ISRAELE : NETANYHAU E L’ISTIGAZIONE ALLA PAURA


Gabi Ashkenazi

Image via Wikipedia

Mi occupo spesso di politica medio-orientale e di Nord -Africa, molto raramente d’Israele e della sua politica interna ed estera. Una delle ragioni é l’impasse che ormai da oltre dieci anni vive la politica di quel paese. Molto simile per tipologia di rappresentanti politici a quella nazionale ; inamovibili, corrotti e tendenzialmenti autoreferenziali . 

Un deficit economico pesante ed un ruolo altrattanto grave esercitato dal ruolo della religione e dei suoi seguaci più fondamentalisti. Due elementi questi che ne limitano molto il divenire ed  il progresso. Ma soprattutto la soluzione del problema dei problemi : la questione Palestina, il reciproco riconoscimento e la fine di un’economia di guerra.

La secolarizzazione sempre più evidente delle nuove generazioni lascia ben sperare, così come il ruolo dell’intellighentzia e dei ceti più colti del paese. Resta un tappo, un’ ostacolo che riesce comunque a mantenere in piedi quella “teoria della tensione” ben conosciuta da noi italiani.  Quella paura ben fomentata dell’irreversibile, dell’irreparabile, dell’ineluttabile che rappresenta “la sopravvivvenza ” del paese. Non credo ,né ho mai creduto, che la minaccia paventata si possa mai verificarsi in realtà. Non lo ritengo neanche oggi.   Ma é evidente che il vento di libertà , di democrazia che spira in tutta la regione dovrebbe far riflettere le élites ebraiche più liberali, più coinvolte nel senso di aprirsi  ad un “nuovo Israele”.

Un paese pieno di risorse umane , tecnologiche, economiche che va ben al di là dei confini geofisici e che si estende agli USA ,dove la comunità ebraica è da sempre finanziatrice  e sostenitrice , ma anche all’Europa, prossima in senso lato. E’ ora di mettere una pietra sopra il passato ed andare avanti . Iniziare un nuovo percorso con la comunità palestinese che é intimamente legata al divenire dello stato d’Israele e che attende di partecipare attivamente ad un diverso sviluppo dell’area. 

Ecco trovavo necessaria questa premessa per meglio chiarire ciò che adesso intendo approfondire.

Purtroppo, come  spesso scrivo, al solito, certe informazioni passano quasi inosservate sulla stampa mondiale . Ebbene niente meno che Meir Dagan, il potente capo del Mossad , il servizio segreto israeliano , dimesso  dal primo ministro , ha ,contrariamente alle abitudini del paese, preso la parola. E udite ,udite ha definito la politica del governo di Bibi ,il diminutivo del premier : ” irresponsabile ed avventata” .

Ha affermato inoltre che una pace con i Palestinesi non solo é possibile ,ma auspicabile!Questo attacco diretto e frontale contro la versione governativa di difesa del territorio é tra l’altro estesa all’altro potente ministro della compagine governativa, Ehud Barack.          Un’altro falco dell’estesa platea dei tromboni della destra populista che esercitando tutti i possibili schemi e anatemi della destra  si mantiene e mantiene a galla il suo partito politico.

In verità sono sei mesi , dal momento delle sue dimissioni ,che in una serie di incontri con la stamapa israeliana e straniera,  Degan afferma che la sicurezza ed il futuro stesso d’Israele é messo a serio rischio dalla politica aggressiva praticata dal governo.                  Ora il problema non é circoscritto a questo personaggio, per quanto importante , dell’apparato ,ma si estende ad altri pezzi da novanta della politica -militare israeliana che recentemente sono stati rimossi dal governo perché entrati in rotta di collisione con la politica governativa che assume rischi e prende posizioni sempre più aggressive nei confronti dell’Iran e soprattutto contro il contesto arabo politico circostante.

E chi sono questi altri due alti ufficiali coinvolti? Nientemeno che Yuval Diskin , capo supremo dello Sin Bet, il servizio di sicurezza interno e Gabi Ashkenazi  il capo di stato maggiore dell’esercito.  Questi tre personaggi sono stati rimossi da Netanyhau e rimpiazzati con altri più vicini alle sue posizioni . Mai in nessun governo del passato si é dato corso ,senza seria e  documentata motivazione , alla rimozione di tre personaggi di così alto livello . Personaggi che per le loro funzioni , intimamente legate alla sicurezza del paese, ricoprono in Israele un potere ben superiore a quello di pari grado nei paesi occidentali.

Ma l’aspetto più inquietante della materia che spiega anche le ragioni di questo blog é il seguito della più recente intervista di Degan.  Egli ha  affermato, senza alcun indugio, che sembra non vi sia più nessuno in grado di opporsi seriamente alle volontà aggressive e guerrafondaie praticate da Netanyhau. Il riferimento era diretto all’Iran ed alla prosecuzione del progetto di nuclearizzazione in atto in quel paese.                                      

Già negli anni ’80 Israele provocò l’annientamento sul nascere del primo sito nucleare iraniano. Ma allora il contesto storico ed il ruolo ,molto secondario, dell’Iran non rischiavano effetti a catena di portata mondiale.  L’Iran é oggi la superpotenza militare regionale, di fede sciita, la roccaforte dei diseredati musulmani, che rappresenta per l’Arabia Saudita e tutti gli Stati del Golfo il più temibile nemico, ora che il ruolo dell’Egitto si é per evidenti ragioni interne affievolito ed il suo esercito inquinato in termini  di affidabilità.

Riprendendo il tono delle dichiarazioni ha affermato che non c’ é da stare tranquilli con una tale leadership. Aggiungendo che un conflitto con l’Iran porrebbe in serio pericolo l’esistenza stessa di Israele in quanto Stato.  Queste dichiarazioni provengono da un personaggio che non solo per le funzioni ricoperte , ma anche per ideologia é di destra. Un’accusa del tipo sarebbe per il governo più semplice da disinnescare se provenisse  da sinistra.

Ben Caspit, noto giornalista del quotidiano Mariv, ha definito Netanyhau il personaggio più a destra ed antiarabo della politica israeliana. “Uno che odia gli arabi a colazione , a pranzo ed a cena”. Un uomo senza visione strategica ed  irresponsabile.

Una cosa é certa, quando il destino ed il futuro di un popolo si basa su presupposti bigotti, su “lebensraum” (spazio vitale, tipico dell’espansione nazista in Europa) dottrina del governo israeliano per giustificare l’occupazione dei territori palestinesi, é giunta l’ora che i conservatori si oppongano  a queste dottrine.

In caso contrario significherebbe che il dato storico della tragedia del popolo ebraico non ha insegnato nulla ,non solo al mondo ,ma persino agli ebrei stessi.

Fiamma Nirenstein, parlamentare molto vicina a Berlusconi e paladina della giustificata aggressività governativa sembra assomigliare sempre più alla Fallaci obtenebrata dai druidi e dal Libano degli anni ’80. Ma il vento cambia e gli amori passano. Occorre aprire gli occhi e la mente ed andare avanti!

Avendo avuto occasione di scambiare quattro parole con l’attuale primo ministro, tanto tempo fà , quando ricopriva la carica di ambasciatore  negli USA, mi viene alla mente una riflessione. E’ mai possibile che i più grandi amici degli americani diventino, nel tempo, i loro massimi nemici e detrattori……..

Lo stop a mire espansionistiche israeliane, dato intelligentemente da Obama nella recente visita di Netanyhau in USA, sono stati un chiaro avvertimento. Ma forse uno ancora maggiore é stato quello pervenuto al primo ministro dal gotha dell’ebraismo americano che ha ripetutamente applaudito il discorso fatto da Barak Obama nell’ incontro del giorno dopo. Senza il supporto delle lobbies ebraiche americane il falco resta a terra  ,ma soprattutto senza soldi.

Buona vita a tutti.

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