TUNISIA,RITORNO ALLA STABILITA’ E VIA AL GRANDE CANTIERE DEMOCRATICO


Photo officielle de Habib Bourguiba

Image via Wikipedia

Sì, è con grande soddisfazione che saluto l’intelligenza del popolo, delle classi medie e dell’esercito tunisine che hanno saputo condurre una rivolta contro la dittatura presidenziale di Ben Alì in tempi e modi davvero esemplari.

Sono da anni affezionato a questo paese, da sempre democratico, da sempre tollerante, che nonostante le varie vicissitudini é il primo paese dell’Africa per numerose conquiste socio-  economiche e che grazie a Bourguiba, illuminato statista ,ha conosciuto per primo in quel continente la democrazia e le riforme più laiche a partire daglia nni ’50!

Certo i problemi che il primo ministro Beji Caid Essebsi ,nominato lunedì scorso, deve affrontare non sono affatto semplici da risolvere. Occorrerà del tempo e della pazienza per traghettare il paese nel nuovo status di democrazia a parte intera.

Disoccupazione, il primo e più pesante. Oltre 500 mila disoccupati .Di questi ,oltre la metà  giovani e istruiti  a livello di diploma di scuola media superiore! In un paese di 10.4 milioni di abitanti. Un età media di 27 anni. Un fattore dirompente, sul quale pesano familismo,classismo, selezione della classe dirigente, strutture universitarie non orientate al mondo del lavoro ecc.,ecc.

Si tratta di far decollare un grande progetto di rilancio della piccola media industria e dell’artigianato al quale il nuovo ministro dell’economia cerca di dare il massimo supporto.

Ma si tratta anche della crisi libica che provoca notevoli problemi alla frontiera sud . Con tutte le decadute che ciò comporta.    Delle ruberie e danni creati durante le manifestazioni . Ed infine il turismo che rappresenta oggi l’entrata maggiore per il paese, oltre  il 7% del PNL ed impiega circa 400.000 persone..

E’ essenziale che il flusso turistico possa riprendere quanto prima per poter contribuire alla ripresa del paese. Varie missioni sono e stanno per essere intraprese in Germania,Francia ed Italia per rilanciare il turismo estivo. Salvare la stagione turistica e rilanciare l’economia sono i due imperativi,  le due priorità per il governo.    Da notare che in Gennaio , Febbraio e ad oggi ,la caduta del turismo é stata del 45% ..

La vita quotidiana comunque ha ripreso la sua normalità e finalmente le misure di questo governo godono della fiducia della maggioranza dei cittadini.  I negozi hanno riaperto, così come tutti gli uffici pubblici . La confindustria tunisina e l’UGTT il più grande sindacato  del paese, hanno applaudito la composizione del nuovo governo. Soprattutto, il primo atto del nuovo primo ministro Essebsi, è stato lo smembramento del polizia politica  e della direzione  della sicurezza pubblica  che erano il braccio armato del regime di Ben Alì.

Un cambio che il precedente primo ministro Ganhouchi , colluso da 12 anni di governo con Ben Alì ,non avrebbe mai potuto compiere!  Credo fermamente che questo vecchio bourguibista, 84 anni, più volte ministro, é la persona più adatta per compiere la transizione  e superare l’impasse che si era creato.  Occorreva una rottura netta con il regime precedente, occorreva rimettere al loro posto l’onestà intellettuale, l’etica ed un modo sociale di far politica . Il bene pubblico  sopra ogni cosa dell’era Bourguiba .Opposto al regime rapace e disonesto di Ben Alì e di tutta la cricca di arricchiti tunisini che ha usufruito e goduto di privilegi. E questo vecchio personaggio é percepito come la continuazione ideale tra la Tunisia di allora e quella dei nostri giorni.

Come dicevo i problemi non sono da poco.  Circa 200 milioni di euro sono i danni causati dai moti rivoluzionari alle varie imprese. L’Utica , l’Unione Tunisina dell’Industria,Commercio,Artigianato, per bocca del suo coordinatore generale , Hammadi Ben Sedrine, richiede di indennizzare le imprese per contenere la disoccupazione. Mi auguro che questi aiuti siano concessi in forma inversamente proporzionale alla dimensione delle imprese. Le grandi società hanno goduto durante il regime di un laissez aller che da oggi non dovrebbe essere più concesso.

Sotto sorveglianza ,da parte delle numerose organizzazioni finanziarie come : BEI ,BAD, UE, attualmente la Tunisia gode di un periodo di grazia  accordatole per rimettere insieme il flusso produttivo.   Certo é che la perdita stimata di circa 2.6 miliardi di euro tra la rivoluzione ed i buchi creati dalla famiglia Ben Alì/Trabelsi si faranno sentire nel medio termine.

Per il 24 Luglio prossimo é fissata la data dell’elezione di un’Assemblea Costituente che dovrebbe mettere mano ad una nuova visione della società tunisina. Questa é stata la più importante  e fondamentale richiesta dell’opposizione per cambiare pagina . Essebsi si trova ad affrontare una sfida  notevole,ma che, alla luce delle dichiarazioni fatte dalle diverse forze politiche, sembra più che in grado di vincere.

D’altronde tutti coloro che temevano e temono un rigurgito del fondamentalismo e la presenza di focolai di Al Queada sono stati delusi.  In Tunisia al limite possiamo parlare di islamisti,ma certo non di fondamentalisti . E la differenza non é puramente semantica.

Gli islamisti sono come da noi in Italia i cattolici . Nè più ,né meno. Gente che non concepisce la laicità dello Stato. Che vuole imporre anche agli altri la  visione fideistica e religiosa del vivere. Per fortuna dei tunisini le proprietà religiose non ammontano a miliardi di euro e di tasse non pagate . Ragion per cui il peso ed il potere degli islamisti sulla società civile è infimo e non possiede sponsors di forte impatto. Il peso politico e quindi elettorale di questa formazione stà in una forchetta tra il 15 ed il 20%.  Poichè faccio questa previsione basandomi sulla conoscenza che ho del paese  i miei elettori saranno in grado di verificare la mia previsione tra pochi mesi.

Il sindacato UGTT che ha avuto un ruolo preponderante e fondamentale nell’abbattere il vecchio regime ed i partiti della sinistra che si rifanno al socialismo europeo dovrebbero essere in grado di raggiungere un circa 35/38% dei voti espressi  alle prossime elezioni.Quindi nella mia previsione ci sarà un governo di coalizione  dove formazioni di sinistra moderata si alleeranno in un programma di rinnovamneto con forze centriste. Più difficile una coalizione nazionale.

Un problema non da poco é la mancanza di un partito dei moderati che possa rappresentare il vasto ceto medio che si è  creato negli ultimi 20 anni. Il vecchio RCD ,il partito di Ben Alì,  che raggruppava tutta una serie di notabili, ma che non aveva una grande capacità politica é stato giustamente disciolto in Febbraio. Ma con la sua dissoluzione una parte delle classi medie ha perso un punto di riferimento politico.

Si tratta di vedere adesso come questo vuoto potrà essere riempito.  Ma creare un partito dal niente richiede tempo e  denaro .

Due elementi che al giorno d’oggi scarseggiano . La borghesia che ha svolto un ruolo di cerniera negli ultimi 10 anni ,non ha saputo ,o voluto prendere in mano la situazione. Oggi ,pur avendo le capacità , si trova in una condizione di subalternità rispetto agli avvenimenti.  E’ cosciente di aver mancato un’appuntamento con la storia, non avendo saputo cogliere il momento opportuno per abbattere il regime. Sono le classi medie,medio-basse  che hanno avuto questo coraggio.  Adesso si tratta di unire le forze , di non dividersi,  prima che la situazione transitoria sia superata e che la società tunisina possa riprendere la sua vita di “business as usual” . Fino ad allora occorre che tutti facciano la loro parte.

L’intervista di Jean Daniel al giornale governativo La Presse, dopo l’incontro amichevole con il primo ministro ,di cui é da tempo un grande amico, mette l’accento su quest’aspetto. E’ chiaro che non é facile per una generazione di leaders politici che hanno trascorso 20 anni in esilio in GB , o in Francia, comprendere le esigenze ed i tempi dell’oggi.

Ma sono assai convinto che il sentimento di libertà , di dignità dei tunisini sarà in grado di far superare loro questo momento speciale.

Buona vita a tutti

PS.    Un  bonjour à mon ami Hamouda qui m’a accompagné pendant presque une decennie à la découverte ,par sa grande famille,  de son merveilleux pays! 

Annunci

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in europa, politica-economia, relazioni internazionali, Tunisia,Ben Alì,vaticano,finanza,Fiat, e contrassegnata con , . Contrassegna il permalink.