IL PRIMO CLOWN E’ ANCORA TRA NOI


Arnoldo Mondadori Editore company headquarters...

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Aprire e sfogliare i quotidiani ai giorni nostri richiede un tale esercizio di self-control e di abnegazione che sinceramente ormai pochi sono in grado di possedere, e soprattutto di esercitare. Voi sapete quanto detesti le condizioni politiche e sociali in cui questo Paese versa ormai da anni . Ed infatti mi é più congeniale e prossima la politica estera di cui mi occupo da sempre. Ma quando, mio malgrado,  mi imbatto in questa vergogna che é ormai il regime berlusconiano, l’assalto ai poteri dello Stato da parte di accattoni e mentecatti che senza ritegno oggi occupano, senza averne alcun merito e titolo, i centri decisionali del paese, allora mi domando come abbiamo fatto a cadere così in basso.

Come sia possibile che nonostante tutto ciò che viene alla luce in termini d’intercettazioni sulla P4, sui doppi ruoli aziendali delle segretarie del Primo Clown ,in Mediaset ed in Rai, con i servi giornalisti di cui dispone Minzolini, Mimun, per non parlare del codazzo di politici del niente che lo assecondano nelle sue più truci manie di grandezza, si sia ancora qui.

Intendo con ciò che la base elettorale del PDL, pur sapendo che gli astensionisti sono oltre il 24% degli aventi diritto , che gli indecisi sono oltre il 16% ,ovvero il loro totale supera il 40% degli aventi diritto al voto, ebbene quella base resta fissa al 28%/29%. E’ davvero un insulto all’intelligenza umana.

Sconcertante che poco meno di 15 milioni di elettori sia impermeabile a tutto quanto accade. Potri comprendere fossimo al 1995, quando le roboanti promesse del Berlusconi imprenditore del niente, oberato dai debiti, era ridotto a scendere in politica per salvare il salvabile dal fallimento . Circa 3000 miliardi di vecchie lire di debiti , contro 1200 di patrimonio netto.  Questi erano i valori al momento della discesa in campo di questo imbonitore mediatico, la Vanna Marchi della politica italiana. Ma almeno lei ha pagato dazio! Ma oggi siamo nel 2011. E ancora,siamo  di fronte ad una sistematica opera di mediatizzazione di massa atta a rendere ancora credibile un trombone che più trombone non si può.

Da quel pusillanime brianzolo, incapace di guardarsi allo specchio e riconoscersi nella sua involuzione  personale e politica, insiste nel voler restare al potere . Anzi raddoppia con le sue incredibili idiozie. E fa introdurre ai suoi , primo fra tutti il delfino Alfano , la norma che dovrebbe consentirgli di non pagare dazio. Di non dover pagare i 750 milioni di euro che lui e solo lui  con i suoi accoliti di allora  e di oggi deve rimborsare a De Benedetti per il latrocinio compiuto a suo tempo, sfilando di mano Mondadori al suo legittimo proprietario grazie a lodi arbitrali comprati sotto banco ,come é ormai dimostrato sia sua atavica abitudine.

E pensate questo é solo il passato remoto. Mi viene da ridere ,o meglio da piangere da cittadino, quando penso alle furberie orchestrate e praticate in vari altri campi che verranno alla luce al momento in cui  sarà dimesso. No, lui non si dimetterà, mai!

Agli accordi in sede Enel, in sede Gazprom, in sede South Stream, tutti accordi relativi all’energia di cui si é occupato più personalmente che per la funzione di primo ministro.Accordi per milioni di euro. Accordi che prevedono il riconoscimento di percentuali da capogiro che oggi non sono definibili mazzette .

Lui é pienamente cosciente di ciò che accadrà. Per tale ragione sta cercando di posticipare al massimo l’esilio al quale sarà costretto in un paradiso fiscale nel quale si rifugerà non appena scenderà da quel piedistallo sul quale gli italiani lo hanno posto ben 17 anni fà.

Delle sue 63 società off shore, altro che l’appartamentino da 80m2 di Montecarlo, o la barca di Dalema,  il capitale non sarà più rintracciabile perché nel contempo sarà riuscito ad annientarne il valore. Del suo impero rimarrà poca cosa, tenuto conto dei debiti accumulati , dei 750 milioni che dovà rimborsare in un modo ,o nell’altro.

E poi da quell’avido ,impenitente egolatra che é,  dovrà,  una volta che il buon Napolitano per evidenti ragioni di incostituzionalità avrà cassato la norma salva Azienda, ricattare la società italiana intera ,adducendo che almeno 1.500 se non 2.000 persone  ,per essere ancora più peso, attualmente impiegate nel Gruppo Fininvest– Mondadori, saranno licenziate.

Perché questo é il vero volto di un imprenditore del nulla! Di un televenditore. Di un Aiazzone della politica. Questo primo ministro che sostenuto da una Chiesa in via d’estinzione che privilegia le segrete stanze all’ecclesia ,quella vera, che nomina Scola a Milano ,per facilitare il business di CL e Compagnia delle Opere, che é sorretto da una Confindustria ormai sul viale del tramonto, come organizzazione rappresentativa, se non di quel 10% di figli di papà che campano alle spalle della miriade di piccoli medi imprenditori che pagano le quote ,ma che non ricevono niente.

Da 8000 e più comuni ,che costano allo Stato molto di più del centinaio di province solo, solo in termi di sindaci ,assessori e consiglieri. Per non parlare della partecipazioni alle società compartecipate dai comuni stessi , fonte d reddito per i partiti politici e di voti per le clientele  che riescono ad assorbire. Per la fondazioni bancarie che a loro volta vengono occupate ed occupano lo scenario della politica locale e dei finanziamenti alle opere che vengono programmate “ad hoc” dai soliti noti.

Vedete, la vera riforma di questo baraccone che é divenuto il Governo e le Istituzioni regionali e locali di questo Paese,  sarebbe la riduzione, tramite accorpamento, dei comuni italiani. Il vero abbattimento dei costi di questa politica che é tronfia, verace,ignorante e rapace.

Portare il numero dei Comuni a 3000/3500 significherebbe mandare a casa centinaia di migliaia di individui inutili per non dire dannosi. Pensate 1.500 comuni degli 8000 non superano neanche  i mille abitanti!!!!!

Altro che abolizione delle province, il cui costo ricadrebbe quasi integralmente sulle Regioni di appartenenza e quindi rappresenterebbe una partita di giro.

Ma perché non si vuole fare? Semplice .Perché finita l’epoca dei partiti politici, strutturati ed organizzati, oggi é il momento dei movimenti. Partito liquido come si tende a definirlo. Movimenti che sono trasversali quanto ad appartenenza idologica, così come a radici di classe.   Meno quanto a classi di età. Quelle al contrario costituiscono “l’ideologico divide” naturale tra gli ultra 55 enni che votano per supposto ceto sociale e professionale ed i più giovani ,molto più mobili in termini di riconoscimento ed identificazione politica.

Ma se é pur vero che oltre 1/3 dei primi oggi rappresenta la centralità del sistema, sia come elettorato di riferimento, che come rappresentanti, come ho più volte scritto, la demografia, per fortuna del Paese, avrà ragione di loro . Tra massimo 15 anni saranno morti. Ma ecco che ,per uno come me  che si occupa di strategie,   sarebbe interessante veder sorgere nuovi contenitori in grado di rappresentare al meglio gli interessi di coloro che oggi sono stati messi fuori dal processo decisionale. I giovani in primo luogo, quelli sotto i 35 . Prendiamo ad es. la TAV. Bello dire di No, ma allora si indichino alternative valide!Perché continuare a vedere inquinare da TIR di tutti gli stati europei la valle padana a me non sembra una seria idea. Quel progetto, comunque,  sarabbe fruibile solo dai nostri figli, o nipoti. Il progresso non può fermarsi alle valli di Aosta ,o bergamasche che siano.    E poi non comprendo,  54 KM in galleria ,dove é lo scandalo e l’inquinamento? Ma sapete che c’é,  gli interessi in questo paese collimano sempre con lo status quo.  Perché in fondo é attraverso questo che gli equilibri economici sono mantenuti e con essi gli oligopoli che ci divorano da secoli. Se davvero vogliamo essere europei, occorre buttare a mare questi imprenditori del niente.   Intraprendere é un’accezione verbale che nel nostro divenire ha perduto ogni senso e valore etimologico. Intraprendere é divenuto sinonimo di lobbies, interessi di pochi  a favore degli stessi. Imprenditore é colui che non avendo arte ,né parte, in Italia si autodefinisce tale per non definirsi cialtrone  ed ignorante. Definitevi piuttosto tramite  il vostro reale mestiere , Artigiani, commercianti, agricoltori, operai , ma perfavore non chiamatevi più imprenditori. La parabola degli imprenditori sarà finita presto, quando il il televenditore se ne sarà scappato da questo paese per rifugiarsi all’estero. Da quel pavido, insulso mentitore che é sempre stato.

Buona vita a tutti.

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