A’ la guerre comme à la guerre!


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Image via Wikipedia

E’ proprio così miei cari amici! Alcuni di voi mi hanno fatto notare che l’intervento francese é stato originato dall’esigenza di aiutare il popolo libico, anche se gli interessi in gioco non sono trascurabili. Comprendo e d’altronde come scrivevo la stessa Italia non può certo ritenersi al di sopra da ogni sospetto. Allora desidero riprendere il discorso dei famosi Rafal.

Questo caccia, prodotto dalla Dassault, fiore all’occhiello dell’azienda francese che non é ancora stato venduto ad alcuno Stato,se non a quello francese,  i cui costi di progettazione stanno letteralmente sbancando le casse dell’azienda.  Bene, come affermavo fino a Dicembre 2010 vari ed approfonditi contatti vi erano stati tra l’azienda ed il governo libico.

Ma le grandi multinazionali della guerra, i mercanti trovano sempre il modo di perseguire il loro tornaconto. Infatti l’occasione della “no fly zone” permette ai francesi di mettere in bella mostra il Rafale.  15 aerei hanno effettuato missioni ed altri 8 sono a bordo della portaerei Clemencau, orgoglio della marina francese.  Jean Pierre Maulny,vice direttore dell’Istituto di Relazioni Internazionali e Strategiche francese,   ha dichiarato che :                “la Libia può rappresentare una grande occasione per promuovere il Rafale grazie all’esperienza che può riportare in combattimento”.  Il Rafale è impiegato in Afghanistan, ma quel conflitto che rischia di ripresentarsi nel Mediterraneo, é considerato impopolare,mentre in Libia si tratta di liberare un popolo”. L’aereo è considerato un’accettabile risultato tecnico, ma rappresenta un fallimento dal punto di vista commerciale. Il Presidente di Dassault,Charles Edelstenne, dichiarava alla commissione parlamentare della difesa che vi erano buone prospettive per venderlo in almeno 8 paesi. 

Ed allora forse visto il coinvolgimento dello Stato francese in Dassault, lo stesso che si vede in Finmeccanica per l’Italia, il buon Sarkozy ha visto un’ ottima occasione per cogliere due piccioni con una fava. Le guerre fanno audience.  Basti vedere l’attenzione ed il battage  dedicati alla guerra da tutti i media europei e non solo. Le approfondite spiegazioni su armamenti, aerei, truppe ecc. Peccato che manchino spiegazioni sulla/e  strategie perseguite. Perché quelle invece sembrano latitare.  Il buon Marcelletti intervistato a destra e a manca fa del suo meglio con quella sua aria da travet, da analista catapultato a un ruolo che non sembra a lui congeniale.

Christophe Ménard, analista presso la Kepler Capital Markets , afferma che questo conflitto permette di valutare appieno le caratteristiche del velivolo e la Libia rappresenta un’ottima vetrina tecnologica. Ma  alla sola condizione che non vi siano perdite..!(sic) .       Per coloro che credono davvero all’aiuto umanitario ……Ed infatti proprio ieri, finalmente, hanno potuto trovare il modo di appendere al muro un trofeo. Un aereo libico é stato eliminato in fase di atterraggio. Certo non é un vero conflitto aereo, ma in mancanza di meglio hanno preso quel che hanno trovato. Peccato fosse un apparecchietto da 4 soldi e potesse essere abbattuto anche da un semplice bazooka. Per 40.000 dollari l’ora di utilizzo,tanto costa il Rafale (costo ora uguale al nostro Tornado ) potevano trovare una scenografia migliore.

Questi fieri francesi, ormai orfani di un orgoglio nazionale d’antan, hanno sempre nel cuore l’esperienza del Mirage 3 che, grazie alla guerra dell’Yom Kippur del 1967, fu venduto a mezzo mondo grazie alle qualità mostrate in combattimento. Molto merito avevano i piloti israeliani in rapporto ai piloti egiziani capitanati ,guarda caso, da un certo generale Mubarak.

Ma torniamo ai giorni nostri e vediamo per quali strane ragioni oggi il Rastignac/ Sarkozy*, dopo essere stato messo sotto dal premier turco Erdogan , ha ribadito e poi ottenuto un contentino per il ruolo di quei Paesi che pur non appartenendo alla Nato, contribuiscono alla risoluzione ONU.   Eh si dopo aver perso la guerra del mantenere un ruolo di primo piano ed aver dovuto interamente cedere l’azione all’organizzazione Nato, adesso cerca di rilanciarsi con un ruolo politico diplomatico.

Entro la settimana prossima presenterà insieme ai britannici un progetto di mediazione diplomatica. Una bozza da discutere con gli altri partners dell’alleanza preservando per sè il ruolo di primo piano,di guida dei volenterosi…… Mi sa tanto che riceverà un’ulteriore schiaffo plateale……Non tira una buona aria per i solisti, one show man ,ecc.

La ragione per ritagliare e concedere un ruolo  ai paesi arabi é ancora una volta promozionale e commerciale. Perché??? Semplicemente in ragione del fatto che questi paesi sono buoni clienti della Dassault e possono ridurre il deficit dello Stato.                       Gli EAU possiedono  una cinquantina di Mirage 2000-9 e stanno valutando l’acquisto  di 60  Rafale.  La negoziazione va avanti dal 2008.  Lo stesso dicasi del Quatar al quale é stato proposto, così come a India e Kuwait..

Rifacendomi a quanto scritto ieri circa la stupidità ,oltre al notevole costo dell’operazione ,di un tale dispiego di forze ed armamenti, per ragioni che, come potete constatare, non sono certo scevre da severo giudizio.   La posizione della Germania espressa dal suo ministro degli esteri Guido Westerwelle mi sembra la più  intelligente . Occorre chiudere a Gadhafi il rubinetto del petrolio. Cioé, al di là dell’embargo assoluto della fornitura delle armi, il miglior modo per mettere a tacere i cannoni é togliere il flusso di denaro proveniente dal petrolio che viene usato per contrabbandare armi e pagare le milizie mercenarie .

Ecco perché criticavo Timothy Garton Ash ieri. La decisione dell’invio di truppe non può essere presa solo perché altri hanno fatto questa scelta !   Lo scetticismo per l’intervento militare é legato al fatto che non crediamo che questo sarà sufficiente a scalzare Gadhafi.

Ed allora qualora gli aerei non bastino interveniamo con truppe di terra? Il rischio che si finisca in un Afghanistan di escalation in escalation…..é alto e reale.

A queste considerazioni aggiungo quelle già menzionate ieri. I libici stessi non vogliono truppe sul loro suolo! Il rischio maggiore é quello di essere percepiti nel mondo arabo  come  dei neo-crociati  ,così come gli islamisti tendono a considerarci.  Questo condurrebbe ad un grave rischio. Fino ad oggi, dietro a queste rivolte, non si é vista alcuna forma di rigetto della cultura occidentale. Anzi al contrario. Nessun fondamentalismo é fino ad ora apparso. Ma il rischio che questa situazione si capovolga e che il fondamentalismo esca allo scoperto é proprio legato al fatto che non si vada a sbarcare in alcuno di quei paesi. Non si deve in alcun modo invadere quei paesi per non aprire un vaso di Pandora .

L’intervento di terra rappresenterebbe agli occhi delle masse arabe un ritorno al passato. A quel passato coloniale che vogliamo scrollarci di dosso. Questa é la ragione fondamentale per la quale sono perfettamente convinto della posizione tedesca. Diverso é il discorso sul ruolo futuro che la Germania, leader economico europeo, dovrà  assumere nel quadro di una comunità di difesa europea. Ma  purtroppo per questo siamo ancora molto lontani.

L’importante é crederci.

* Lista dei grandi sostenitori politici e finanziatori di Sarkozy: Arnault, Bernheim, Dassault,Desseigne, Lagardère, Pinault, Rotschild. In seconda battuta il delfino di Bernheim ,   Bolloré e  Bouygue.. Niente male come sponsor. Ma certo l’Italia non é da meno

Buona vita a tutti

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