2) DEBITO MONDIALE, BRIC’S E PAESI EMERGENTI


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Image via Wikipedia

In primo luogo, contravvenendo ad una regola che mi sono imposto, desidero ringraziare tutti i lettori che hanno manifestato con i loro commenti interesse ed apprezzamento per il blog di ieri. Siete davvero tanti e ciò mi responsabilizza ancor più quanto a temi ed approfondimenti.

Volendo darvi un “Eye bird view”, cioé una visione dall’alto della situazione attuale e della sua proiezione “rebus sic stantibus” per i maggiori paesi industriali  fino al 2012, sintetizzo sui  maggiori players economici .

USA–    Deficit 2011 –  $10,172,083,287 ,671 – Pro capite $ 32,690 –  Deficit/PIL 67,4%. Variazione percentuale su anno precedente 17,4%                                                  Deficit 2012 – $ 11,630,167,123,288 -Pro capite $ 37,087-Deficit /PIL 75% Variaz.% su anno prec. 14,3%.

Germania – Deficit 2011 – $ 2, 286,502,739,726- Pro capite $ 27,561- Deficit/PIL 76,7% Var. % su anno prec. – 3.6%.                                                                                                                Deficit 2012 –  $ 2,368,125,753,425- Pro capite $ 28,538.92- Def/PIL  77.6%  Var.% su anno prec. + 3.6.

Francia – Deficit $ 2,056,017,808,219  – Pro capite $32,585- Def.su PIL 86,4%-Var.% su anno prec. 1,1%-    Deficit 2012 – $2,272,887,397,260 -Pro capite $35,150- Def/ PIL 91,5% Var.% su anno prec. +8,4%

Italia – 2011  $ 2,234,961,643,836- Pro capite $37,125 – Def/ Pil 119,7%- Var.anno prec. –       – 4,7%  Deficit 2012 –  $2,300,039,452,,055 – Pro capite $38,096 –  Def./Pil 121,3%      Var % .anno prec. +2,9%.

A parte queste proiezioni, che in realtà sono solo  estrapolazioni basate sul debito e le condizioni ad oggi .Quindi hanno un’alta variabilità in relazione a quanto la crisi economica e le misure di contenimento incideranno sui singoli Stati  e le loro eventuali modifiche . A cominciare dagli USA, il cui debito rappresenta un’incognita notevole.            E’ d’altronde assai interessante vedere quali  tra i Paesi del mondo ha la maggiore esposizione debitoria :

Giappone –  2010,  Mi limito all’anno scorso.   $ 10,413,363,287,671 ,  ben superiore agli USA con un debito procapite di $82,045,  una popolazione di 126,936 438 abitanti  ed un Deficit /PIL di 195,2% ed una variazione percentuale su l’anno 2009 del +6,1%.      

E in seconda posizione in termini di cronicità e fragilità politica :

Belgio – Deficit -$ 439,422,191,781 – Pro capite $41,356 – Popolazione 10,600,000 – Deficit/PIL 101,2% -Variazione % su anno prec. -2,5%

Tralascio le proiezioni su deficit del Giappone , poiché sono inoltre aggravate dalla situazione venutasi a creare dopo il disastro nucleare di Fukushima. Ma certamente potete constatare il livello stratosferico di questo deficit.  E’ vero altresì che ,come per l’Italia ed il suo debito, anche quello giapponese é in massima parte detenuto dagli stessi cittadini giapponesi e quindi presenta  un tasso di rischio inferiore. Detto ciò la situazione e la congiuntura attuale, anche per questo paese , sta rapidamente mutando. Inoltre al pari di Germania ed Italia , anche il Giappone dispone di una struttura industriale e manifatturiera elevata e quindi di capacità di creare valore e prodotti in grado di ridurre nel tempo il deficit/PIL. Quest’ultima differenza assume un stima valoriale notevole quando comparata a paesi industriali che però hanno  ormai nei servizi il maggior volano di sviluppo .

BRIC

I cosiddetti Bric’s presentano un debito relativamente basso nel loro insieme. Non volendo tediarvi ulteriormente con altri  dati , sintetizzerò quelli  fondamentali. Della Cina abbiamo già detto, Brasile ed  India  presentano situazioni analoghe quanto a percentuali di debito  su Pil oscillanti tra il 59,4% ed il 56,4% rispettivamente.  Molto al di sotto la situazione della Russia con un 8,5%.

Ciò che é preoccupante per tutti questi Paesi é il dato relativo al tasso inflattivo , che é tendenzialmente elevato e funzione  della crescita dei prezzi delle materie prime. Purtroppo esso  subirà ulteriori incrementi.  Cina ed India su questo tema hanno notevoli problemi che sono legati all’inflazione. Per esempio l’aumento dei generi alimentari che  tende a creare  crisi sociali notevoli ed  interventi delle Banche centrali a ritmo continuo:    6 in Cina dall’inizio dell’anno , 5 interventi al rialzo dei tassi interni in India.   Ma questi ultimi non sembrano sortire l’effetto desiderato di raffreddamento dei prezzi , mettendo  così in crisi il livello salariale che é alla base della fortuna di quei paesi . Con il basso livello di remunerazione per addetto , riescono a produrre a bassi costi attraendo le produzioni di beni di consumo e strumentali dal resto del mondo.

Quindi in una sorta di ribilanciamento automatico, la globalizzazione tende a far decrescere in linea di principio i salari dei paesi industrializzati ed a far crescere, tramite l’inflazione, i salari di quelli in via di sviluppo. Ma se questo é  il trend , le diseguaglianze economico-sociali sia in alto che in basso della scala mondiale aumentano e si cronicizzano, allargando a dismisura la forbice tra il 99% ed il top rappresentato dal 1%della popolazione.

Un discorso analogo, ma con risvolti diversi attiene a quei Paesi che da più parti vengono descritti come le stelle future della crescita mondiale. Si tratta di “Paesi cerniera”, cioé paesi che gravitano intorno a paesi sviluppati  e che sviluppano una crescita intimamente legata alla divisione del lavoro in atto nei paesi guida di riferimento.

Messico, Turchia , Vietnam.  Il Messico come partner commerciale degli USA.                     La Turchia  con Germania ed Italia ha diversi contratti nei settori auto,accessori auto, metalmeccanico,ecc..  Infine il Vietnam che nella Cina ha un grande partner commerciale che le affida una quota parte di lavoro nel sotto-trattamento in vari settori produttivi;  informatico, farmaceutico, abbigliamento, giochi ed articoli per infanzia.

Molte le similitudini tra i dati della Turchia e del Messico. Basso rapporto Deficit/PIL  intorno al 42% . Il dato popolazione é più gravoso per il Messico che conta 111 milioni di abitanti, contro 73 milioni della Turchia. Il tasso inflattivo è piuttosto elevato per entrambi i paesi e tendente al rialzo .  I loro debiti sono entrambi sull’ordine dei  350 miliardi di dollari  .

Il più virtuoso in questa terna in termini sia di debito,  che di rischi annessi,  é il Vietnam . Con una popolazione di 87,5 milioni ,ha un debito di poco meno di 50 miliardi di dollari ed un rapporto Deficit /PIL di 51.7%.

Ritornando al tema centrale dal quale questa lunga disamina é scaturita,  il debito mondiale,  comprenderete che il suo valore assoluto é esiziale per valutare la quota parte di esso detenuta dai paesi industrializzati. Bene ,allora il debito mondiale nel 2010 é  all’incirca di 40 trilioni  , nel 2011 ragiungerà quota 42,5 trilioni ed infine é proiettato a 45,9 trilioni nel 2012.

 Si evince quindi che già circa il 75% del debito del 2011 é detenuto dai paesi del G7 e tale quota si accrescerà ancor più nel 2012. Capirete quindi quanto sia importante ,non solo una redistribuzione di ricchezze all’interno dei singoli paesi industrializzati, ma anche una redistribuzione  e quindi  una risuddivisione di lavoro tra il centro e la periferia del mondo.  

Tra mondo industrializzato e mondo in via di sviluppo . Il fattore capitale non può rappresentare più ,attraverso il profitto, l’unico elemento di valore e di sviluppo. Non per rivalutare la dottrina marxista ,ma per sottolineare la parte più sofisticata ed innovativa di quest’ultima,  definita marxiana,  occorre riprendere  e rivalutare l’altro fattore essenziale del progresso  ;  il fattore umano.  Cioé la crescita ,l’espansione , il progresso dell’umanità é intimamente legato al binomio indissolubile Capitale/Lavoro. Entrambi essenziali per uno sviluppo equilibrato ed in grado di assicurare condizioni di vita progressivamente migliori a tutti.

E’ dunque essenziale riprendere una concezione di sequenziale dipendenza tra sviluppo e occupazione. Che di fatto riprende ed amplia  la teoria  keynesiana, seguita da FDR nel dopo ’29 , per riportare la domanda di beni e consumo a livelli di crescita reali.

Se non si riesce ad incidere su questo rapporto, e perciò a ridurre ed a riassorbire la disoccupazione attuale, non si riuscirà a far ripartire l’economia mondiale ed in definitiva a ridurre il debito accumulato.

Resta fondamentale la solidarietà e la “mission comune” che i Paesi industrializzati devono porre in essere per attivare questo circuito virtuoso.

 Buona vita a tutti.

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JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
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2 risposte a 2) DEBITO MONDIALE, BRIC’S E PAESI EMERGENTI

  1. exult49 ha detto:

    Guarda che eri addormentato. A chiare lettere c’è scritto che il debito americano é detenuto da Cina al 25% ed altrettanto dai GCC, quello italiano .la Cina detiene il 12% ,il 20 la Bei il 10 FMI . :Ma quando leggi ,apri gli occhi!!!!

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  2. G. CARLO ha detto:

    VISTA LA INTERESSANTE GEO-ANALISI DEL DEBITO SAREBBE ALTRETTANTO INTERESSANTE ANCHE UNA GEO-ANALISI RELATIVA SU CHI DETIENE IL CREDITO.
    PROBABILMENTE DA CIO’ SI POTREBBERO FARE NOTEVOLI RAGIONAMENTI SU DOVE ANDREMO A FINIRE E QUALE POTREBBE ESSERE UNA SOLUZIONE, POSSIBILMENTE NON VIOLENTA ALLA QUESTIONE FINANZIARIA. INFATTI RITENGO CHE MENTRE NEL PASSATO LA FINANZA ERA QUASI SEMPRE CONGRUENTE ALL’ECONOMIA ORA NON LO SIA. E’ COME SE IL SOFTWARE FOSSE NON COMPATIBILE CON L’ HARDWARE… UN’ ALTRA SFIDA PER “EXULT49” !

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