L’EUROPA SOTTO PRESSIONE


Monumento a Giuseppe Giusti, nella piazza di M...

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I dirigenti politici europei si ritrovano da stasera a Bruxelles in un summit molto atteso al fine di dare soluzione alla crisi greca e di scongiurare, come da più parti menzionato, il rischio di un  ” tracollo dell’economia mondiale”.    Come ho già ripetutamente scritto non definerei la situazione negli stessi termini. Non avverrà .  Gli USA,in crisi profonda e con gli ultimi dati macro  tendenti al nero,praticano una pressione particolare per non dar ulteriore fiato ad una speculazione finanziaria che non accenna certo a diminuire. La stessa Federal Reserve ha proprio ieri insistito “sull’incredibile importanza di risolvere la situazione greca”.

“Se si rivelasse da parte della UE un’incapacità di fondo nella soluzione,ciò rappresenterebbe un seria minaccia per i sistemi finanziari europei ,la stessa unità  dell’europa nonché il sistema finaziario mondiale” Queste sono state le parole di Ben Bernanke presidente della Fed con il ministro del tesoro Timothy Geithner.E’ evidente che nella situazione stessa degli USA,con un rating che prima,o poi prenderà di mira anche loro, gli americani sono molto interessati a che una decisione finale sia presa e soprattuto che i mercati ritrovino una certa stabilità. La divisa americana si trova da un lato schiacciata dall’enorme deficit accumulato, ma  sfrutta al massimo questo deprezzamento per incrementare per quanto possibile le proprie esportazioni.

In presenza di una crisi endemica il secondo fattore verrebbe meno e la svalutazione prenderebbe corpo con una potenziale caduta libera del dollaro. Ecco quindi l’ampio interesse manifestato dagli USA e le richieste formulate di operare rapidamente.

Le difficoltà mostrate dall’ Unione monetaria,creata nel 1999, attengono molto più a fattori meramnete politici ,più che strutturali. Certo,non avendo una politica di budget comune per l’intera area Euro, ciò pone seri problemi ai fini di una coesione  finanziaria  ed il  raggiungimento  di una politica comune. In realtà molti temono l’effetto onda che un eventuale default  della Grecia  provocherebbe se l’Europa si trovasse indecisa nell’intervento.  Ciò potrebbe  creare seri contraccolpi in tutto il sistema . Giusto lunedì c’é stato un “conference call ”  tra tutti i ministri delle finanze della UE.In linea di principio la decisione finale dovrebbe essere presa il 3 Luglio. E poi ufficiaamente comunicata ed eseguita l’11 Luglio. A questo secondo salvataggio partecipa inoltre,a pieno titolo,il Fondo  Monetario Internazionale sul quale grava circa 1/3 del peso di questo secondo aiuto stimato in 100 miliardi. Che vanno ad aggiungersi al piano del 2010. E’ chiaro che le garanzie richieste da tutti i contraenti sono maggiori e che il governo greco deve garantirne con misure di politica fiscale e ed economica il rimborso con date di rientro ben precise.

Da più parti si sottolinea come non vi siano alternative reali  a questa soluzione. L’altro scoglio sul quale a più riprese  si é  assistito ad un rimpallo di responsabilità tra Francia e Germania é quello relativo alla partecipazione dei creditori privati , leggesi banche europee,che la Germania vuole assolutamente ottenere e che i francesi per evidenti ragioni  ( le tre maggiori banche del paese sono coinvolte per 11 miliardi nel primo intervento del 2010) Ecco che allora Sarkozy,visti i bruttissimi segnali che lancia l’economia francese nel  primo semestre,teme di dover poi intervenire nel capitale delle banche,il buco é attulamente dell’ordine di 13 miliardi di euro.

Al di là del caso greco,che oggi assume valore di test quanto alla capacità di difesa e unicità risposta,si tratta  in questa riunione di porre all’esame della commissone misure idonee e concrete per difendere il sistema euro da attacchi speculativi e porre in essere meccanismi automatici di difesa in grado di rispondere ad hoc,rinforzando la rete e pianificando il processo di reazione.

Questa sessione dei ministri finanziari dovrebbe inoltre ufficializzare la nomina di Draghi alla successione di J.C. Trichet. L’WSJ indicava che questa ufficializzazione potrebbe slittare in quanto la Francia chiederebbe garanzie per un suo seggio. Penso invece che sia Berlusconi che  Sarkozy si siano meritati la figura meschina di accordi tra incompetenti sotto banco. Credo infatti che Bini Smaghi,di cui sono un sostenitore,resterà nel Board della BCE come annunciato e che solo alla fine del suo mandato nel 2013 i francesi avrenno uno scranno . Così va il mondo nei paesi seri e non in quelli dei circhi Barnum della politica becera.

Un’ulteriore tema scottante che riguarda proprio le finanze e non i ministeri della difesa é la situazione di stallo che l’europa sta vivendo nel confitto libico. Voluto e condotto a spada tratta da Sarkò ,seguito da un Cameroun  versione passeggero, l’intervento libico oggi non ha più risorse economiche per continuare. Gli americani hanno già chiarito che a Settembre loro non daranno più fondi ,né presteranno più bombe agli alleati. L’Italia a corto di ordigni nel corso dell’ultimo  mese pare abbia fatto uso di bombe americane.

La Nato é quindi sull’orlo della banca rotta riguardo al conflitto libico. Le opinioni pubbliche americane ed italiane,nonché quelle dei paesi del nord europa che partecipano,non vogliono più avvallare un’intervento che,presentato come di interposizione e di tutela umanitaria,si é trasformato in un vero e prprio conflitto dove i belligeranti sono a pieno titolo stati sovrani. Gheddafi non é sull’orlo di cadere come più volte dichiarato. Sarkozy che é il principale istigatore di questo ‘intervento c non vuole perdere la faccia con i propri elettori, gli arabi che appoggiavano l’intervento sono semprepiù propensi a lasciar perdere.

Gli Italiani che sono entrati,solo per limitare i danni da un eventuale vittoria anglo-francese,vorrebbero fermare l’auto in corsa,ma hanno ricevuto due ceffoni.

Napolitano ritiene che si debba procedere. L’errore é stato iniziarla questa guerra.  Se ci fossimo rifiutati,il rischio di perdere i nostri interessi era alto,ma  avremopotuto poi sedersi al tavolo negoziale puliti. Ma una politica aggressiva e tenace agli inizi avrebbe tolto alla Nato tutte la basi di appoggio terrestri italiane , rendendo i costi operativi ben più alti di quelli attuali ,forse mettendo  in forse l’operazione .  300 milioni di dollari al giorno da suddividersi tra i paesi partecipanti. Per gli USA  la bolletta avrà raggiunto a fine Settembre 1 miliardo di dollari.

Per la Francia si tratta di circa 80/90 milioni di euro per ogni giorno operativo di guerra. Lo stesso circa per GB . Per l’Italia si tratta di 40/50 milioni giorno. Per che cosa?

Per rendersi ridicoli. Non si scatena un intervento di questo tipo senza avere basi certe di intelligence e una reale base politica d’intervento. Perché allora non si dovrebbe intervenire in situazioni ancor peggiori come la Siria?. Credo che finirà tutto a tarallucci e vino .Frattini é andato avanti da solo e lo hanno apostrofato subito ;  cretino. Ma  l’armata brancaleone di questa Nato ridotta al macero a Settembre,senza più soldi,tornerà a casa lo stesso. E probabilmente la Turchia, o la la Lega degli stati Arabi sarà incaricata di condurre la mediazione. Saranno felici, ma come affermava un poeta toscano Giuseppe Giusti ;  Se vuoi uomini felici , falli citrulli.

Buona vita  a tutti.

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