SIRIA ED IL NUOVO ORDINE MEDIO ORIENTALE


The Assad family. Hafez al-Assad and his wife,...

Image via Wikipedia

La situazione nel quadrante medio-orientale diviene sempre più confusa. Al di là di quanto appare sulle prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo, che per evidenti ragioni di cassa si dedicano alla più becera dietrologia, é invece interessante verificare gli spostamenti , le divaricazioni politiche nel quadrante mediororientale. Gli sviluppi della protesta popolare in Siria indicano con chiarezza che il regime di Bashar Assad ha i mesi ,se non i giorni contati. Nei miei blog cito spesso la demografia, per evidenziare dei dati di fatto incontrovertibili che spesso i politici e ancor più i militari tendono a sottovalutare, o peggio, ad ignorare.

Se su una popolazione di circa 26 milioni, oltre 8 milioni sono nelle strade, comunicano attraverso internet, utilizzano blogs e rappresentano in larga parte la società siriana più evoluta ,voi capirete che  le repressioni perpetrate negli ultimi 2 mesi non possono non creare un vuoto. La rivolta é ormai incancrenita e molte città oggi sono di fatto nelle mani dei ribelli.Vi sono centri di dissenso in ogni parte del paese al nord,come al sud e sulla parte costiera. Interessante notare l’attivismo del governo turco che nelle ultime ore ha coinvolto ripetutamente alti esponenti di governo e dei suoi servizi segreti per arginare le rivolte che nell’ulltima settimana ha fatto olte 800 vittime . La Turchia è notevolmente preoccupata per l’eventuale caduta del regime, tanto che il 29 Aprile una delegazione al completo si é recata a Damasco.Erdogan ha inviato il ministro degli esteri,il ministro degli interni,capo di stato maggiore dell’esercito ed il capo dei servizi segreti Hakan Fidan, più il loro ambasciatore, per cercare di esercitare la massima influenza e fermare gli eccidi. Sono tornati a casa convinti che le chances di survival siano molto scarse. Il giorno seguente Obama in stretto contatto con Erdogan firmava un ordine esecutivo che imponeva immediate sanzioni sui membri della famiglia Assad per la brutalità usata dall’esercito contro la popolazione civile. Un’ulteriore ragione é che alcuni membri  della famiglia ed ufficiali, sembra siano in stretto contatto con l’Iran. E che l’obiettivo possa essere un colpo di stato militare che porterebbe la Siria sotto l’ombrello iraniano.

L’intelligence americana attribuisce il disegno al fratello di Bashir , Maher, comandante della 4 divisione della guardia repubblicana , responsabile dei massacri in Daraa. A Maher sarebbe legato il capo dell’intelligence siriana il famoso gen.Mamluk !

Ciò che in realtà sta avvenendo é una lotta tra due grandi attori nell’area . Da una parte l’Iran ,che con la situazione di limbo che sta attraversando l’Egitto ,si erge sempre più a potenza regionale e l’Arabia Saudita che ormai é uscita allo scoperto dall’ombrello americano e comincia a procedere in proprio sul terreno, con azioni precise per contrastare l’espansione iraniana in tutta l’area medio-orientale. Ed infatti l’opposizione , cioé gli insorti, ricevono armi leggere e missili anti carro da parte dei sauditi che hanno organizzato ponti attraverso Giordania, Irak e Libano per aiutare la rivolta popolare.       

Ed ecco perché Bashir Assad ha limitato l’afflusso di armi ed equipaggiamento anti rivolta proveniente dall’Iran. Non sapendo fino a che punto quelle armi sarebbero state utilizzate contro la rivolta , o contro il suo potere. Per la stessa ragione ha bloccato da l’invio di  truppe iraniane d’assalto della guardia rivoluzionaria, quelle impiegate mesi fà durante le rivolte a Teheran, che avrebbero dovuto  addestrare le truppe dell’esercito siriano alla lotta antisommossa.

Infine per rendere ancor più colorato il quadro della situazione, occorre sottolineare come l’Iran da oltre 2 mesi, abbia inviato uno dei suoi più validi generali, tra i tanti inetti, Quassem Suleimani, sulla frontiera irano-siriana libanese per allestire un centro operativo per “seguire da vicino” l’evoluzione della crisi siriana, giusto in caso di un putch che dovesse scoppiare “senza preavviso”.

Così, come vedete, dietro reali e giuste ragioni della  protesta popolare in Siria ,si annidano e sono preponderanti ,per certi versi, altre ragioni di ordine strategico-politico-militare che poco hanno a che fare con le prime. L’attività diplomatica israeliana d’altro canto  é al suo acme. L’ordine mondiale da quelle parti sta rapidamente cambiando ed il ruolo stesso, oltre che la sua sopravvivenza,  destano preoccupazione.  

Non per niente il 20 maggio Nethaniau s’incontrerà con Obama, dopo essersi incontrato con Cameron e giovedì con Sarkozy.     Il falco Nethaniau, ex ambasciatore in Usa, oggi é costretto a chiedere aiuto e a guardarsi le spalle. Dopo anni di diniego al firmare accordi con l’Autorità palestinese , oggi forse rimpiange non averlo fatto in tempo! Per inciso l’Italia in tutto questo non conta,o meglio non riesce per evidenti difficoltà interne a far pesare il suo ruolo. Gioca in sordina un suo fantomatico ruolo di pacificatore nel caso libico, ma la sua statura internazionale si è oggi notevolmente ridotta. Il colmo é che questo avvenga quando il mediterraneo sta diventando teatro dello scontro strategico politico militare del mondo . Sia per quanto attiene le rivolte sociali , sia per le risorse energetiche, sia soprattutto per il rischio che molti di questi teatri operativi si trasformine divengano teatri permanenti di conflitto bellico.

La Libia ad esempio. Ho da subito indicato che il rischio che divenga un Afghanistan in casa nostra diviene sempre più attuale. La stupidità francese supportata da quella inglese, ma non stoppata dall’Italia, non conduce a niente di buono. Le opinioni pubbliche sono contrarie ad azioni che ritengono inutili. (Basti vedere  i sondaggi d’opinione in GB e Francia) Promuovere azioni militari a fini di politica interna é de sempre idiota!        Seguire l’onda senza avere un sicuro porto , rischia di portare tutti in alto mare.

Prendiamo infine l’altro grande scontro, giusto agli albori , ma gravido di conseguenze molto pesanti, tra i due attori principali in Medio Oriente, di cui abbiamo accennato sul caso siriano e di cui tratteremo sicuramente nei prossimi blogs: Iran e Arabia Saudita.       

Il sovrano saudita re Abdullah, convalescente di un tumore asportato in USA , rientrato dal Marocco in fretta e furia, dove stava riprendendosi, non ha digerito affatto il modo con il quale gli USA si sono sbarazzati di Mubarak ed hanno appoggiato politicamente le rivolte sociali in Nord-Africa . Ritiene ,non a torto, che in simili circostanze potrebbe fare la stessa fine. Anche le teocrazie hanno i loro limiti (terreni) ! 

Quindi sarà in primo piano ed alla guida della regione del golfo contro l’espansionismo iraniano. Da notare che le parole usate sono chiare.  Ricorso all’azione militare, se necessario. Tutto per difendere i paesi del Golfo (GGC) contro le cospirazioni che, a parere di Abdullah, gli USA sembrano invece tollerare.

I rischi di conflitto hanno serie ragioni d’essere. La supremazia dei sunniti nei governi GGC nei confronti degli sciiti. Basti vedere l’annessione di fatto del Bahrain da parte dell’Arabia Saudita per soccorrerlo dalle sommosse infiltrate dagli hezbollah libanesi.      La posizione strategica nei confronti dell’Iran espressione massima della fede sciita.   Anche in quest’area gli USA stanno perdendo il loro completo controllo. Hanno, é vero, la V flotta in Bahrein, ma  dopo la recente visita del ministro della difesa Gates e del consigliere alla sicurezza nazionale Donilon a metà  Aprile i sauditi hanno ribadito  che le cose sono cambiate.  Che della  sicurezza se ne occuperanno in primis loro stessi non demandando più agli USA le loro sorti!!!! Bel cambiamento non vi pare?

Buona vita a tutti.

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