STATI SOVRANI E ACCORDI SOTTOBANCO


Martine Aubry in Lille Europe pavilion on Nanj...

Image via Wikipedia

Ho già scritto in merito agli scandali legati alla P4 ieri ,utilizzando le parole di Zagrebelski che trovo non solo giustificate, ma soprattutto rispecchianti questa fase da basso impero che stiamo vivendo come cittadini e come Stato.

Purtroppo l’ultima vicenda relativa a Lorenzo Bini Smaghi mi riporta per altri versi a trattare la materia. Nei miei blog precedenti: F.M.I Stati in cerca di poltrone e  Indignati, anticipavo ciò che sarebbe avvenuto. Ma come ogni pragmatico realista mi auguravo che non si arrivasse al ridicolo. Due governanti che per molti versi si assomigliano ed hanno verso il rispetto delle regole la stessa idiosincrasia. Due personaggi politici che hanno fondato la loro riuscita su un populismo di maniera e su un egolatria che ha pochi esempi nel mondo politico contemporaneo. Entrambi alla fine del loro percorso. Il Nostro, dopo 17 anni, si scontra con il rifiuto, ormai totale, dei suoi compatrioti nei confronti di promesse mai mantenute  che ,come ha titolato l’ Economist, é riuscito comunque a fottere un’intero paese.

Sarkò, il franco-ungherese, piccolo Rastignac dell’era moderna , che ha scalato la politica francese anche grazie alla fortuna di trovarsi di fronte un partito gaullista ormai alla frutta e raccogliendo la candidatura grazie a un De Villepin impallinato da uno scandalo politico ereditato da Chirac.   Non ha alcuna chance di vincere il secondo mandato. Potete crederci, verificate pure , nei blog precedenti tutte le mie proiezioni economiche e politiche  si sono realizzate. Il problema in Francia sarà piuttosto come bloccare la destra di Marie Le Pen. Potrebbe riuscirci un candidato socialista forte . Non l’attuale Sarkò, il cui partito é dilaniato da diatribe interne . Personalmente ritengo che contro una Le Pen,  Martine Aubry ,ha molte più chances di François Hollande, ma vedremo cosa diranno le primarie del PS francese.

Ecco che due personaggi di questa caratura si sono incontrati recentemente a Roma per mettere insieme le loro debolezze e apparire sulla scena da attori consumati. Sarkò più giovane e più in palla ha giocato su due tavoli Parmalat e sulla nomina di Draghi, pretendendo senza mezzi termini , come riportato dalla stampa internazionale, che in cambio dell’appoggio a quest’ultimo l’Italia dovesse fare dimettere dal Board esecutivo della BCE il bravo Bini Smaghi per permettere alla Francia, con l’uscita di Trichet,  di avere un proprio rappresentante nel board.

Il Nostro, interessato ad avere sulla scena internazionale un’immagine meno penosa, lacera  e insulsa ha accettato senza il minimo dissenso.

Questo la dice lunga sulla loro conoscenza dei trattati che istituiscono le Istituzioni Comunitarie e che impegnano gli Stati che indegnamente rappresentano. Si parla sempre di professionalità , indipendenza, autonomia di giudizio degli alti dirigenti europei. Bene se il trattato che istituisce la BCE dichiara che gli 8 direttori del board sono inamovibili e dipendono dalla stessa istituzione, una volta nominati , ciò vuol dire che si vuole garantirne nello svolgimento delle loro funzioni, la massima capacità di indipendenza.

Come possano i due pensare di accordarsi sulla testa della BCE e quindi in ultima analisi della sua indipendenza ,ciò la dice lunga sul rispetto che entrambi hanno delle istituzioni. Da notare che oggi la BCE si confronta sul piano internazionale con una crisi non indifferente, con le agenzie di rating internazionali, con gli altri governi che debbono finanziare le sue decisioni. Il mandato di Lorenzo Bini Smaghi scade nel 2013. Non credo che sia un problema enorme per la nomenclatura di quel paese non avere un rappresentante dopo che x 8 anni hanno avuto il presidente .

Non voglio pensare che Il Nostro ed i suoi distratti consiglieri abbiano ritenuto di avere già in tasca l’assenso di Bini Smaghi alle dimissioni. Forse hanno avuto degli incidenti di percorso linguistici? La conoscenza della lingua francese del vecchio Clown é molto limitata , forse alle canzoni di Charle Trenet, anni ’50, ma parla francese come una vacca spagnola! Forse l’interprete si era distratto.

Come ho avuto modo di scrivere ,ormai da 6 mesi, Draghi é sempre stato il miglior candidato su piazza. La stampa estera che conta, già lo acclamava da Ottobre. FT, Wall Street J. , FAZ, gli hanno dedicato articoli eloquenti. Ha profonda conoscenza dei sistemi, delle agenzie, delle istituzioni bancarie che più di altre speculano e addossano agli Stati, e quindi al pubblico, i debiti ;Goldmann&Sachs di cui é stato Vice Presidente europeo prima di assumere l’incarico in Bankitalia, JP Morgan etc…. Lui conosce molto bene come le bolle si fanno crescere e come si può riuscire a sgonfiarle senza morirci in mezzo. Per queste ragioni ,e la sua conscenza del mondo bancario, é il miglior candidato.

Ed allora non c’é oggi bisogno dell’appoggio francese. Se la Francia vuole opporre un no in relazione alle dimissioni di Bini Smaghi lo faccia, se ha il coraggio. Ma é evidente che si metterebbe alla berlina ,come già rischia per la sua candidata M.me Lagarde per la candidatura al F.M.I. I francesi non possono davvero pensare ,di poter giocare su più tavoli nelle condizioni nelle quali si trovano politicamente e finanziariamente.  Le loro grandi banche, in primis BNP , Societé Générale , Credit Agricole sono oggi nel ciclone del debito greco e avranno bisogno di aiuti. Inoltre la Francia entrerebbe in aperto conflitto con il board della stessa BCE e lo stesso Trichet che oggi hanno ribadito l’indipendenza dei propri membri del direttorio in rapporto agli Stati di appartenenza.

Da parte del governo italiano e dei suoi massimi rappresentanti, se non fossero così inadatti e cialtroni, non dovrebbero sussistere problemi. Salvo per il fatto di aver negoziato ciò che in realtà negoziabile non era.

Infine parliamo della nomina del nuovo direttore di Bankitalia. Avevo accennato alle mie preferenze  nel blog “FMI in cerca di poltrone”. Il mio miglior candidato é per competenza e capacità lo stesso Bini Smaghi. Ma é difficile.  Grilli, il beniamino di Tremonti, essendo il suo direttore al Tesoro,  é per evidenti ragioni di connivenza troppo praticata con i politici e la politica il meno indicato. Bankitalia necessita di uomini con la schiena dritta e non di professionisti pronti a piegarsi alle esigenze della politica. Bankitalia é e deve restare indipendente . L’altra possibilità , l’alternativa di tutto rispetto, è Saccomanni, attuale vice di Draghi e persona di grande spessore. Credo sia il candidato in pectore dello stesso Draghi. Non ci mancano le eccellenze. Occorre utilizzarle al meglio per giungere all’ottimizzazione dei risultati. Un’ultima considerazione circa le ultime dichiarazioni espresse da Sarkò . Ha dichiarato che l’Italia si é impegnata e lui non ha ragione di credere il contrario.

No direi che il Primo Clown si é impegnato su una materia su cui non doveva, né poteva. Al massimo avrebbe potuto dire che ci avrebbe provato .Così come non avrebbe potuto negoziare un tale accordo l’estensore della dichiarazione. Allora chi é causa del suo mal pianga se stesso . Ma forse il Nostro troverà i modo di ricompensarlo in altro modo……..

Quando penso che l’Italia é rappresentata da simili personaggi ,posso meglio comprendere il desiderio di alcuni di essere apolidi.

Buona vita a tutti.

 

Advertisements

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in europa, politica-economia, relazioni internazionali e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.