La Repubblica Romana


The monument to Bruno in the place he was exec...

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E voi mi direte e che c’entra con il nostro 2 Giugno. C’entra ,c’entra, eccome se ……..Raramente guardo la TV, se non per i Tg. Oggi giusto per curiosità ho assistito ,non per molto in verità, alla parata militare ai Fori Imperiali. E’ vero vi sono molti modi per commemorare ,condividere, partecipare un sentimento nazionale, di identificarsi in una comunità ,che nel bene e nel male ci sovrasta.   Non parlo di appartenenza, poiché quest’ultima necessita di scelta attiva e consapevole.  No, semplicemente così come figli non scegliamo i nostri genitori,  così ci troviamo a far parte comunque di una storia  che non é nostra , ma che viviamo e portiamo avanti, ed  in qualche misura riproduciamo , talvolta inconsci.

Ecco mentre vedevo sfilare queste donne ed uomini mi interrogavo sul significato che oggi 2011 il sentimento di patria possa avere su di noi. Non che ami la parate e forse personalmente preferisco manifestazioni più popolari , più sentite.  Per anni siamo forse stati l’unica democrazia occidentale a non festeggiarla . Grazie  a C.A. Ciampi questa festa é tornata alla luce. Quando penso al modo in cui, ad esempio, la festa del 14 Luglio é vissuta in Francia, o negli stessi Stati Uniti ,il 4 Luglio ce ne corre . Vi sono quindi celebrazioni che vengono dal basso e vivono e si celebrano nella pancia del paese, con balli e canti nelle piazze, con convinta partecipazione ed entusiasmo.  E poi le celebrazioni cerimonia ,quelle che vengono dall’alto che ci ricordano chi siamo, chi riteniamo essere, chi vorremo essere e non siamo. 

 Noi purtroppo apparteniamo al secondo girone. Le ragioni sono molteplici. Storiche ; dall’epoca dei comuni ,alle Signorie, agli Stati nazione ,senza dimenticare lo Stato pontificio che ha da sempre costellato il divenire della società italiana, piuttosto in male. Sempre polemici ,sempre divisi su tutto. La società italiana si é sempre contraddistinta per un eccesso di classismo,conservatorismo, surrogato da una tradizione che ha cementato e rallentato il progresso civile. Due esempi “fulgidi” , come piacerebbe ai conservatori nostrani. I° guerra mondiale .Cadorna, indegno generale,  fece  fucilare ,dopo Caporetto , dai reparti dei carabinieri, centinaia di poveri contadini analfabeti che si rifiutavano di avanzare a mani nude contro l’esercito austriaco dopo la sconfitta . II° La Resistenza, altro esempio di come in questo paese esistano da sempre due anime che in fondo non si conciliano .Guerra civile ,sì certo , mai sopita d’altronde. L’altro ieri un povero peone del PDL ha richiesto di riconoscere anche ai repubblichini gli stessi benefici dei partigiani.

Questo è il nostro paese. Classi, le une contro le altre armate. Un sentimento di rivalsa mai sopito. Non meravigliamoci quindi se non si canta ,né si balla nelle piazze. Quasi mai ci siamo trovati tutti dalla stessa parte in corpo ed in spirito. Nei secoli. E’ quindi logico che questo 150° anniversario ha rischiato di essere quasi cancellato dalle forze politiche. Poi in uno sprazzo di decisionismo il buon Napolitano ha messo a tacere tutti ed é riuscito a salvare l’amor di patria. O quel flebile sospiro che ne resta.  Certo affidare l’organizzazione delle celebrazioni al Dr. Sottile era già un modo per non voler salvare dalla tisi la nostra Repubblica.

Perché cito la Repubblica Romana. Perché é l’esempio più riuscito di abnegazione e di utopia. Una rivoluzione fine a se stessa. Un pragmatico la definirebbe inutile. Creata il 9 Febbraio 1849,  finì tragicamente 5 mesi dopo, l’8 Luglio 1849. Pensate la sua Costituzione fu promulgata scientemente il 3 Luglio, quando ormai le truppe napoleoniche corse in soccorso del Papa Re erano alle porte. Fu il primo stato europeo,seppur non riconosciuto, a proclamare la libertà di credo e l’esercizio dei diritti civili e politici.

L’utopia era finita e le baionette avevano riportato l’ordine costituito. E il famoso Papa Re come giusta ricompensa in segno di clemenza mandò al patibolo in Campo de’ fiori una decina di poveracci. W Pasquino aggiungo . Che sia chiaro, non  ritengo Mazzini un grande patriota, piuttosto un pavido cinico  intellettuale  borghese che ha usato decine di giovani italiani per mandarli inutilmente al macello per abbietti calcoli politici . Lui intanto viveva in esilio a Londra accudito come un icona. Vi consiglio un film “Noi credevamo“. Ci riconduce al chi siamo e da dove veniamo, dai Giolitti ai Crispi , di ieri e di oggi.

 Comprenderete quindi che il mio idolo sia piuttosto  Garibaldi. Uno che si é speso fino in fondo per i suoi ed altrui ideali che non si é arricchito, né ammantato di glorie .                   La Repubblica Romana una costituzione dalla quale in parte deriva la nostra attuale.           Ma che a mio avviso detiene non solo l’originalità ma anche la superiorità ideologica in termini fattuali. Se già la nostra Costituzione non riesce a concretizzare i propri principi fondamentali in comportamenti coerenti con il suo dettato, per ovvie deficienze sociali e politiche , quella romana  deteneva in sé forse una utopia ancor più grande .                          Forse perché l’umanità dà sempre il meglio di sè nei momenti del pericolo, quando si trova sull’orlo dell’estinzione. E’ un triste destino dal quale sarebbe meglio affrancarsi.

Credo di sapere che un lavoro sulla Costituzione Romana stia per metterlo in scena un’attore che apprezzo ; Ascanio Celestini.  Sarà interessante vedere quale lettura ed interpretazione vorrà dare al tema. Ma da par suo sono certo ne trarrà il massimo per offrire opportinità di comparazione ed insegnamenti per i giorni nostri. Potete, se lo vorrete, andare a leggervela. Da parte mia vi riporto qui di seguito i suoi Principi Fondamentali :

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ROMANA

I La sovranità è per diritto eterno del popolo –  II  Il regime democratico ha per regole l’uguaglianza, la libertà ,la fraternità.Non riconosce titoli di nobiltà,né privilegi di nascita o casta. – III  La Repubblica colle leggie colle istituzioni promuove il miglioramento delle condizioni morali e materiali di tutti i cittadini.- IV  La Repubblica riguarda tutti i popoli come fratelli,rispetta ogni nazionalità: propugna l’italiana. – V  I Municipii hanno eguali diritti:la loro indipendenza non é limitata dalle leggi di utilità generale dello Stato. – VI  La più equa distribuzione possibile degli interessi locali in armonia con l’interesse politico dello Stato é la norma del riparto territoriale della Repubblica. – VII  Dalla credenza religiosa non dipende l’esercizio dei diritti civili e politici. – VIII  Il capo della chiesa cattolica avrà dalla Repubblica tutte le guarentigienecessarie per l’esercizio indipendente del potere spirituale.

Seguivano poi altri capitoli che indicavano come l’insegnamento fosse libero, che le petizioni popolari potevano essere individuali ,o collettive e che la pena di morte era proscritta. Altre ancora le innovazioni giuridiche. Un ‘ultima considerazione a me cara .

Il 21 febbraio a causa della disastrosa condizione delle finanze pubbliche dello Stato pontificio, tipico della gestione ecclesiastica di allora…….il Triumvirato decise l’incameramento dei beni ecclesiastici  per non dover ricorrere ad una tassazione supplementare per i cittadini.   Forse quindi ,per certi versi, la nostra cara  insostituibile, intoccabile Costituzione necessiterebbe di meno lacci e lacciuoli per poter esplicitare le sue potenzialità e realizzare quella parità che i vari Patti Lateranensi e di Relazioni con la S.Sede impediscono di realizzare.

Buona vita a tutti nella speranza che si realizzi.

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