LIBIA : VERITA’ E MENZOGNE!


U.S. Secretary of State Hillary Clinton with L...

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Sono  colpito dall’ assoluta assenza  di un’analisi seria ed approfondita della situazione politico-militare dell’intervento in Libia. Come coloro che hanno letto i miei precedenti blog hanno potuto verificare, l’interventismo che auspicavo ,nel momento in cui gli insorti erano riusciti ad arrivare a circa 100 km da Tripoli, non si é manifestato quando occorreva.  Sia l’ONU ,che la UE ,la Lega Araba, per non parlare dell’Unione Africana, allora non ritenevano giunto il momento giusto per intervenire.

La condizione rappresentava  a quel punto un serio ed evidente  intervento umanitario per salvare la popolazione civile e gli stessi insorti dall’annientamento. Poi , sotto il chiaro disegno francese e poco dopo britannico d’intervenire, con ragioni diverse dal puro intento umanitario, il contesto é notevolmente mutato. Proprio quando  Gadhafi ,con una tipica strategia beduina di ritiro controllato, ha poi successivamente attaccato in forza gli insorti per averne ragione .

Per una volta, per onestà intellettuale, devo concordare con l’intelligence italiana, ancorché troppo concentrata su personaggi di vertice e poco informata ad esempio sul più ampio spettro dei movimenti di popolo in tutto il Nord -Africa.  Ma sulla Libia era chiaro che Gadhafi non era né Ben Alì, né Mubarak.  Lui avrebbe messo a ferro e fuoco il paese e soprattutto disponeva e dispone di un reale supporto da parte di quelle tribù a lui fedeli da sempre. Ecco allora che la “no fly zone”,  anche da me auspicata, per evitare i bombardamenti di civili avrebbe prodotto come risultato il congelamento della situazione e l’inizio di una trattativa per giungere nel breve -medio periodo alla dipartita del rais.  Ma ecco che l’opportunista, nonché isolata, alleanza franco-inglese finalmente riesce a convincere gli Usa ad intervenire. Ne seguono bombardamenti che poco hanno a che vedere con la “no fly zone” . I militari questo lo sanno, ma i media si sprecano nel riempire edizioni speciali e telegiornali con azioni di guerra. Pensate 4 portaerei, 12 fregate una 60 di caccia ,7 basi nel meditarraneo per mettere in scacco chi?  Un paese di 4 milioni e mezzo di libici,  più qualche milione di disgraziati africani che possiede ; 28 aerei ,una difesa radar e obici più mortai italiani degli anni 70/80 e tre unità navali. Un dispiego di mezzi inutile,stupido e soprattutto costoso ; 300 milioni di dollari al giorno.

Gli USA sono in grave deficit e non possono più permettersi di essere il gendarme del mondo. Obama é sotto accusa per non essere passato al vaglio del Congresso e con due guerre in atto ,Afghanistan ed Iran, deva passare la mano ai “paesi europei più interessati”.  Sarkozy,il presidente franco ungherese, che come un novello Rastignac ha scalato le vette della politica francese con mezzi e mezzucci , teme di non essere rieletto.     Le elezioni cantonali della scorsa settimana hanno decimato il suo partito e posto seri dubbi sulla sua popolarità e supporto. Ed allora cerca di  lucidare le mostrine con una politica neogaullista (Juppe docet)  , ma sopprattutto neo-coloniale. Niente a che vedere con l’intervento umanitario, semplice calcolo politico economico del quale é chiaro l’intento:  scalzare la forte presenza italiana nel paese ed assicurare alla Francia i benefici futuri delle risorse energetiche. Il premier conservatore britannico,da poco eletto, si  è lasciato lui stesso prendere dai suoi grandi elettori, ma già in una settimana  ha perso il consenso degli inglesi.

L’Italia ,che più di altri ha da perdere in questa partita dopo il giusto ,anche se interessato , scontro sulla direzione dell’intervento sotto l’ombrello Nato, ha ricevuto il contentino della direzione marittima del controllo sull’embargo della armi ad entrambe le parti. Resta pur sempre una direzione politica ” non chiarita ” affidata agli anglofrancesi.    E qui mi permetto di fare una profonda critica a Timothy Garton Ash, noto storico e giornalista britannico, professore di studi europei a Oxford.  Nel suo articolo di oggi si sorprendeva della posizione tedesca di astensione  in sede ONU e Nato, della totale ritrosia all’intervento, della  prossimità ideologica ai Paesi BRIC che hanno votato in massa l’astensione.  Ebbene a me pare strano che Garton Ash lo trovi strano!

Eppure conosce bene i tedeschi. Ha studiato alla Università Humboldt di Berlino. Hanno perfettamente ragione i tedeschi , a mio avviso, nel vedere nell’intervento franco-inglese un coinvolgimento non in linea con il concetto di intervento umanitario. Ed il fatto che, come afferma Ash , ormai le cose siano giunte a questo punto, il meno peggio sarebbe un coinvolgimento pieno.  E’ il ragionamento di qualcuno che, pur sapendo di aver messo il piede su una merda, afferma che porta fortuna e  tanto vale sporcare anche l’altra scarpa. Sostengo da sempre che la Nato é ormai defunta come sistema!  Gli Usa sono stanchi e squattrinati per permettersi ancora questo lusso  Tocca agli europei,come scrivevo nei blog precedenti,  creare una Comunità Europea di Difesa.  Ma certo la GB non ci venga a prendere per i fondelli con i vuoti proclami della baronessa Ashton .  Quanto alla Francia, mi auguro che nei prossimi due anni il quadro politico cambi radicalmente e ci conduca a questo disegno. Le elezioni politiche tedesche si svolgono quest’anno. La Merkel e la sua coalizione perderano le elezioni ed il nuovo governo sarà a guida SPD . Sarkozy nel 2012 a mio avviso non riuscirà a farsi rieleggere, sia per personalismi marcati, che per incompetenza conclamata. Berlusconi non ha più di due anni, bene che gli vada, ma non credo resisterà tanto. Ed allora, forse, le condizioni per una seria discussione sulla necessità , non più procrastinabile , di giungere ad una politica di difesa comune europea, formata dai suoi membri continentali, saranno riunite.

Ma tornando all situazione , la risoluzione attuale dell’ONU ,la 1973 , prevede “tutte le misure di no fly zone atte a salvaguardare i civili” . La sua interpretazione non autorizza quindi alcun intervento militare di terra.  Gli stessi insorti libici , la Lega araba e l’UA hanno chiaramente negato ogni intervento su suolo libico. Ed allora miei cari lettori ,qualsiasi stratega militare, degno di questo nome, può affermare che senza questo intervento Gadhafi resta dove é!!!  

Certo l’ONU potrebbe votare un’ ulteriore risoluzione, ma  a questo punto i voti da astensione si traformerebbero in NO chiari e netti . Ed allora, forse, Berlusconi, l’Italia , si trovano oggi  a mio avviso nella migliore posizione per risolvere questo conflitto prima che la Libia si traformi in un Afghanistan del Mediterraneo.   La negoziazione, la via diplomatica, sono le migliori opzioni per evitare un’inutile spargimento di sangue.     

Gadhafi deve andarsene ,ma non saranno certo le buone intenzioni, né i franco inglesi che avranno ragione di Gadhafi. Quello non é il pazzo che raccontano ed al quale il “venduto Sarkozy” offriva fino a Dicembre 2010, 100 Rafale ,caccia di ultima generazione, costruiti da Dassault, per la modica cifra di 20 miliardi di dollari, il cui costo di esercizio orario é di 40.000 euro.  E’ un furbo arabo,finto beduino, che ha imparato come manipolare i politici occidentali ;vedi Blair,vedi Sarkozy, vedi Berlusconi. Ai “premiers “, di qualsiasi paese, dovrebbero essere interdette decisioni circa guerre nei 18 mesi precedenti le elezioni politiche!!!!

Ricordate queste cifre :  37 miliardi di dollari bloccati in USA, 18 in GB, 12 in Francia e 9 in Italia.  E poi si criticava l’Italia per la disinvolta politica con la Libia ? Proprio gli americani che ne avevano 37 di miliardi zitti, zitti tra Goldman&Sachs e JP Morgan??   Ma suvvia,  siamo seri!

Buona vita a tutti

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