SFIDE EMERGENTI


Brasília - O presidente da Rússia, Dmitri Medv...

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Come volevasi dimostrare, così terminavano una volta le risoluzioni dei problemi matematici. Non so se si usi ancora, ma ne dubito.  Purtroppo invece ,come spesso accade, quanto vi annuncio con un certo anticipo in materia economica, tende purtroppo a verificarsi con un inusuale tempismo. Vi descrivevo il gigantesco deficit degli USA pochi blog fà ed ecco che adesso la stampa ne parla come se fosse una novità. 

Incredibile vero? E pensate le famose Agenzie di rating chissà dove si erano nascoste. E M.me Lagarde, fresca di nomina al F.M.I, si dice addirittura incapace d’immaginare cosa un default degli USA potrebbe scatenare sull’economia mondiale.   Il minimo che si possa pensare é che ci troviamo di fronte ad una schiera di attori, commedianti consumati.

Cominciamo con la speculazione “contro l’Italia”. Decisamente facciamo a chi la spara più grossa. Oltre il 70% di quella venerdì é stata prodotta da speculatori italiani, molti estero vestiti, che tentano di ripagarsi ,con manovre allo scoperto, dalla mole di denaro che hanno perso negli ultimi anni. Bene hanno fatto a bloccare le vendite allo scoperto, male a limitare il provvedimento  solo al 23  settembre. 

Così come la storia di alcuni Hedge funds americani che sarebbero stati attirati per approfittare della dabbenaggine di un governo ormai agli sgoccioli.  Questo é oggi il vero problema per il Paese. Ha perso ogni credibilità e trascinato da un primo Clown sempre più infangato, non riesce  a governare neanche il day by day per giungere  alle elezioni alla prossima primavera.   Al massimo se ne andrà con i morti. 

Certo, hedge funds speculativi tipo ;  Bridgewater Associates di Raymond Dalio, o Glenview Capital di Lawrence Robbins, o Thomas Steyer ,  quando vedono l’opportunità di sfruttare debolezze , o stupidità conclamate,  non perdono tempo.  Ma senza scomodare i grandi della finanza speculativa mondiale , anche gli imbecilli , in borsa a Milano, avevano già venduto la scorsa settimana tutte le loro posizione a breve termine, sapendo bene cosa sarebbe successo.

Smettiamola di prendere per i fondelli i poveri risparmiatori italiani. La Consob é lenta, interviene “cum grano salis” e spesso, troppo spesso, quando ormai i buoi sono già usciti dalla stalla! Ma qui andiamo a discutere dei massimi sistemi, perchè le Alte Autorità di controllo , tutte , dovrebbero, in un paese normale, essere nominate dall’opposizione e non dal Governo per evitare “possibili riguardi”.

Quando poi ,a capo delle Autorità vengono nominati gli uomini del ministro del tesoro, per inciso speriamo che Napolitano e Bankitalia boccino definitivamente Grilli ,  l’attuale capo Consob era  suo vice , non credo si dia prova di trasparenza.  Nulla da dire sulla professionalità, ma sul metodo sì, e  molto!

Quindi vedremo, ma certo la nostra immagine politica sul piano internazionale finanziario é definitivamente andata  a ….,  e ciò nuoce al Paese.

Tornando invece alle sfide , oltre a quelle accennate a breve, interne ed esterne , ve ne sono altre , ancora  più grandi, di fronte alle quali , sia in termini strategici , che operativi , la nostra inadeguatezza imprenditoriale é cronica.

La crisi nella quale ci troviamo presenta un mondo che procede a due velocità .                   Le economie dei paesi avanzati  ,molto lentamente,  ad una media del 2.6%, mentre quelle dei paesi emergenti ed in via di sviluppo procedono a tassi di circa il 6.5%- 7%. Questo, in termini economici tende ad accrescere il surplus degli emergenti ed aumentare il loro consumo di beni e servizi di ben 1600 miliardi di dollari, solo per l’anno scorso.

La loro crescita continuerà a questo ritmo nel prossimo decennio.  Tanto che il loro prodotto globale si attesta per il 2010 a circa il 49% del prodotto lordo mondiale.

Inoltre le loro condizioni economiche presentano trends molto favorevoli in termini di : bassi deficit di bilancio, sistemi bancari assai stabili,  tassi di disoccupazione bassi.

Per contro le economie dei paesi avanzati presentano notevoli problemi di;  larghi deficit strutturali di bilancio, alti tassi di disoccupazione, problemi di tenuta dei sistemi bancari,  bassi tassi di crescita.

La globalizzazione in atto, se non accompagnata da una seria strategia di divisione del lavoro e conseguentemente di investimenti in settori di punta , conduce ad un appiattimento della piramide salariale e quindi ad una riduzione delle retribuzioni nei paesi avanzati che, in assenza di investimenti, tentano di contenere il costo del lavoro per  aumentare la produttività.

Tipico esempio ne é l’Italia, che  a differenza della Germania, non ha operato uno shift dei propri settori di punta, con adeguati livelli di produttività ed oggi presenta una massa salariale nel settore industriale in rapporto alla Germania del 35% inferiore.

A fronte di queste divergenze , assai evidenti,  pensate che ben 3 miliardi di persone vivono nei cosiddetti paesi BRIC: Brasile, Russia, India,Cina. Contro 1 miliardo nei paesi avanzati. Praticamente combinati, emergenti ed in via di sviluppo, contano l’85% della popolazione mondiale.

Ed allora comprenderete che lo sviluppo e la crescita determineranno presto una transizione della quale tutti noi dovremmo tenere conto. E questo non solo in termini di beni di consumo alimentari, in seguito alle maggiori disponibilità ,ma anche in termini di consumo di beni non alimentari.

Pensate al petrolio, ai principali metalli ferrosi e non ferrosi ; nickel, rame, manganese, cadmio, silicio,zinco, piombo ecc.  il loro uso e consumo nei  paesi emergenti rappresenterà oltre 3/4 del consumo mondiale,  contro 1/3  di dieci anni fà.

Per non parlare del mercato dei capitali.  Come  scrivevo la quota parte del prodotto mondiale degli emergenti é circa del 49%.  Ma per loro la quota parte di capitale é solo del 19%. Voi capite che i capitali affluiscono là dove la remunerazione é maggiore .

Ed  infatti il valore degli investimenti degli USA in termini di flusso di capitali verso paesi emergenti é passato da 300 milioni di dollari del 2006,  a 600 milioni nel 2010. In questo stesso periodo il flusso di capitali verso paesi ad economia avanzata é passato da 900 a 600 milioni di dollari.

Ecco in estrema sintesi i maggiori problemi che ci stanno di fronte.  Occorre quindi che i paesi avanzati investano pesantemente per ridurre i colli di bottiglia intrinseci alle loro economie e riescano ad accrescere i livelli occupazionali. I n particolare tre  sono i settori chiave:  energia, trasporti ed infrastrutture.  Ottimizzare l’uso e l’efficienza delle risorse e quindi anche del capitale che conduce ad una maggiore produttività.

Una particolare attenzione globale dovrà poi essere riferita al sostegno dell’eco-sistema e nel contempo al serio mutamento che dovrà prender piede in considerazione dell’accresciuto numero di esseri viventi sul pianeta e dunque della limitatezza delle risorse disponibili.

Certo i problemi non sono solo sulle spalle dei paesi avanzati che godono di condizioni di vita nettamente superiori. I paesi emergenti dovranno fare i conti con il mantenimento degli equilibri ,molto difficili, sia sociali che economici. Mettere in piedi sistemi di welfare, di previdenza sanitaria,  sarà la loro grande sfida per il futuro. 

Per non parlare delle esigenze di democrazia che si scontreranno con strutture e sistemi non propriamente atti a favorire i cambiamenti che sono alla base delle transizioni in atto.

Ecco che quando penso alle situazioni in cui ci incartiamo per mancanza di trasparenza, per disonestà intellettuale ed evidente incapacità di porre sotto controllo adeguato i meccanismi e i procedimenti del sistema economico , allora ritengo che ci meritiamo la banda di accattoni e truffatori che é lasciata a piede libero.

Buona vita a tutti.

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