Promesse ,mistificazioni e realtà.


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E’ un peccato che voi non possiate leggervi la stampa nazionale tunisina per comprendere fino a che punto la mediatizzazione del problema migrazione sia vissuto da una parte e dall’altra del mediterraneo. Il quotidiano pro-governativo La Presse, il più importante giornale in lingua francese, poneva in prima pagina ,ma in secondo piano, rispetto ai problemi domestici, la visita di Berlusconi.

Il titolo recita : “L’Italia disposta a dare un aiuto significativo alla Tunisia“. Poi l’articolo continua con il solito linguaggio formale e diplomatico sulle relazioni amichevoli tra i due paesi. Infine tratta del problema emigrazione senza addentrarsi nei particolari.  Questa é la realtà.  Neanche viene nominato il ministro Maroni, poiché si parla del  seguito, della delegazione italiana. Viene per contro menzionata la presenza del Ministro degli Esteri tunisino Mouldi Kefi. Ho ggiunto una not al mio blog di ieri a questo proposito. In realtà nella notte tra i tunisini si é aperto un contrasto tra il ministro degli esteri e quello degli interni che ha condizionato poi il prosieguo della negoziazione.  L’impressione dominante é che non si voglia impegnarsi oltre.    Si riconosce l’importanza del problema , ma in fondo si ha la cognizione della temporaneità del mandato e che non vi siano le condizioni per un impegno a medio-lungo termine.

Sicuramente la stampa italiana, tutta, sottolinearà che si é firmato un accordo. Certo, un’accordo “pro tempore”. Niente più!  La ragione per la quale mi dilungo su questo punto é che la mistificazione della realtà in cui questi incontri si svolgono raggiunge livelli tali per cui definire questo tipo d’informazione “libera” risulta  una contraddizione in termini.

Il nostro Primo Clown é sempre il solito. Due anni fà, invitato qui a Tunisi ,nella sua stessa televisione  ,Nesma, di cui é proprietario assieme a Tarek ben Ammar, lanciò un proclama, un  programma di invito ai tunisini menzionando l’amicizia ,la solidarietà e la grande accoglienza con la quale gli italiani accolgono i maghrebini. Potete godervi lo spettacolo di questo campione, che di cazzate ne spara centinaia,  in un francese approssimativo , da cabarettista quale é ,e sempre stato, sulle navi da crociera, racconta di un’ Italia inesistente.  Andate a godervelo  su You tube, lo spettacolo é assicurato.

Ricorda questo camaleontismo di un uomo che ,a seconda del pubblico che lo circonda, si rende venditore di tappeti. Sì proprio un venditore maghrebino di tappeti che deve per forza vendere la propria merce.  Diverso é il discorso della ricerca di empatia. Si trattasse di questo , sarebbe comprensibile che un politico ricerchi l’empatia dai propri elettori. Ma quando l’empatia la si ricerca all’estero, su media televisivi, con argomenti che hanno sapore di promessa , o peggio di impegno, allora il discorso é diverso. Perché impegna con la sua parola il Paese che indegnamente rappresenta. Indegno perché non all’altezza culturalmente e  funzionalmente  di ricoprire una carica per la quale é stato eletto. Ecco quindi il problema.

Il fatto elettorale é sicuramente non probatorio. Ma se un Primo Ministro non ha coscienza di sé e della funzione e responsabilità che ricopre , il problema si pone.  O s’impegna ad uitlizzare all’estero un interprete dotato di censura. O come il Presidente dell Repubblica, si accompagna per dettato costituzionale ad un ministro ,poiché non ha responsabilità istitutuzionale e quindi non impegna il governo.   Ecco che siamo arrivati al punto.

La selezione del ceto politico. Non possiamo continuare andare avanti per molto con un Primo Ministro che ormai é considerato da tutte le cancellerie  europee, e non solo , come un appestato. Un ricco appestato. Ma sempre appestato e non degno di sedersi a pari merito con gli altri suoi pari. La verità é che occorre onestà intelletuale. Occorre prendere atto che ci siamo sputtananti. Occorre comprendere che abbiamo esaurito le ormai scarse risorse di credito all’estero.

Ciò che scrivo non ha e non vuole avere altro interesse  se non quello di chiarire che in politica estera oggi l’Italia subisce ,purtroppo a causa della posizione del Primo clown, un danno evidente nelle diverse manifestazioni e processi decisionali  in cui é coinvolta che rischia di divenire irreversibile. Non prenderne atto significa rendersi complici di un sistema che ha come solo interesse quello di perpetuarsi.

Se almeno si potesse dimostrare  che le riforme annunciate da oltre 10 anni  sono state varate, sono in progress, stanno per essere ultimate , si potrebbe concedere come estrema ratio un tempo supplementare. Ma ormai da 8 mesi siamo nell’assenza assoluta di un governo capace d’intendere e volere. Si vada ad elezioni, si ritorni a dare ai cittdini il potere ultimo e si smetta di sputtanare il paese , cioè in ultima analisi ,tutti noi.

Buona Vita a tutti.

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