TURBOLENZE FINANZIARIE


Description unavailable

Image by little pollo via Flickr

L’agenzia di rating Moody’s ha ridotto il valore del debito sovrano del Portogallo di quattro livelli, portandolo a quello  di investimento speculativo  , Ba2, (giusto per comparazione quello greco é classificato Caa1) , stimando che il paese potrebbe aver bisogno di un’ulteriore aiuto finanziario prima di poter nuovamente affacciarsi sul mercato . La prospettiva negativa nei confronti del debito portoghese significa che a medio termine la stessa Moody’s potrebbe abbassare il rating ulteriormente.

La giustificazione dell’Agenzia é stata che il paese potrebbe presentare delle difficoltà a mantenere gli impegni presi nel tenere sotto controllo la spesa pubblica e nel contempo ridurre il deficit di bilancio. Il Portogallo a fronte  dei 78 miliardi di euro concessi in Maggio dalla UE e dal FMI si é impegnato a ridurre nel prossimo triennio dal 9.1%del 2010,  al 5.9% quest’anno ed al 3% nel 2013. Questo rientro dovrebbe essere raggiunto con un programma molto ambizioso di riforme fatto di privatizzazioni ,di ristrutturazioni di imprese pubbliche e la creazione di una tassa speciale che colpirà i redditi alti.

Proprio su questa tassa il governo vuol mostrare la serietà della sua politica fiscale e mostrare all’Agenzia la sua buona volontà nel rientrare dal debito accumulato. Potrei dire che questa misura tarda a manifestarsi in quasi tutti i paesi europei , Italia in testa.

Il problema della tassazione dei patrimoni ,o meglio dei cespiti e redditi che quei patrimoni generano, é il rompi capo dei governi dell’intera Europa.  O almeno di quella mediterranea che per motivi vari ; storici, familistici, elitistici,  non riesce a condurre una serie redistribuzione dei redditi ,tramite una seria tassazione degli stessi. Purtroppo le tendenze neo-liberiste dell’ultimo decennio , le tesi di quella che viene definita la scuola economica di Chicago , applicate da vari governi , in primis quello americano, hanno condotto a notevoli disequilibri.

Pensate, sotto George Bush le aliquote che  negli anni ’80 erano ancora al 60%  per i redditi più elevati, sono state portate al 36%.  Molti governi europei hanno imitato il trend, anche se con aliquote inferiori. Tutto ciò avveniva con l’assioma che le ricchezze generate da una tassazione più favorevole ed inferiore, avrebbero favorito ed incrementato gli investimenti e generato maggiore ricchezza  di quella originariamente non tassata.

Purtroppo , come avete potuto constatare, questo comportamento  teorizzato ed idealizzato ha generato molta più speculazione ed  é in parte responsabile delle varie bolle scoppiate nel mondo, nonché della disoccupazione che ne é conseguita.

Ma questa é una parte della realtà nella quale ci troviamo. Le turbolenze sono  il prodotto dell’instabilità economica che é alla base della struttura stessa dell’economia mondiale. Il famoso detto che si ritrova nella concezione musulmana del rifiuto degli interessi, ovvero il denaro non può e non deve produrre altro denaro, é in fondo un’aspetto della involuzione della finanziarizzazione dell’economia. Del concetto originariamente americano dell’investimento concepito come semplice “collateral”. Cioè s’investe il 10% del capitale di rischio per ottenere 100 e come garanzia si pongono parti di patrimonio . Ecco così é cominciata la bolla americana dell’immobiliare. Sulla quale gli Istituti bancari , grandi e piccoli si sono buttati. I controlli della Fed sono molto inferiori di quelli delle banche ecentrali europee e della stessa BCE.

Ora, alla base di tutto questo ,parliamo degli anni dal 2002 /2003 , le autorità federali americane erano perfettamente a conoscenza degli “schemes” che banche e privati stavano usando. Ma non solo loro. Le Agenzie di rating ,quelle grandi agenzie che sono omnipotenti , avevano una perfetta conoscenza di come tutto il volume di denaro fosse creato. Stranamente però in una lunga notte di discussioni e ricatti tra i maggiori Istituti finanziari del mondo ; Goldmann&Sachs, JP Morgan  etc., solo la Lehman Brothers fu condannata a fallire . Bank of America che era in uno stato comatoso fu aiutata e nessuno disse niente. CityCorp che viveva situazioni anloghe pure.   Niente fu detto sul debito americano. Niente é stato detto sul come il 70% degli Istiuti bancari britannici e scozzesi siano oggi in piedi perché aiutati dallo Stato . Di fatto sono pubbliche !

La GB é oggi un paese che campa a 2/3 di Servizi. Non produce quasi più niente. Ma possiede la seconda più grande piazza finanziaria del mondo .  Vive di transazioni. Ma non per molto. Bastano poche leggi ,pochi interventi ed il denaro può prendere il volo. Ma quando si parla di debito greco,  allora si usa la clava .

Esso rappresenta meno del 4% del PIL comunitario , ma  si gioca sporco rappresentando quel buco da 400 miliardi di dollari in totale assoluto,  come se fosse la fine del mondo. 

In un’altro blog precedente affermavo che sarebbe ora che l’Europa concepisse la nascita di un’Agenzia di rating basata su questo continente. La Cina ne ha recentemente creata una propria. La Russia si stà attrezzando.  Delle tre Agenzie, due sono interamente americane Standards&Poor e Moody’s , la terza Fitch é parzialmente britannica.

Non intendo dire che i loro giudizi siano occultamente manovrati. Sottintendo che il fattore temporale nel mondo finanziario assume importanza fondamentale e strategica. Quindi intervenire in un certo momento , piuttosto che in un’altro, ha conseguenze completamente diverse. Rilasciare dichiarazioni a borse chiuse ,durante il week-end , invece che  in giornata a borse aperte, ha effetti molto, molto diversi sui vari mercati .

La valutazione sul Portogallo ,dopo quanto avvenuto con la Grecia , rende leggermente nervosi . Si ha come l’impressione che si vogli usare la lente  più sull’Europa che non focalizzare altrove.

Le ragioni sono in primo luogo che se vogliamo discutere di deficit di bilancio e di Stato, occorrerebbe seriamente discutere di quello americano. I due interventi di “quantitative easing” messi in atto da Obama superano abbondantemente i 3.500 miliardi di dollari negli ultimi 2 anni . Denaro pompato nel sistema per  non cadere in un’altro ’29, ma che stenta molto a riverberare gli effetti desiderati.

Il deficit americano é oggi a livelli astronomici. La ripresa tarda a manifestarsi e la disoccupazione tende a crescere. Le spese dovute alle guerre ; Iraq, Afghanistan, Libia stanno depauperando ogni possibile risorsa capace di rilanciare l’economia.

La propensione marginale al risparmio negli USA è da sempre infima , non più del 2%, contro una media italiana del 9% ed europea del 5%.  La ricchezza patrimoniale privata del Paese  é la tredicesima al mondo. Pensate quella italiana é la terza.  Ecco che allora uno si chiede perché si adottino ,a mio avviso,  due pesi e due misure! Ovvero la grande America é stata sì minacciata di una potenziale revisione del rating, ma fin’ora nessuna di queste esimie Agenzie si é attentata a fare il passo. Obama si é lamentato con esse . Ma USA e GB mantengono una tripla A.

Forse si tratta di un riflesso condizionato storico. Oggi la GB non credo si possa seriamente meritare una tripla A. L’attuale governo Cameroun non é certo in migliori condizioni di quello italiano se guardiamo a breve-medio termine.

Ma tornando agli USA si comprende che la fuga, già in atto,  dalle riserve denominate in dollari verso l’Euro , o lo stesso rublo, o il reminbi , la divisa cinese , potrebbe divenire alluvione, se una tale presa di posizione si dovesse realizzare.

Ora le Agenzie storgono la bocca sulla eventuale partecipazione dei privati alla seconda tranche. Inizialmente erano stati felici di accorrere al capezzale della Grecia prima, e del Portogallo poi, in vista dei lucrosi guadagni .Ma ora che il rischio aumenta non sono così tanto contenti. In primis le banche francesi!

Ecco perché il pokerista Sarkozy si é buttato a pesce per convincere la Merkel .La Francia sia a livello statale, che privato, con le sue tre maggiori banche, é il primo creditore della Grecia ed il secondo del Portogallo. E’ proprio invece il primo serio passo, quello tedesco, per mettere in chiaro che la copertura dei rischi non può,  e non deve , essere a geometria variabile a seconda della convenienza ad assumere i rischi.

Così non sembrano pensarla le Agenzie. Ma se queste variano le loro considerazioni ,e quindi i loro rating , in funzione dell’importanza attribuita al peso specifico dei paesi sotto osservazione , allora la dimensione di questi deve essere riequilibrata. Perché i rischi non sono certo gli stessi. E certo la Grecia non é la Spagna , così come l’Italia non é la GB.     Nel senso che mentre un default italiano avrebbe conseguenze inferiori grazie alla alta patrimonializzazione del debito italiano, quello inglese lascerebbe molti creditori a bocca asciutta per evidente mancanza di risorse.

 Buona vita a tutti

 

Annunci

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in europa, politica-economia, relazioni internazionali e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.