USA: IL DEBITO ELEFANTIACO DIETRO DI NOI….


President Barack Obama meets with U.S. Treasur...

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Sarebbe da sorridere al notare come queste Agenzie di rating, di cui ci siamo occupati negli ultimi blog, siano decisamente strabiche, o forse, meglio definirle miopi.     

Sì perché mentre questi grandi analisti economici si affannano da ormai un trimestre a lanciare allarmi sulla situazione della Grecia, del Portogallo e via dicendo, la più grande economia del mondo , almeno dal punto di vista dei consumi, sta annaspando in un debito gigantesco che l’attuale Presidente Obama cerca di arrestare a pochi metri dal baratro.   

No, non pensiate che esageri, non sono parte dell’establishment  che mentre emette warnings da un lato , dall’altro é pronto a far guadagnare agli specualatori milioni di dollari sulle disgrazie altrui. No quello che scrivo ,non solo corrisponde a pura verità ,ma é di dominio pubblico sui maggiori quotidiani statunitensi .  Corrisponde  a ciò che intravedo…..

Ieri ed oggi in vari incontri con senatori e parlamentari americani ed in due discorsi ufficiali Obama ha chiaramente messo Senato e Camera dei Rppresentanti , democratici e repubblicani, di fronte ad un semplice out-out.   In due parole il senso di tutto ciò é questo:  miei cari signori, qualunque sia la vostra posizione politica, il debito americano ha raggiunto ormai livelli insostenibili e tali da dover rapidamente intervenire per evitare un serio default con conseguenze incalcolabili per gli USA ed il resto del mondo.                      

Il richiamo di Obama ad una e vera emergenza economica é nel contempo un richiamo alla politica. Perché i rappresentanti repubblicani hanno ingaggiato in questi ultimi mesi una partita sull’orlo del baratro cercando di incrinare il vantaggio di cui gode il Presidente e soprattutto di soffiare sul fuoco della disoccupazione.                       

Ma oggi Obama  ha fischiato la fine della ricreazione. Contrariamente al nostro Primo Clown, che gioca a rimpiattino e  cerca di scaricare sul prossimo esecutivo 2/3 della manovra da 50 e passa miliardi di euro, deteriorando in tal modo, ancora di  più, lo stato della nostra economia, Obama ha deciso di porre fine alla irresponsabilità della politica.   Ha formalmente messo in chiaro che ognuno si deve assumere le proprie responsabilità.   Democratici e repubblicani devono sapere che stanno giocando sulla pelle dei cittadini americani.

Veniamo adesso a colorare il quadro tracciato da Obama.  Si tratta di ridurre un deficit di ben “4 trilioni di dollari” , una cifra che si ha difficoltà persino ad immaginare, “nel corso dei prossimi  12 anni”.   Questo piano si scontra con quello proposto dai Repubblicani ,che invece propongono un rientro di “6 trilioni di dollari in 10 anni”.

Dove é il trucco? Semplice, invece che con un aumento delle tasse per i redditi sopra i 250 mila dollari ,come proposto da Obama, sul quale l’opposizione si dimostra  assolutamente intransigente, contando sull’idiosincrasia di ogni elettore a pagare più tasse ( in particolare coloro che i patrimoni li hanno) , i republicani propongono un taglio, alla Tremonti, in modo lineare, ai fondi per Medicare e Medicaid  per un ammontare quasi equivalente.    Ovvero a quel poco di assitenza medica pubblica che i cittadini anziani possono ricevere, si toglie circa il 70% e si concede loro un bonus in caso ne abbiano necessità per un ammontare di circa $8.000.  Tenete conto che in USA, solo coloro che hanno un impiego, hanno diritto all’assistenza, che non esiste sanità pubblica, nè medici di base, che + di 1/3 delle famiglie non gode di alcuna copertura, che nel 90% degli ospedali o paghi ,o resti fuori, che infine la medicina preventiva, che in Europa è base del sistema, in USA non esiste.                         Una visita medica, generalista, costa in media 70 dollari. Infine che per l’Org. mondiale della sanità, gli Usa sono al 145° posto nella classifica mondiale per mortalità infantile. Ma voi direte sono solo dei bambini di colore? No, anche latino e bianchi caucasici! Giusto per chiarire agli xenofobi di ogni latitudine.

Quindi il concetto é sfondare il tetto del debito per non aumentare le tasse in modo drastico ,o affrontare l’elettorato con un programma lacrime e sangue un’anno prima delle elezioni presidenziali.     Che possa terminare tutto a tarallucci e vino all’italiana é quantomeno improbabile.  L’estremizzazione politica ,tipica dell’europa, stà prendendo piede anche in USA , purtroppo! Con i tea party, fenomeno qualunquista e deterioredel provincialismo americano, che non sono pronti a negoziare, i  rappresentanti repubblicani non possono alzare la voce. Rischiano di procedere e non trovare più truppe dietro di loro al momento del voto.

Ma anche nel campo democratico il rischio di alienarsi l’elettorato con medio-bassi livelli salariali, che più di ogni altro soffre di una crisi che non accenna a stemperare, é molto alto. 

L’alternativa sarebbe il taglio del 50% al budget del Pentagono. Ma qui é come toccare i fili dell’alta tensione. Il rischio reale per Obama é di trovarsi fulminato, prima di arrivarci alle elezioni. I grandi gruppi industriali che un tempo erano definiti “complesso militare industriale” ,oggi solo multinazionali, fa più global economy,  sono da sempre i grandi elettori repubblicani e dispongono delle più potenti lobbies in Congresso e Senato. Partita persa!

Quindi il nostro Obama si trova tra Scilla e Cariddi.

Per rendere più chiaro agli americani il problema del deficit, Timothy Geithner ,il ministro del Tesoro, ha chiarito in televisione  i rischi di default; oltre all’impennarsi dei tassi d’interesse ed i fallimenti che ne conseguirebbero il conto mostrato era di ;                 642.500 posti di lavoro che sarebbero perduti immediatamente, circa 20 mila dollari in più per ogni mutuo in essere, 1.5% in meno il  tasso di crescita  del PIL,  più circa altri 9.000 dolari persi da ogni famiglia americana a causa del taglio che le Agenzie di rating sarebbero costrette a fare sulle condizioni del debito USA.

Di fronte a questi dati snocciolati con grande serietà alla televisione e con il rischio di veder scomparire per almeno altri 5 anni la tanto attesa ripresa , c’è da chiedersi se i cittadini americani avranno compreso.

Difficile saperlo.  Ma certo con questi dati c’é da chiedersi, come indicavo l’altro giorno , come mai le Agenzie di rating “americane” abbiano solo minacciato di intervenire nella revisione del rating attribuito agli USA.   Minacciare di rivedere in negativo é come limitarsi a non dare più da bere ad un ubriaco che ha già raggiunto un alcolemia da 2 grammi . Sempre ubriaco resta e per un bel pò!  Allora si andrebbe a modificare quell’equilibrio che queste Agenzie hanno sempre mantenuto , ma solo nei confronti degli USA, di non intervento  a gamba tesa nella politica di Washington.

Che gli interessi dei Repubblicani coincidano in buona parte con il “liberalismo  a stelle e strisce” é un dato di fatto incontrovertibile. Che questi ultimi siano principi cardine dell’ordine costituito delle Agenzie è piuttosto evidente. Ma quanto convenga di tirare la corda ed attendere a tirare una seria sirena d’allarme alla crescita esponenziale del debito é oggi un’aspetto che non può essere trascurato.

Non tanto e non solo per dare una mano al povero Obama, ma per evitare che l’incoscienza ,o avidità di pochi vada a scapito di molti , se non di noi tutti.

Buona vita

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