FAZIOSITA’ E MENZOGNE


Image representing Twitter as depicted in Crun...

Image via CrunchBase

Come molti di voi, ieri sera,  ho dato l’addio ad Anno Zero, almeno nella formula attuale.  Nel corso della trasmissione ero su internet e seguivo con particolare interesse le reazioni delle persone che commentavano in tempo reale il succedersi degli interventi. Per inciso devo ammettere che questa soluzione ,almeno per le trasmissioni di approfondimento, é una “figata pazzesca” , come usano dire i  giovani contemporanei. Sì perché ti proietta con effetti immediati nel grande salotto, nella grande nuvola,  che siamo tutti noi; i nostri pensieri, idee, passioni e  vivere il pathos all’unisono, permettendoti di intervenire ad ogni istante che tu ritenga opportuno.

Uno scambio di pensieri, contumelie, sensazioni, che nel caso di Twitter sono racchiuse in 140 parole. Sintesi forzata, ma costruttiva per esprimere i propri feelings con il massimo d’efficacia. Un utile esercizio per comprendere la tipologia di  comunicazione dei nostri giorni. Dalla contrazione verbale  tipica degli SMS, a quella di pensiero ,che non lascia spazio alle ridondanze.  Bene , e mentre tutto questo andava in onda, mi sono trovato a meditare sulla faziosità che tutti ci accomuna, chi più , chi meno. Delle personali idiosincrasie verso l’uno ,o l’altro, oppure nei confronti di intere classi sociali.

Cominciamo con il dire che i cosiddetti ” tecnici ” sono proprio coloro che mostrano per primi le loro debolezze. Il povero Castelli, pensate, ex ministro della giustizia, che al pari di molti di coloro che oggi affollano gli scranni del Parlamento ostentava il suo “Tablet PC“.

Pare che quest’ultimo sia il massimo oggetto di culto da parte di questa sgangherata masnada di politici del nulla . Che per mostrarsi “à la page”, all’altezza della loro supposta bassezza , si sentono in dovere di mostrare gli ultimi gingilli tecnologici. Il messaggio, non tanto subliminale, che vorrebbero trasmettere é senza dubbio quello di indicare, attraverso il possesso di questi media, anche la capacità di essere in grado di saperli usare. Peccato, perché é stata  evidente la loro elementare incapacità di gestirli. 

Non per essere oltremodo fazioso, ma vedete il problema é che tu puoi anche comprarti il tablet ,ma poi devi anche avere il cervello ad hoc per godere appieno delle opportunità offerte. Ecco, quello ,forse, lo avevano dimenticato  a casa ,se mai ……. E la dimostrazione la si é avuta quando,  volendo mostrare dei dati circa il bilancio del ministero della giustizia, errati e contestati da Santoro ,il buon Castelli ha tirato fuori il cartaceo documento.  Ed allora non sarebbe meglio presentarsi umilmente al cospetto dei telespettatori con “in zucca” i dati necessari senza dover far ricorso ad elementi tecnologici avulsi dalla pratica quotidiana?

Veniamo ora al protagonista in negativo della serata: il ministro Brunetta.  Volutamente lascio perdere le varie considerazioni circa la statura fisica, desiderando invece concentrarmi su quella intellettuale.  Ripetutamente il ministro ha invitato vari interlocutori durante la trasmissione a “studiare”. Un elemento che prova quanto, a differenza delle persone veramente colte,  lui riponga troppa sicumera nella propria. Sempre immerso nei gangli del potere, che lo ha sempre aiutato ad emergere ed a galleggiare ,a restare in vetrina ,nelle tante e variegate posizioni ricoperte, questo personaggio, tipico esempio dell’età craxiana, rivela di quell’era tutti i mali ed i limiti.     Professore associato dal 1981, lo é rimasto fino al 1996 ed é andato in pensione nel 2009 da professore ordinario. Nel suo divenire ha parteciapato a tantissime pubblicazioni, convegni, congressi. E’ stato consigliere economico del governo Craxi 1 ,del governo Craxi 2 . Cineticamente instancabile ha fatto e partecipato a miriadi di cose, ma alla fine il senso accademico di tutto ciò é questo: sul database ISI WEB of knowledge che è un pò la vera bibbia degli accademici, quale lui ama appartenere, il Brunetta risulta avere 7 pubblicazioni  dal 1986 al 2010.   5  di queste classificate come “Conference information”, cioé niente più che che note informative.  Il suo H- index risulta essere zero! Così come il tasso medio di citazioni per anno. Quest’ultimo dato la dice lunga sulla qualità del suo sapere accademico ed immagine  . Un medio politologo, o economista, ne ha almeno una ventina,. Un esempio per tutti .Un economista vero, Monti, presidente della Bocconi ,raggiunge il centinaio.

 Vedete, in questo paese l’ignoranza regna talmente sovrana che i millantatori abbondano. Millantare é da sempre ,nei paesi mediterranei, appannaggio permanente del ceto politico. Se voi leggete la Navicella 2008 che racchiude i titoli e le opere dei deputati e senatori del sedicesimo parlamento repubblicano vi renderete conto delle numerose edulcorazioni, manipolazioni, estrapolazioni alle quali i nostri rappresentanti politici si sono sottoposti pur di apparire idonei e meritevoli . Molti i palloni gonfiati.  Molti i titoli accademici e non citati a sproposito ,o pubblicazioni di elaborati che non hanno mai visto la luce.                  In effetti la prefazione della Navicella, come nota Massimo Cencelli : “E’ normale che ogni rappresentante del popolo sottolinei davanti agli elettori gli aspetti del proprio profilo politico, professionale , anche umano, che ritiene più interessanti e significativi.  Poi gli elettori, nello specifico i lettori della navicella giudicheranno… E’ uno scambio legittimo:  si viene giudicati in base alle notizie che si danno!” . Ecco perché molti ritengono di fronte a tale esame di aiutarsi e/o farsi aiutare.  Peccato che i giornalisti italiani mai abbianopoi  il coraggio di mettere a nudo il Re.  Ci sarebbe di che scompignarsi dalle risate!

Oggi credo di essere stato “troppo buonista” , ma in onore di Santoro ,vi saluto qui, per non procedere oltre con il tono faceto.

Buona vita a tutti.

 

 

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