IL GOVERNO HA VINTO,L’ITALIA ED I CITTADINI HANNO PERSO!


Cover of "The Church"

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Definire vittoria, come molti quotidiani ed organi di stampa hanno titolato i loro fogli, mi sembra non solo un’esagerazione in termini,ma soprattutto un’errata e faziosa interpretazione della sentenza della corte di giustizia europea.  Mi riferiscoalla sentenza sull’esposizione del crocifisso. 

In particolare al commento del Corriere sulla questione del crocifisso. La interpretazione e motivazione della Grande Camera della Corte non si riferisce alla laicità dello Stato che é nel caso italiano concetto costituzionale base, anche se non applicato! Con una sentenza  direi molto pilatesca si fa riferimento in sostanza alla mancanza di prove che l’esposizione del crocifisso  possa influenzare gli alunni . Ovvero che non si evidenziano  “in nuce”  elementi che possano comprovarlo.

Ben altra cosa é dire che ha vinto la tesi del Governo, subito intervenuto per sostenere il Vaticano, grazie al quale resta in piedi ed ai parlamentari venduti sull’altare della ragione di patria e culla del cattolicesimo.

Dispiace proprio dopo le celebrazioni per l’Unità d’Italia che ci hanno visto partecipi del progetto e della sua futura evoluzione, constatare la pervicacia influenza che le lobbies , le famose divisioni in senso militare ,di cui la chiesa dispone ancor oggi in Italia, riescano ancora a influenzare il paese. Rattrista il vedere come solo una parte in questo paese ritiene di avere sensibilità. La sensibiltà degli altri , di quelli che credono e vogliono vivere in uno Stato laico sembra non avere diritto di cittadinanza in questa Italia. Unita quindi , ma schiava non di Roma ,ma della città stato del vaticano.

Nell’interpretazione resa  la Corte di Giustizia non ha minimamente discusso il principio di laicità in quanto non richiesto e dato per scontato. Ha di fatto seguito un’orientamento giurisprudenziale cogente.   Il Governo é intervenuto contro  dopo che un  tribunale del suo stesso ordinamento giuridico,   in prima istanza, aveva rimesso alla Corte di giustizia europea il quesito cassando la presenza del crocifisso e dichiarandone l’illiceità.

Quindi contro la sentenza di un tribunale del suo stesso Stato il governo ha difeso la tesi che l’esposizione del crocifisso era una pratica nazionale , una consuetudine ed in quanto tale non offendeva , né influenzava gli alunni di religioni diverse da quella cattolica.  Ecco allora che, presentando questa tesi della consuetudine, la Corte ha giudicato l’intervento del governo, non dell’Italia, oggi ammissibile. Cioé per dirla come va detta : se il governo che rappresenta l’Italia ritiene questa consuetudine nazionale, allora  se lo tengano e lo espongano.  Ovvero, se il processo di secolarizzazione europeo ormai affermatosi in Europa ,in Italia ,secondo la tesi governativa, non si é ancora  radicato, non possiamo intervenire noi dall’esterno per accelerare questo processo.

Come affermavo nei miei blogs precedenti riguardo ai paesi teocratici  islamici ,se vi sono delle “enclave”s nel mondo dove l’evoluzione delle coscienze,  dell’umanità, dell’universalità é ancora vissuta e racchiusa in un monoteismo fuori luogo ed antistorico allora lasciamo che quelle genti continuino in quelle pratiche che sembrano giovare alle loro coscienze ritardate. 

Come ho già affermato, la vittoria é di questo governo del Bunga Bunga che tanto ha a cuore le sorti del crocifisso. Una contraddizione in termini che pure un cattolico praticante ed osservante mi auguro possa cogliere nella sua pienezza.    Non certo dell’Italia.  L’Italia é per fortuna abitata anche da altra gente, che  considera questa pratica avulsa dalla realtà odierna ed appartenente alla storia trascorsa di questo paese. Dalla quale ,in verità, a parte le opere d’arte,finanziate dal denaro dei fedeli , non ha ricevuto un bagaglio di esperienze umane esemplare. Se infatti i capi di stato di quella città stato  hanno trascorso  gli ultimi 30 anni  a chiedere perdono per le nefandezze compiute dai loro predecessori  negli ultimi secoli, forse notevoli dubbi su quella fede, sulla sua pratica e sui suoi rappresentati si possono nutrire!!!!

Perché affermo che l’Italia ha perso? Semplicemente in ragione del fatto  che ha perduto un’ottima occasione per avanzare sul cammino del progresso. Riconoscere ed affermare la laicità dello Stato significa di fatto accrescere il rispetto per il credo di tutti . Ed anche di  di coloro che non credono. In tutta Europa questo é un principio ormai assodato e convalidato nella prassi politica e giuridica, nonché sociale. Ma per ragioni che sono in primis economiche  e poi d’ignoranza, il potere della chiesa in questo paese resta di fatto un potere temporale.

Ritengo che questa sia una sconfitta per quegli italiani che hanno un concetto alto della fede , delle libertà individuali , dell’esercizio del libero arbitrio. Quegli italiani che non utilizzano la fede  per secondi fini.              Che non esercitano la carità per guadagnarsi rispetto. Che non considerano la religione un mezzo pubblico di conquista del potere di macchiavellica memoria. Che considerano l’etica  e la morale profondamente distinte dalla religione . Sentimenti che nascono dal profondo stesso dell’essere umano e non discendono da divinità a cui si demnda il compito di guida nella vita e nella sua salvezza.

Questi ultimi sono solamente comportamenti immaturi di uomini e donne  senza fede. La prima fede é l’essere consci e responsabili delle proprie azioni e non di chiedere il perdono, o peggio di confessarsi per cancellare le proprie debolezze.

L’etica in una società avanzata é e deve essere senza dio. Per non incorrere in  mistificazioni ulteriori.

Per tutte queste ragioni noi cittadini italiani che osserviamo questo pensiero etico morale  abbiamo perso.  Abbiamo perso una battaglia .        Ma entro il 2050 la vittoria  sarà nostra .  La demografia avrà ragione della fede! Deceduta questa quota parte parte di connazionali ancora ignoranti ed intrisa di superstizioni, 1/3 dell’intera popolazione attuale,  con il processo migratorio in corso,  il canto del cigno sarà inevitabile. E finalmente ognuno potrà ,se vorrà,  vivere il proprio credo in termini personali e non imponendolo per legge. L’Italia é un grande contenitore.     I governi passano. Questo poi non rappresenta che se stesso, non certo gli italiani. La chiesa stessa , come diceva un grande comico, non sta bene.     Le vocazioni in questo paese sono alla fine ,in Europa sono finite . Gli unici continenti che forniscono ancora materiale umano alle legioni di fede, come Ruini ama definirle, e come l’opus dei s’ingegna d’inculcare ,sono l’America del sud e l’Africa.

La povertà ed i condizionamenti sociali di questi continenti sono senz’altro terreno fertile per questo proselitismo.

Buona vita a tutti.

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