TUNISIA : LA RIVOLUZIONE DEI GELSOMINI E’ IN STALLO


The Flying Carpet

Image via Wikipedia

Questo , cari amici , mi sembra ad oggi lo “status”  della rivoluzione dei gelsomini che tanta speranza ha acceso nei cuori dei tanti maghrebini  ,nordafricani, arabi del medio oriente ed europei intelligenti che dall’inizio dell’anno hanno partecipato attivamente, o attraverso i mezzi di comunicazione a questo grande evento tanto atteso.

L’abbattimento della dittatura personal – familiare di Ben Alì e del clan ,o forse é meglio definirla tribù, dei Trabelsi, aveva acceso grandi speranze ,sia al di là ,che al di qua del mediterraneo. Il fatto che tutto fosse avvenuto e si fosse svolto piuttosto  pacificamente,  in quanto a movimento di massa popolare, tralasciando per un attimo alcuni gesti eroici persoanali, ne costituiva  un’altro elemento di prova.

Che l’esercito professionista di cui dispone il paese si fosse dimostrato professionale quanto a distacco in rapporto alle richieste  di libertà e progresso del popolo, aveva fatto pensare che finalmente un capitolo si fosse definitivamente chiuso.

Quello delle sommosse tacitate con violenza , nel sangue, senza il minimo rispetto per le giuste istanze di democrazia. Come avviene d’altronde  in altri contesti arabi  ; Siria, Palestina, Bahrein, Yemen. Dove poteri dispotici, teocratici ,oppure  dittature familiari, tengono in scacco da decenni intere popolazioni. Tutto questo senza alcun intervento esterno che in “maniera convincente”, cioè con  il ricatto d’intervento militare ,o di blocco delle transazioni finanziarie, possa mettere fine ai massacri quotidiani.

Purtroppo però  in questi paesi il petrolio scarseggia e gli interessi geo-strategici non assumono connotati di rilevanza politica sullo scacchiere mondiale.

Ecco, la Tunisia rappresentava e rappresenta un contesto diverso. Meno coinvolta di altri paesi in dispute religiose senza senso, più progredita socio-culturalmente, più ricca della media dei suoi vicini, più aperta economicamente  al mondo, grazie al flusso turistico ed agli scambi commerciali, nonchè all’insediamento di una moltitidine di PME europee, franco -italiane in massima parte.

Anch’io  ritenevo , seppur  ultimamente ,nei miei blog  recenti, avessi espresso qualche perplessità, che l’iter verso la democrazia era iniziato ed  accompagnato dai migliori auspici.  Poi un piccolo sbandamento, che avevo commentato nel mio blog del giorno stesso, il 9 Maggio 2011,  intitolato, non a caso  “Tunisia :a working in progress democracy” . Sì perchè, dopo la richiesta fatta dall’ Alta autorità indipendente per le elezioni di posticiparne la data, sembrava che il governo di Essebsi avesse espresso fermamente la propria contrarietà ad un tale rinvio. Numerose le forze politiche che erano intervenute in tal senso, da Ennahda ad Afek Tunis ad altre formazioni socialiste che avevo commentato.

Ma ecco che oggi il primo ministro torna in televisione e ritorna sulla decisione presa dichiarando che le elezioni si terranno il 23 Ottobre, invece del 23 Luglio ,data precedentemente definita .

Ora il problema non si porrebbe se le ragioni addotte fossero realmente ostative allo svolgimento della tornata elettorale. Non vi sono ragioni di forza maggiore , o sommosse popolari.   Si adducono motivazioni quanto meno speciose.

Ovvero :  “E’ imperiosamente necessario di porre termine a tutte le forme di sciopero e di protesta per provvedere all’organizzazione di elezioni democratiche, libere e trasparenti il 23 /10 prossimo” 

Queste le parole ponunciate con tono fermo e senza appello. Ho sempre apprezzato la figura del vecchio Essebsi , personaggio onesto intellettualmente , pur appartenendo alla vecchia guardia della politica araba . Abituata cioé ad indirizzarsi a massa analfabete e sprovviste d’informazioni. I tempi sono mutati . Ma ciò che mi colpisce maggiormente é l’impressione che la compagine governativa , piuttosto variegata , che circonda il primo ministro, sembra  spingere per un rallentamento della fase emotiva e sentimentale.

Sembra cioé  “molto impegnata” ,di fatto,  a rallentare il processo di avvio di questa democrazia.

Le ragioni  sono di vario tipo . Economiche  : bene, é chiaro che il flusso turistico al quale il paese era abituato quest’anno subirà un tracollo di almeno il 40/50%. Essendo avvenuta a Gennaio la rivoluzione dei gelsomini, i tour operators hanno tutti dirottato in tempo, crociere ,  pacchetti ,   flussi  abituali , dalla Tunisia alle isole greche e turche.

E’ altrettanto evidente che la situazione economica ha generato l’arresto ,anche se temporaneo, di quasi tutti i settori manifatturieri, ma  a fatica la produzione é via di ripresa.    

Gli scioperi e le proteste sono reali, ma queste sono in gran parte dovute all’inettitudine del governo che ormai da 3 mesi non ha mosso un dito e non é intervenuto minimamente per alleviare le difficoltà economiche delle famiglie che subiscono una riduzione degli introiti salariali e sono costrette, come negli anni ’50/60 a comprare i pochi generi alimentari a credito.

Che le casse dello Stato fossero quasi vuote lo si sapeva già da Marzo. Che le banche non desiderino prolungare oltre,  il medio credito agli artigiani ed alle PME, é altrettanto evidente.   Ora,  un governo capace avrebbe dovuto sapere e comprendere  che le condizioni di emergenza imponevano interventi d’emergenza per aiutare famiglie e PME in difficoltà. La UE ,le organizzazioni internazionali ,gli USA stessi , hanno aperto i portafogli e non credo esistano problemi per superare 3/6 mesi di penuria di liquidità , prima di toccare finalmente la riva opposta del fiume .

Quella che pone fine alla transizione , alla “no man’s land” , che ci riporta nell’alveo puro della democrazia rappresentativa. Questo governo non ha altro incarico fondamentale !

1)Assicurare la gestione degli affari correnti  2) Condurre il paese alle elezioni e dimettersi.

Ecco le elezioni per l’Assemblea  Costituente rappresentano il primo atto di una conta politica. Di un conteggio tra chi realmente conta nel paese, dopo anni di dittatura , chi detiene il potere a sua volta di dettare la nuova Costituzione del paese.  Le 65 formazioni riconosciute idonee ,sono in gran parte un elefantiaco risultato, una moltiplicazione di un massimo di 7/ 8 grandi formazioni che in realtà dovrebbero avere titolo.

La paura del partito Ennahda  é utilizzata dai media , che sono  sostanzialmente nelle mani delle solite famiglie,  come il vecchio dittatore era uso utilizzare  Alquaedà a fini interni per la paura , a fini esterni per giustificare la propria dittatura!   Il fondamentalismo , quello vero, in Tunisia  non esiste!    Non ne esistono le condizioni.  Allora si dice , o si fa dire, a questa fantomatica Autorità che le condizioni organizzative non ci sono ed occorre attendere Ottobre.      

Nel frattempo la situazione economica non può che peggiorare….. Ramadan é alle porte dai primi di Agosto. E durante Ramadan le attività sono rallentate. Settembre si annuncia carico di cattivi presagi.     Sembra che si voglia giungere ad uno scontro.     E’ chiaro che il rinvio delle elezioni genera tensione.   Disaffezione politica per coloro che vogliono rapidamente metter fine alla transizione e cominciare a costruire il nuovo paese. 

Invece di rasserenare gli animi ,come occorrerebbe,  buttando acqua sul fuoco della protesta,  si butta benzina.    La disoccupazione sale vertiginosamente . I giovani sono sempre più demotivati,  arrabbiati , delusi. La situazione alla  frontiera Tuniso -libica con circa 500.000 rifugiati , rischia di  divenire esplosiva. Ed anche questo può diventare  un’ulteriore tema di scontro tra le forze politiche.

E’ quanto mai strano che i partiti politici, che secondo i più recenti sondaggi rappresentano assieme più del 50% del voto generale, si dicano favorevoli a mantenere la data delle elezioni del 23 Luglio e che il  governo transitorio , eletto nient’altro che per condurre alle elezioni ,decida, dopo un mese, a ciel sereno, di posticiparle.

Mi auguro vivamente che questi signori si rendano realmente conto di ciò che fanno.       Dei rischi che una tale decisione comporta. Delle incognite politiche e sociali che possono innescarsi.

Mi auguro che lo stato maggiore dell’esercito,  che ad oggi si é comportato in maniera esemplare , a differenza del ministero degli interni, si renda conto delle difficoltà a venire e del ruolo che sarà chiamato a svolgere .

Infine mi auguro che il ceto economico, la classe dirigente , la borghesia nazionale ,come amo definirla, si renda conto che non é pensabile ,”rebus sic stantibus”, alleviare il peso economico che prima , o poi dovrà pagare, il tributo in termini di redistribuzione delle ricchezze . 

Se il disegno e la strategia sono quelli di ridurre la portata delle riforme attese e del ruolo che in queste deve avere la classe media del paese,  60% della popolazione , allora credo che vi sia un grosso errore di calcolo.

Credo da osservatore esterno ,amico del vostro paese, che rischiate di perdere il corso della storia e annientarvi.

Spero non dover mai commentare delle pagine di violenza e di scontri nei prossimi mesi. ed io ,da ateo quale sono ed amo professarmi, spero che i musulmani, quelli veri,  mostrino la pazienza e la tolleranza , nonché l’intelligenza di non cadere nei tranelli che senza dubbio verranno tesi.

Buona vita a tutti ,  Inchallah ( se il “vostro” dio vuole)

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