CINA : UN MODELLO DI SVILUPPO SBILANCIATO E FORSE INSOSTENIBILE


Electronic metronome, Wittner model

Image via Wikipedia

Come spesso ho scritto e sostengo, questa grande galassia umana che é la Cina é profondamente divisa tra passato e futuro. Esiste da tempo  e ne ho accennato in occasione del blog sull’XI Congresso,  blog  molto visitato e letto,   che c’é una contraddizione evidente tra le performances economiche a breve e medio termine e lo stato sociale del paese.

Ciò attiene in modo specifico ad un modello di sviluppo che diviene nel tempo e con il progredire della parte costiera del paese sempre più sbilanciato. La burocrazia ed il centralismo, eredità dell’epoca imperiale, ma che di fatto é , e resta la colonna vertebrale del sistema contribusce a rendere nel tempo questo modello scoordinato ed insostenibile.

Cominciamo con il valutare gli aspetti più positivi,per dedicarci in seguito ai problemi gravi ed irrisolvibili, a mio avviso, con i quali la Cina, prima ,o poi dovrà confrontarsi e dai quali forse emergerà un’altro paese.

L’eccedenza delle riserve valutarie cinesi ha raggiunto nel primo quadrimestre di quest’anno la colossale cifra di 3.05 trilioni di dollari.Anche tenendo conto del deprezzamento della divisa americana,che può essere valutato sul globale  circa 51 miliardi di dollari ,il flusso generato dall’export rimane estremamente elevato.

Se pensiamo che oggi la Cina é il paese che detiene oltre il 30% delle riserve valutarie mondiali e che anche a fronte di periodi  di crisi economica riesce ad accumulare riserve……Ta il 2008 ed il 2009, periodo nero per le economie occidentali, ad esempio,la Cina in Aprile 2009 aveva raggiunto 2 trilioni di dollari di riserve. A dicembre 2010 le riserve ammontavano a 2.85 trilioni e,come ho accennato prima,hanno raggiunto i 3.05 oggi!!! Oltre a sostenere l’immenso deficit del Tesoro americano, acquistando treasury bonds la Cina sta enormemente espandendo i suoi legami geo-politici attraverso prestiti ed aiuti finanziari in tutta l’Africa con paesi notoriamente scarsi di liquidità. Le ragioni sono molteplici. La fondamentale é strategica  per il reperimento e la continuità degli approvvigionamenti di materie prime. Gli europei, al solito ottusi, hanno una visione ancora ottocentesca di questo continente ,basti vedere la politica francese neocolonialista e insulsa. La seconda è politica. I cinesi anche in Europa stanno entrando in forza con capitali e liquidità per aiutare Grecia e Portogallo attualmente in crisi. Una politica che nel medio-lungo termine produrrà teste di ponte economiche all’interno della UE. Negli Usa sono partiti dall’alto. In Europa partono dal basso.

Tutto ciò grazie ad un commercio estero ,ad un export che già nel 2007 valeva  ben 1.22 trilioni di dollari. I settori di punta di questo commercio sono in ordine d’importanza ;elettronica, macchinari di vario tipo, tessile, ottica, apparecchi fotografici ed infine apparecchiature mediche. Già nel 2008 la Cina ha superato la Germania quale primo esportatore globale. Ecco perché la strategia tedesca già dal 2000 é stata quella di alzare il tiro della qualità e quindi del prezzo dei suoi prodotti industriali. Riuscendoci. Ecco invece perché la mancanza totale di una strategia di sistema in Italia ha prodotto la crisi che stiamo vivendo. Bassa qualità e bassi salari ci hanno tarpato le ali ed oggi ci scontriamo con prodotti competitivi asiatici …… dove il brand image  ,il made in Italy per dirla come i pirla, non conta niente…….

A fronte di tutto questo sviluppo, accumulo di ricchezza, dinamismo imprenditoriale e dirigismo economico di sistema,veniamo adesso all’altra faccia di quella stessa medaglia.Una faccia meno conosciuta ,meno sfavillante ….

Al di là dei 300 milioni di cinesi che vivono il boom economico del paese e che hanno raggiunto livelli di consumo notevoli. Che producono miliardari dell’ultima ora al ritmo di 11 ogni anno e che fanno della Cina il 3 importatore di Ferrari,esiste un miliardo, ripeto un miliardo,di esseri umani che questo  miracolo non lo vedono, non lo conoscono e forse non lo vedranno mai.

Cominciamo dal basso.Il numero dei cinesi che secondo il governo sono considerati poveri è oggi di poco superiore ai 100 milioni di esseri umani. Si considera povero chi dispone di non più di 1500 yuan ($229) all’anno. Sì ,avete letto bene,all’anno. Il problema di fondo é che nella prossima decade  i cinesi che secondo questa collocazione di disponiblità economica cadranno in povertà é stimato raddoppiare,cioé raggiungere  tra  i 190 ed i 200 milioni di individui. 

Per dirla in altri termini,come a me piace, la demografia avrà ragione della politica. Dei piani quinquennali, dei progetti di recupero….. La demografia sarà la tomba del modello di sviluppo cinese!!!!!Sì perché la popolazione cinese sta rapidamente invecchiando ed anche qualora la classe media potesse , dovesse partecipare maggiormente al sostentamento di questa larga fetta di popolazione la coperta é,e resterà corta per mantenere l’equilibrio sociale necessario al tasso di sviluppo richiesto.

Vi é inoltre da considerare l’aspetto poco socialista e molto classista di come questa classe media urbana vive la dicotomia crescente tra campagna e città, tra industria ed agricoltura, tra modelli sociali  e di vita tradizionali e modelli pseudo occidentali.

Questa classe media che oggi rappresenta all’incirca 1/3 della  popolazione cinese 500 milioni,  parliamo di redditi tra i 100 ed i  200 dollari mensili ,   ha  nei confonti degli altri 2/3 della popolazione,rurale per lo più,una sorta di classismo pronunciato. Ovvero la considera troppo ignorante, troppo arretrata per comprendere il modello di sviluppo attuale. Incapace in altre parole di rispondere all’esigenza di flessibilità che l’economia richiede e richiederà . Stiamo parlando di masse di milioni di lavoratori che migrano dalle zone del nord-ovest del paese e che si recano nelle zone costiere per lavorare 50/60 ore alla settimana per 60 dollari al mese ,nelle zone extra doganali,dove si trovano la maggior parte delle aziende occidentali autorizzate dal governo a produre in Cina. Vivono all’interno delle fabbriche in dormitori fatiscenti ,in condizioni igieniche orripilanti e a seconda delle esigenze superiori dettate dalla produzione, possono essere rispedite nei territori di provenienza con un minimo preavviso. Recentemente circa 100 milioni di persone hanno perso il lavoro e sono state rispedite nelle zone rurali da cui provenivano e dove chiaramente non hanno occupazione.

Allora la domanda che gli osservatori ,quelli non obnubilati dal profitto, commercio, sviluppo a due cifre, si pongono é , quanto mai potrà durare una condizione di squilibrio così evidente e lampante prima che divenga insostenibile? E qui non mi riferisco ai problemi ambientali che nelle città sono enormi. Tanto che l’aria risulta irrespirabile nei mesi invernali e che le malattie respiratorie colpiscono più del 50% dei bambini. No,mi riferisco a quel modello di sviluppo che le autorità ed il sistema dirigistico continuano a considerare come unico strumento di modernizzazione del paese.

Vedremo se nella  prossima decade riusciranno a limitare le contraddizioni e le enormi diseguaglianze evidenti che stanno sorgendo con sempre maggiore vigore nella struttura sociale. E’ altresì vero che la mole del pro etto é epocale,tenuto conto delle dimensioni geografiche e demografiche dell’universo cinese. Ma la Cina che a noi ancora oggi appare come insieme monolitico é un paese che si risuddivide per etnie, lingue , culture in circa 28 rivoli  per  voler essere molto sintetici. Oggi queste differenze, queste  diversità non riescono ad affiorare ,non sono tenute in considerazione,ma domani? Chi può crederlo?

Buona vita a tutti.

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