ITALIA DOMANI


Romano Prodi (second from the right) at the He...

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Prendo lo spunto dall’eccellente riflessione di Scalfari su Repubblica di oggi e dalle considerazioni svolte da Panebianco sul Corriere della Sera  di ieri. Due visioni non solo diverse e divergenti, ma che rappresentano bene  la sostanziale distinta interpretazione della situazione marginale in Europa e della débacle economico politica interna.

Panebianco si rende conto del declino inesorabile subito dall’Italia nell’ultimo decennio, ma pone l’accento sulla supposta radicalizzazione delle due fazioni ; conservatori tradizionalisti ,cattolici fedeli di santa romana chiesa e dall’altra comunisti , eterogenei ,divisi su tutto , laici inverecondi, fondamentalmente degli statalisti.                      

Pur rendendosi conto delle vane promesse, non tramutatesi in riforme concrete, ritiene che il problema maggiore per il governo del paese passi attraverso la gestione delle corporazioni.   Ovvero che il problema politico maggiore si riduca alla gestione della società corporativa. Ho molti dubbi in proposito. La sua analisi non mi appare sociologicamente corretta e politicamente scorretta.  Sappiate che le lobbies riconosciute in questo paese sono in numero di 16 ,il più alto dell’intera Europa. Questi poteri forti risultano i principali responsabili dell’affossamento, o annacquamento delle riforme più significative . Dai farmaci generici, parafarmacie, concorrenza ,ordini professionali, albi professionali di vario genere e conseguenti tariffari ecc.,ecc..

Il principale compito di un governo degno di questo nome é quello di eleiminare i “colli di bottiglia” ,togliere di mezzo rendite di posizione ormai incancrenite nella società italiana per finalmente riprendere il cammino . Panebianco sostiene che la sinistra ha nelle corporazioni del pubblico impiego la sua base sociale.

Evidentemente il professore é rimasto molto indietro quanto a conformazione e peso delle istanze socio-professionali della sinistra. Il pubblico impiego si é ridotto di oltre il 35% negli ultimi 15 anni. Il suo peso e percezione praticamente azzerati. La società cosiddetta liberista, di cui Berlusconi si é fatto portatore e untore ,quella degli imprenditori, quella delle partita IVA,  era divenuta il sole del divenire.

Peccato che oltre la metà di quelle partite erano costituite da individui che fuoriscivano dal lavoro dipendente e si mettevano in proprio per continuare a lavorare in proprio per le stesse ex aziende con profitti dimezzati e diritti azzerati.  Peccato che con la diaspora si perdevano quelle sinergie, quelle capacità di traferimento di know-how, quelle dimensioni aziendali  sulla media europea che permettono di generare profitti sufficienti per autofinanziarsi e far fronte ai costi necessari per la  ricerca e lo sviluppo .  

Lascio perdere il riferimento alla riforma universitaria perché in questo caso le confusioni create tra destra e sinistra riguardo alla politica dell’istruzione,educazione,formazione sono ampiamente evidenti per contradditorietà.

No, non mi sembra essere la faziosità degli italiani la responsabilità del mutamento. Certo  i media soffiano sul fuoco. Come accenna il buon Scalfari,  il pessimismo, la confusione, l’aggressività descritte dai vari fogli darebbe questa lettura.  Ma d’accordo con lui , con  particolare riferimento alla televisione, tutto ciò mi fa pensare ad una precisa volontà di far passare messaggi di paura ,pessimismo e scoramento  per inoculare l’idea che non vi sia in realtà una via di fuga da questa situazione di stallo.

La realtà, almeno vista dal terreno milanese, é ben diversa quanto a sensazioni. L’indifferenza dei giovani sembra avviarsi ad un interessamento più partecipativo,l’astensione tanto sbandierata prima del primo turno ,non sembra essere aumentata ,ma piuttosto leggermente ridotta. Qui la gente é stanca , stufa di veder negati i propri problemi quotidiani. Il lavoro , un tema per tutti  ,un imperativo al quale la classe dirigente deve saper trovare adeguate risposte. Immediate. Ma non solo. Si tratta di riprendere in mano le redini di un paese che sta andando alla deriva Che si fissino pochi obiettivi ,ma che si giunga ad avviare perentoriamente le riforme necessarie.

Entro l’anno il governo di destra , o sinistra che sia dovrà varare una manovra finanziaria dell’ordine di almeno 25 miliardi , per poi continuare l’anno prossimo. I tagli lineari non ci portano da nessuna parte. Occorre rilanciare l’economia italiana, seriamente , partendo da dati incontrovertibili.  Vediamo .

A) Circa il 28% dell’economia  italiana é nera. Un dato inaccettabile per una qualsiasi economia sviluppata. La media europea é di circa il 10%. Il mancato introito per le casse dello Stato é enorme. 

B) Il circolante monetario in Italia é il più elevato dell’intera Europa, salvo quello greco. S’intende con ciò il flusso di banconote che viene scambiato. I due fattori sono estremamente collegati. Se faccio nero , pago in contanti. Il governo Prodi aveva stabilito che da quest’anno non potessero essere effettuate transazioni superiori ai 500 euro in contante. Per evidenti ragioni il governo Berlusconi ed il tributarista Tremonti hanno bloccato il provvedimento. Per inciso mettere un tributarista/fiscalista a “guardia” del Tesoro é un pò comme mettere un ladro a guardia di un forziere. Pensate in Francia e Germania si pagano per carta di credto importi  di 2/3 euro. Carte di debito, credito, costituiscono oltre l’80% delle transazioni. La stessa Spagna ci supera ampiamente. Gli sportelli bancari sono la metà che da noi. La pletora di banche  dimezzata, procedure snellite ed il far banca é consacrato allo sviluppo, non alla gestione corrente.

C) Lavoro nero. Facciamo come in USA. l’IRS americana, polizia per l’immigrazione, chiude per un minimo di due settimane fino a 6 mesi con multe proporzionate  gli esercizi , o aziende che impiegano lavoratori non in regola. La Spagna ha appena varato una legislazione simile. Il lavoro nero é stimato essere pari a circa 5 miliardi di euro di mancate entrate per lo Stato. Lasciando perdere i contributi. 

D) Forse l’argomento più importante per i nostri giovani.  Flessibilità é stato un fattore dirompente della destrutturazione dell’impresa in Italia.   Applicata in strutture produttive e normative rigide é fondamentale. Esercitata in società in cui il lavoro nero é endemico  ed in assenza pressoché totale  di controlli producono solo ulteriore instabilità, disoccupazione ,disequlibri regionali .

Occorre assolutamente , per ricostruire un futuro per i giovani italiani,  ritrovare un equilbrio tra contratti a tempo indeterminato e le varie forme di introduzione al mondo del lavoro. E ciò non solo per rilanciare l’economa che necessita di maggior consumo interno, ma soprattutto per ridare a circa due generazioni le giuste motivazioni al lavoro. Per dare centraltà al lavoro e senso alla vita degli altri.

Queste sono le considerazioni e le risposte che la società italiana oggi va ricercando. A parte le implosioni probabili di questa maggioranza. Occorre che questa sinistra non perda di vista questi pochi elementi, questi temi. Che ponga in secondo piano i fautori di alleanze innaturali. Il centro, conscio della sua subalternità, cerca in tutti i modi di candidarsi ad ago delle bilancia. Il duo Dalema&Casini vuole riproporre per l’ennesima volta un progetto opusdeista. Riconquistare centralità nella società italiana per contrastare il processo di secolarizzazione in atto. Il progresso, la modernizzazione , l’evoluzione civica di questo paese passa prima attraverso la completa attuazione dello Stato laico e di una redistribuzione più equa delle sue ricchezze passate ,presenti e future . Inclusi gli introiti e profitti della S. Sede conseguiti sul territorio dello  Stato italianno.  Circa 8 miliardi di euro annui.

Ecco l’augurio che mi faccio come cittadino italiano,   é che si metta seriamente in cantiere una poltica di riforme che lo renda più giusto e democratico, dove le corporazioni abbiano un peso non dirompente. Le Lobbies  riconosciute in USA sono solo 8. Ecco raggiungere la metà delle nostre sarebbe già un grande risultato.

Buona vita a tutti.

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