ma certo vedere i grandi supporters politici di questo governo, portatori d’acqua dei grandi interessi delle corporazioni  italiane che hanno ottenuto favori, facilitazioni , sgravi ed incentivi fiscali  di ogni genere e valore, chiedere dopo 17 anni un cambio della guardia é quantomeno vomitevole.

Lo é senza dubbio alcuno se valutiamo l’insieme di questa  classe dirigente in termini  di  merito, capacità e risultati. Su questi singoli contenuti un paese civile giudica e vota i propri rappresentanti.  

Questo ceto politico – sindacale -confindustriale non può seriamente pensare di rivolgersi al popolo italiano dichiarando la propria irresponsabilità per quanto è avvenuto in termini di perdita d’immagine, d’incapacità tecnica di sostenere la competitività del paese, di  capacità strategica per evitare il collasso nel quale oggi ci troviamo. Sono inadeguati al ruolo per il quale di autoproclamano! Per manifeste inadempienze.

Lo sappiamo, questo ceto dirigente é cresciuto, vissuto  all’ombra di interessi e nefandezze ineguagliabili nella storia degli ultimi 40 anni. Ben peggio della democrazia cristiana. Oggi mi trovo a rimpiangere,credetemi,  con enorme difficoltà di identificazione ideologico-politica  la classe politica di allora.

In confronto a questi cialtroni, quelli erano dei giganti. Basti considerare i loro curriculum vitae. Persone di cultura che della cultura avevano rispetto, dotate di un’etica di rappresentanza. E quando per ragioni personali ,o per il partito di appartenenza, venivano colti con le mani nel sacco si dimettevano il giorno seguente senza dichiarazioni….. 

Grazie a questa cultura pseudo-imprenditoriale che non ha alcun fondamento tecnico-culturale ci ritroviamo, ancora dopo decenni, a credere nel piccolo é bello. A non riformare profondamente il tessuto connettivo produttivo perché il 98% di questi credono  di sopravvivere al nuovo che avanza.   A differenza di allora, questi politici sono dei portatori d’interessi altrui. Dei portavalori per conto terzi. Rappresentano solo interessi finanziari ed economici di una ristretta cerchia di potentati familistico -economici nelle cui mani sono concentrate le fonti di liquidità ancora presenti. Tutte quelle società di servizi a cui il Governo ha garantito introiti certi in cambio di supporto elettorale e politico. Ed ora  si ricorre al solito storico trasformismo? Tutto cambi affinché nulla cambi. 

Loro contano sulla ignoranza conclamata di un popolo che da sempre s’inchina al potere al nord come al sud, cambiano solo i metodi, familistici sempre, ma con tonalità -modalità  diverse. Contano inoltre sulle difficoltà attuali per porre interrogativi a risposta univoca. Non si può fare altrimenti, Non c’é alternativa. Dobbiamo tutti rimboccarci le maniche. Certo la mia non vuole essere la negazione di una solidarietà che proprio questo ceto, più di ogno altro, ha contribuito ad uccidere togliendo al cittadino il piacere di sentirsi italiano.   

Ma prima che si mettano insieme le nostre volontà e capacità, un minuto prima, tutta questa massa di “utilizzatori finali” e compari per interposta persona , deve abbandonare perentoriamente le proprie funzioni, responsabilità e fare 4 passi indietro .            Si definisce  giuridicamente “spoil system” per le cariche pubbliche, “dimissioni irrevocabili” dai C.d.A per gli imprenditori incapaci ed i loro lacché. per tutte quelle aziende ,e sono molte , che hanno ottenuto denaro sia europeo che nazionale e non abbiano fatto seguito agli investimenti progettati. 

Questo é il solo modo per perseguire socialmente ed economicamente quella “discontinuità” che certamente é auspicabile per il Paese Italia. 

Invocarla senza praticarla é un puro esercizio di onanismo. Considerate  comunque che la famosa manovra economica che rinvia al 2013/14 il grosso dell’impatto finanziario é la prova provata dell’irresponsabiltà politica di questo governo. Nessun governo europeo che si rispetti e che abbia coscienza del proprio ruolo rinvierebbe, ad altro governo, di un’altra legislatura, le misure che sono necessarie “hic et nunc”.

Sono talmente disonesti intellettualmente che  una manovra economica “una tantum” di all’incirca 20 miliardi di euro sarà presa entro Ottobre prossimo perché chiaramente quanto annunciato non ha minimamente convinto gli specialisti economici.  Ma ciò che preoccupa maggiormente a parte lo stato della finanza pubblica è lo sgretolamento della fiducia dei cittadini nel governo ,ma soprattutto in se stessi.

I media in questo decennio hanno profuso l’idea ed il concetto che la volontà dei cittadini nulla può nei confronti del potere costituito. L’idea che tanto il più furbo riuscirà ad imporsi.

Certo se si perora la non partecipazione, la non scelta, la superiorità degli interessi della classe dominante  la democrazia non é più partecipata , ma totalmente delegata alle segreterie politiche, a loro volta cinghie di trasmissione degli interessi di una confraternita di oligopolisti , beh allora possiamo anche dire addio ad ogni idea di  cambiamento!

Ecco che allora il ruolo dei media, dell’informazione, dei modelli di comunicazione diviene centrale in questa partita.  Ma anche quello dei cittadini che devono avere il coraggio di farsi sentire in tutti i modi leciti che oggi sono a disposizione della collettività.  Per non parlare del ruolo dei giovani .  Oggi schiacciati sempre più nelle loro legittime aspirazioni e deprivati da contratti di introduzione al lavoro che sono niente più che gironi danteschi di aberrazione al lavoro.

Non si costruisce una nuova società con contratti atipici, a progetto, o pagati in nero. Si creano solo individui demotivati ed incapaci di assumere nel tempo le responsabilità che la vita richiederà loro . Si alleva una generazione di frustrati. Questi sono i temi su cui fondare una sana, positiva, attiva ribellione a questo stato di cose.  In Europa siamo l’unico paese tra i grandi a non avere un salario minimo d’entrata , Basta con lo sfruttamento intensivo del lavoro.

Dire NO all’ennesimo tentativo d’inciucio perpetrato dall’alto ,dal manifesto di confindustria. Il tentativo è di ricostituire una sorta di unione nazionale adducendo quale scusa la situazione economica. Per rimettere in piedi una legge elettorale quella sì importante per ridare ai cittadini la scelta dei propri rappresentanti. Ma con maggiore cinismo occorre chiudere la porta al rimescolamento delle parti.

Che i cattolici stiano al loro posto, se ci sono, si contino, per vedere quanto essi rappresentano il sentimento comune del  paese .Su temi come laicità, diritti soggettivi, eutanasia, istruzione privata confessionale e soprattutto assoggettamento del  patrimonio ecclesiastico e delle attività imprenditoriali da esse detenute alla fiscalità nazionale (tra 8 e 12 miliardi di euro come stima minima) per alleviare il peso che grava sui cittadini di questo paese. 

Che la sinistra , sia davvero tale e non vada al centro per qualche voto in più.  Dopo le due scoppole prese dall’incapace Dalema e dal visionario  Veltroni, credo che una terza rappresenterebbe la fine per la sinistra italiana.  Si occupi degli indecisi piuttosto , della grande galassia degli astensionisti , invece di fare i soliti voli pindarici e chiudere la propria rappresentanza politica smacchiando leopardi.

Che la destra sia destra vera,  con la sua capacità reale di occuparsi del sociale, del pubblico interesse, dei veri valori fondanti del paese, come in parte, storicamente ha saputo fare nel passato , senza divenire serva di interessi alieni alla sua formazione ed ideologia. 

Quindi un pò di sano cinismo. Non corriamo tutti e subito verso obiettivi non condivisi preventivamente. Occorre che i malati della politica vadano a curarsi. Con le buone, o con le cattive. E poi una bella legge elettorale a doppio turno che farebbe finalmente giustizia dei partiti/partitini opportunisti . Un primo turno dove tutti i partecipanti si contano e valutano sé stessi e le loro forze e poi ,in un secondo turno, si alleano con programmi ben definiti e discussi per il raggiungimento degli obiettivi politici .

Si eviterebbe in tal modo che formazioni con il 10% (Lega) oggi , o con il 13% (Udc/Fli/Montezemolo) presunto domani ,possano tenere in scacco il paese ,come avvenuto in passato con il vecchio marpione Craxi! Dobbiamo con intelligenza provvedere ad una sana vaccinazione sociale , dopo la lunga malattia che ci ha costretto ad una fiacca connivenza latente per anni. Troppo tempo é stato perso. E non dobbiamo cadere nuovamente dalla padella nella brace.

“Stateve accuorti” ,come diceva il buon saggio principe De Curtis , in arte Totò!

Buona vita a tutti.

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Informazioni su exult49

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2 risposte a CAMBIARE L’ITALIA?

  1. G. CARLO ha detto:

    LA FRASE “NON C’E’ MAGGIOR RISCHIO DEL NON RISCHIO” RAPPRESENTA IL MODO CON CUI GLI ITALIANI SI SONO COMPORTATI NEGLI ULTIMI ANNI. L’ATTEGGIAMENTO PECORONICO E IN DEFINITIVA VIGLIACCO DI COLORO CHE DOVREBBERO MUOVERSI CI STA PORTANDO VERSO IL BARATRO SEGUENDO IL SOLITO PIFFERAIO CHE PROMETTE RISULTATI SENZA LAVORO, DEDIZIONE E DISCIPLINA. LA BACCHETTA MAGICA DEI VARI FILMETTI DEMENTI CHE LA TELEVISIONE ED IL CINEMA CI PROPINANO NON ESISTE. ESISTONO PERO’ DEGLI IMBROGLIONI CHE SI APPROPRIANO DEL LAVORO ALTRUI DISPERDENDONE I RISULTATI: BUROCRAZIE DEMENTI, UTILIZZO DI RISORSE PER COSE INUTILI ECC… NON TRASCUREREI ANCHE IL CONCETTO DI PUNIZIONE DEI RESPONSABILI ATTRAVERSO LA RESTITUZIONE DEL MALTOLTO ! CHI SI E’ ARRICCHITO SENZA DARE IL GIUSTO ? CHI HA SOLO SFRUTTATO LA PROPRIA POSIZIONE SENZA CREARE RICCHEZZA ? E’ IL VECCHIO CONCETTO DELL’ARRICCHIMENTO SENZA CAUSA … LECITA DA RISPOLVERARE !

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  2. Rossana Citelli ha detto:

    COME SEMPRE…UN’OTTIMA LETTURA..!!

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