SUCCESSIONI


Palazzo della Banca d'Italia

Image by CasteFoto via Flickr

Sì questo é proprio un tema che ci dovrebbe riguardare tutti. Non parlo evidentemente di quelle che riguardano i comuni mortali, bensì di quelle che avvengono nelle varie istituzioni siano esse private , o pubbliche, al momento della scadenza naturale dei mandati e di conseguenza al rinnovo degli stessi.

Ve ne sono un certo numero che  rivestono un certo peso a livello nazionale e  potrebbero avere ripercussioni sul nostro futuro.  Iniziamo da un tema al quale avevo già accennato, la successione in Bankitalia. Non da poco. In un periodo di crisi economica globale, di stallo dell’economia nazionale, con tassi di crescita lillipuziani, con manovre finanziarie alle porte, la figura che assume il manovratore in Bankitalia é primaria. E lo é ancor più la sua indipendenza di giudizio e caratteriale oltre alla capacità professionali e di mediazione.

Ho già indicato in un blog precedente le mie preferenze in tal senso . Credo  che Bini Smaghi proprio per la sua indipendenza e quanto recentemente avvenuto non sia il nome più in alto nella lista del Primo Clown. Uso come è a circondarsi di servitori e adulatori. Troppo ingombrante come persona e come personaggio. Culturalmente europeo, é quello che forse sarebbe più adeguato agli anni che ci aspettano, duri e difficili , ma soprattutto densi di incognite politiche ed economiche.

Speriamo che le voci circolate circa un verde raccattato sull’aereo che riconduceva l’allegra combriccola in Italia dalle riunioni di Bruxelles non corrisponda a verità. Ovvero che Tremonti, dopo aver raccomandato Vegas alla Consob , riesca anche a far nominare il Grilli, attuale direttore del Tesoro, al posto di Draghi. Entrambi Berlusconi e Tremonti per diverse ragioni sono ben felici di essersi tolti di torno un rompiscatole.

Il primo per evidenti ragioni politiche. Come  in passato se si dovessero creare condizioni di crisi al buio si farebbe ricorso ad un tecnico dotato di capacità gestionali e super partes. In tal caso Draghi é il candidato ideale. Quindi nella logica non del migliore, ma del rischio minore, un Draghi a Francoforte significa una mina vagante in meno .

Per Tremonti ben di più-  Un avversario che il tributarista di Sondrio teme e con il quale il gioco del maestrino ,che é abituato a compiere e svolgere con maestria con quasi tutti questi poveri ministri di questa poverissima Repubblica ,non può permettersi.  Per la superiorità intellettuale che l’avversario ha e per i limiti che il ministro mostra e sta accumulando nel corso degli anni.

Quindi “promoveatur ut amoveatur” ,oggi il Ministro si é tolto un pappagallo di torno. Intendo con ciò una coscienza obiettiva e critica degli errori e dei comportamenti di questo Pinocchio che é il Ministro delle Finanze.  Non gli servirà a granché. Perché alla fine si ricongiungerà a quella banda di asini che da sempre lo corteggia e adula. Ma certo farà la differenza se riuscirà a piazzare un’altro dei suoi uomini in una posizione così delicata.

Le mie ragioni , la mia idiosincrasia nei confronti di questa possibile nomina  sono più , o meno quelle esposte da Giavazzi nel suo artcolo sul Corriere. Solo che lui deve mantenere  degli equilibri che per mia fortuna non sono all’ordine del giorno.   Il candidato di Tremonti é uomo d’apparato, incline al politichese, assuefatto al sistema e di questo il prodotto, buono, ma etichettato ed etichettabile.  In Bankitalia, soprattutto oggi, per l’interesse degli italiani , é molto meglio che sia nominato qualcuno meno connivente con la politica sia essa di destra ,o  di sinistra. E qui allora il bravo Saccomanni ha le carte in regola per assumere quel ruolo “super partes” di cui si parla.  Il difetto, se difetto si può definire,  é che i grandi Istituti bancari italiani non lo vedono di buon occhio perché ha già avuto, a ragione , con loro, degli screzi e scontri che lo rendono  troppo decisionista e dunque inviso.    A noi semplici cittadini il decisionismo di Saccomanni piace. Perché riflette lo spirito di  tutela che la banca centrale di un paese avanzato deve avere per i risparmiatori. 

E se per questa ragione deve bacchettare qualche furbetto del quartierino del lobbismo bancario ,molto forte ed attivo, deve farlo senza guardare in faccia nessuno.

Noi quindi peroriamo e supportiamo la candidatura di un Governatore interno all’Istituto. Che già in passato é stato  esiliato a Londra per essersi opposto all’ex governatore “ipercattolico di santa romana ecclesia”, benemerito dell’Istituto opere  di religione, pio e devoto profanatore dei soldi degli italiani, che oggi é imputato di vari crimini finanziari in combutta con i suoi amici Fiorani &Co della Banca Popolare di Lodi.  Ecco dobbiamo guardarci dai Fazio.  Da quei servitori non dello Stato che siamo noi, ma del Governo e degli interessi dei pochi  che sono loro!Di questo tipo di selezione alla rovescia. Che al posto dei meriti e delle competenze gratifica compari e accoliti.

Un’altra successione é interessante.  Quella alla carica di “presule” della diocesi di Milano. Seconda diocesi al mondo per fedeli e  tra le prime in termini di ricchezza e patrimonio ecclesiastico. Pr un ateo profondo quale sono vi sembrerà quanto mai strano questo interesse. No,  non lo é, se pensate che l’unico modo per comprendere, é osservare le mosse del nemico.   Sì , inteso nel senso di organizzazione lobbistica di affari ed interessi che si giocano sulla testa e sulle spalle di tanti italiani e cattolici . Quindi niente a che vedere con il credo , molto a che vedere con l’etica, la trasparenza, il potere.

Eh si, perché qui il potere é nelle mani della Compagnia delle Opere , Opus dei, Comunione e liberazione.  Interessi notevoli. Interessi che pesano. La perdita di consenso manifestatasi con l’elezione di Pisapia ha messo in subbuglio i giochi interni alla Compagnia. L’Expo é ,oltre che per i soliti palazzinari milanesi ,ormai sul lastrico, un business al quale la Compagnia tiene molto. 30% del settore edile le gravita intorno. Non sarà facile né per Pisapia , né per Boeri assessore incaricato, muoversi alla luce del sole e pronunciare dei niet chiari, come ci auguriamo! E allora chi sarà il cardinale ha la sua bella importanza .

Vedere e constatare se il papa si smarca e riesce a nominare un “non opusdeista”, oppure se cede alle lusinghe di quella prelatura che gli appartiene in toto ed in pectore.Siamo in questo messi piuttosto male. Nella triade sottoposta alla suprema autorità solo uno non appartiene all’Opus Dei. 

Sarà molto indicativo per il  ruolo che questa prelatura giocherà nei prossimi anni. Badate bene tra i boyscout che  sono i ciellini, indottrinati e pieni di certezze, i meno peggio a noi appaiono i ragazzi delle ACLI più mondani e meno fondamentalisti. Sapete in generale  qui si tratta per noi di scegliere il meno peggio. E’ l’unico esercizio che ci resta.

Sapete é un pò come dire rimpiango i gesuiti. Intelligenti, preparati, invisi  perché distaccati, che non regalavano niente a nessuno . Nè prebende , né onori . Al massimo assecondavano. Mai si ponevano alla testa di orde di fedeli inesistenti.  Oggi purtroppo caduti in disgrazia , soppiantati da questi “yuppies della fede” che parlano di credo  e si riempiono le tasche. Anche la chiesa deve affrontare il problema della secolarizzazione della società. E certamente Famigli Cristiana  é sul territorio , CL ,pontifica per sentito dire e teorizza progetti sociali non suoi. Scritti dall’eminenza grigia del cattolicesimo intransigente  Card. Ruini.

 E’ un pò come  dire che un antidemocristiano come me, oggi si vede costretto a pensare ed ammettere  , non a rimpiangere , che Andreotti nei  confronti di questo Clown imbonitore da televendite era una cima, uno statista di prim’ordine.  Oh mama quanto siamo caduti in basso!

Buona vita a tutti.

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2 risposte a SUCCESSIONI

  1. exult49 ha detto:

    GRAZIE,E CHE I FUOCHI SIANO CON TE!

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  2. Rossana Citelli ha detto:

    …Come un..bellissimo e illuminante fuoco d’artificio…!!!

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