GERMANIA: CONGIUNTURA ECONOMICA FAVOREVOLE. ITALIA AL PALO.


International Monetary Fund's Managing Directo...

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E la Germania va…….Proprio oggi il governo tedesco ha comunicato le nuove previsioni di crescita ed il risultato economico del paese. Praticamente si trova ad essere l’unico paese europeo ad essere fuori dalla crisi ,mentre il resto della UE ha notevoli difficoltà a raggiungere i dati del 2008.  Tasso di crescita previsto per  quest’anno 2.6% , 2.3%  già acquisito in Gennaio.  Uno schiaffo nei confronti della revisione  all’indietro del dato italiano 1.1% . E pensare che negli ultimi 20 anni la ripresa tedesca ha significato la ripartenza anche per quella italiana.

La prima economia europea approfitta della domanda dei paesi emergenti per tutto ciò che la sua industria é capace di offrire in termini di alta qualità; macchinari, prodotti chimici, autovetture made in Germany e non solo . Infatti le nostre PMI da sempre hanno costituito il back market, i produttori di molti prodotti poi assemblati in Germania. Purtropppo molti dei nostri imprenditori hanno creduto di poter vivere di rendita, come dei pesci pilota, delle mosche cocchiere. Sbagliando.

Ciò che colpisce é che questa crescita é sempre meno dipendente dal commercio estero, dall’export. Contro un 1.3% dell’anno scorso su una crescita del 3.65% quest’anno il contributo estero é di appena lo 0.5 e quello previsto per l’anno prossimo 0.3% su 1.8% della previsone governativa.

Questo é il ciclo classico , quello che si definisce il ciclo virtuoso. Un ciclo che l’economia italiana ormai non conosce più dagli anni ’70. Cioé, l’export dà l’impulso che genera poi a sua volta l’avvio degli investimenti e poi del consumo. In effetti in Germania le imprese reinvestono in grande misura i profitti generati dall’export ,che permette maggiore occupazione, che determina poi una maggiore propensione delle famiglie a spendere e consumare.

Purtroppo la tradizione degli imprenditori medi italiani non è nella generalità la medesima . Investono fuori dall’impresa ,in immobili ,o altre attività, se non approfittando dell’export per lasciare fuori il 20% ,o più del valore delle merci esportate. Questa é in fondo la pietra filosofale dello sviluppo tedesco. La continuità e la capacità di reinvestire rende l’economia tedesca più resiliente, più strutturalmente  abile e forte. Chiaramente questo permette di reagire meglio alla crescita del prezzo delle materie prime, delle catastrofi  ecologiche ,vedi Giappone, della crisi debitoria delle banche di alcuni paesi europei.

Nel 2009 la dipendenza economica tedesca dall’export l’ aveva fatto precipitare a picco nella crisi ,subendo gli effetti dell’arresto della domanda mondiale di prodotti industriali di gamma alta. Il PIL si era ridotto di ben 4.7%  e raggiunto più , o meno i livelli dei suoi partners maggiori.

Oggi si assiste ad un processo inverso. La Gran Bretagna ha rivisto al ribasso la sua previsione di crescita portandola all’1.7%, l’Italia ,come già accennato non supera l’ 1.1%, la Spagna ,pur con qualche dubbio da parte degli specialisti , punta al 1.3%,la Francia conta di attestarsi sul 2%, Ma ha già ridotto la previsione per il 2012 al 2.25% valutando le incertezze del contesto economico internazionale.

Altri paesi europei presentano tassi di crescita del tutto soddisfacenti per riassorbire la disoccupazione ;Polonia , Svezia. Ma certamente il ruolo di locomotiva spetta sempre alla Germania. Ecco allora che gli eccedenti tedeschi del 2010 ,spesso criticati dai partners europei, oggi vengono apprezzati dai partners che ne beneficiano.

Da quest’anno al 2015 il tasso di crescita medio tedesco sara del 1.75%. Un tasso del genere farebbe dire ai governanti italiani di essere i migliori al mondo ed a Tremonti di chiedere al Vaticano ,sempre pronto a beatificare coloro che gli permettono di non pagare le tasse , di farlo santo subito. Tanto ormai ,nella chiesa opusdeista e ciellina ciò  che conta è il fine, la santificazione non si nega più  a nessuno!  Se fossi un credente sarei un calvinista, ma per fortuna mi sono affrancato dal tribalismo di ritorno!

Questa performance tedesca permetterà inoltre di ridurre il deficit pubblico che molto probabilmente riuscirà a decrescere più rapidamente.

Cosa ci dice tutto questo? Primo, che i nostri imprenditori non sono più in grado di seguire la scia tedesca e certo ,in questo, non solo per colpa del  governo. Se sono soli ,come affermano oggi, é perché in fondo se lo meritano. Hanno privilegiato una medio-bassa qualità di prodotti, non hanno investito in modo continuativo per essere competitivi, hanno ridotto il personale in modo non selettivo, preferendo una politica di bassi salari. Niente investimenti tecnologici avanzati , niente investimenti immateriali, niente R&S  ecc.ecc. . La tipica strategia del piccolo é bello. Marketing zero, differenziazione q.b.

Bene oggi sono spiazzati , sotto capitalizzati, non reattivi e più che altro hanno perso quote di mercato via Germania ed altrove rimpiazzati da altri competitors. Come il nostro Primo Clown, da loro divinizzato ,fino a poco tempo fà ,hanno sempre avuto la stessa sindrome: apprezzano l’assenza di governo perché si opera meglio secondo la logica di questi accattoni imprenditoriali senza regole. Salvo che quando non ci sono più regole cane mangia cane, o in maniera più istruita “homo hominis lupus” con un linguaggio che  é loro meno congeniale . Ed ecco che oggi sono indebitati con le banche perchè al contrario dei tedeschi, loro non operano con capitali propri, no, loro sono più intelligenti ,loro li prendono in prestito.Loro fanno i leasing, poi quando sono in braghe di tela, ricorrono al factoring ,poi giunti  al collo vanno a piangere al muretto bancario.

E poi assistiamo alla vergogna di una presidente di Confindustria che si lagna perché afferma che gli imprenditori sono lasciati soli? In un paese dove ,secondo l’Agenzia delle Entrate oltre il 71% delle imprese in Italia dichiara di essere in perdita da oltre 5 anni? Certo, se in bilancio ci mettiamo due mercedes di famiglia , la barchetta, l’affitto dell’amante, lo scannatoio del presidente, il pied à terre del figlio cretino  ed  i “viaggi di lavoro” del Sciur Brambilla , Brianza docet………………Forse quei presidenti ,attuali e passati, farebbero meglio a leggere ed approfondire i temi dei giornali di loro proprietà ,Sole 24 ore, invece di leggere Chi, o Novella 2000!

 In un paese normale quindi  un’impresa con queste caratteristiche  chiude ,o la si fa chiudere! D’imperio! Ma certo ,se anche il Primo clown si lagna per una sentenza finale che lo condanna per aver pagato il giudice condannato a sua volta (400 mila euro) che attraverso un lodo gli ha regalato la Mondadori, allora siamo alla frutta. 

Si é persa di vista la realtà delle cose . Il difetto dei furbi é che ripetono sempre se stessi . E finiscono per essere dei poveri pirla! Non hanno creatività. Ed alla fine si ritrovano tutti col sedere per terra. Pardon , ci ritroviamo tutti col sedere per terra, perché siamo complici di questa politica indecente, inconcludente ed irragionevole.

Quindi , quando ascoltate le lodi sperticate che si lanciano sulla stabilità e sulle capacità di Tremonti , ascoltate piuttosto la persona più capace ed intelligente che in questo momento  l’Italia abbia ;  Mario Draghi. E leggete le sue dichiarazioni in proposito di risanamento e sviluppo . La politica deve ritornare a fare il suo dovere primario; supportare e garantire l’interesse pubblico su quello privato e ricercare le condizioni ideali per lo sviluppo del paese. Non rappresentare gli interessi di un ceto politico ormai avulso dalla realtà sociale ed economica del paese.

Buona vita a tutti.

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