L’EUROPA DI OGGI E DI DOMANI


Emblem of the Social Democratic Party of Germa...

Image via Wikipedia

I capi di stato  e di governo dei 17 paesi che fanno parte dell’euro  si   riuniscono dalle 17 di oggi per  discutere del “coordinamento e rafforzamento delle politiche economiche nazionali”. Questa riunione é per molti versi molto attesa per verificare la volontà di una maggioranza all’interno di questi,al fine di addivenire    ad una maggiore coesione sia per quanto riguarda le politiche monetarie che quelle fiscali ed in modo particolare dell’armonizzazione di queste  ultime

In questa  settimana altre tensioni sui mercati, in particolare riguardo alla Spagna, la cui valutazione da parte di certe agenzie di rating al ribasso ,ha rimesso in affanno, ed il Portogallo oggi ,fanno ritenere che siamo giunti ad un punto cruciale circa il :   Che fare..?….

Si tratta di condurre in porto una serie di misure che possano arginare la crisi del debito creatasi e far fronte a situazioni similari.Le tesi e le proposte che saranno discusse,e ci auguriamo proposte,saranno poi a loro volta discusse di fronte alla totalità dei membri della UE,  il 24 e 25 Marzo p.v.      Olli Rehn ,commissaro europeo agli affari economici,ha dichiarato che”i capi di stato e di governo hanno una grande responsabilità di fronte alle aspettative formatesi sui mercati finanziari.”   Una loro eventuale delusione costerebbe molto cara!

I punti in discussione sono :

a) rafforzamento finanziario    del Fondo di sostegno della zona euro.b) Ridefinizione del meccanismo e dei parametri che saranno chiamati a succedergli dopo il 2013.c) creazione di un Patto in grado di implementare  la competitività europea ed in modo particolare per rafforzare la convergenza delle politiche economiche dei paesi membri.In paticolae dei 17 inseriti nell’euro.

L’attuale pesidente della UE Herman Van Rumpuy la settimana scorsa ha fatto delle proposte che attenuano,e molto,il progetto iniziale presentato in Febbraio da Berlino e Parigi ,del quale ho accennato in alcuni blogs precedenti ,  afferamando che ne hanno parlato  direttamente  con Zapatero,ma   non con Berlusconi!  Anche se edulcorate,rispetto all’iniziale progetto,queste proposte potrebbero essere incluse nel progetto finale.

Alcuni paesi ,più recalcitranti , potrebbero cercare    di dilungare i tempi, e riportare la decisione finale a fine Marzo,ma i problemi che sorgono sul mercato obbligazionario a proposito delle emissioni di Stato , rendono urgente una presa di posizione più netta.

La proposta di varare un mercato di emissioni europeo diviene sempre più sentito per porre     argine alla speculazione che si insinua alla grande tra i diversi rendimenti delle varie      emissioni dei vari paesi approfittando dei  loro rispettivi  gap.Il costo di una tale decisione sarebbe certamente inferiore che non un ulteriore allagamento degli spreads rispetto al bund tedesco.  E quindi,anche se inizialmente ciò avrebbe un costo maggiore per alcuni paesi,nel medio-lungo la convenienza e la redditività ne gioverebbero.

Purtroppo però sembra che siamo lungi dall’addivenire ad una tale logica risposta verso i mercati e gli speculatori.Mentre sembra che si  sia d’accordo sul rafforzamento del Fondo di sostegno,di aumentarne sia la capacità che gli strumenti in dotazione.

Ma proprio sugli strumenti di cui dotarlo una obbiezione tedesca verte sulla possibilità che il fondo possa acquistare direttamente  bond dei paesi indebitati.

La Merkel confrontata ad una tornata elettorale che si annuncia,per lei catastrofica,la sinistra SPD e la Link sembrano essere molto avvantaggiate,in particolare nelle prossime elezioni in Baden Wurtemberg, dopo averle perse male ad Amburgo, é fortemente sotto pressione.

La questione di una riduzione dei tassi d’interesse per  rimborsi  dei capitali   prestati dalla UE ad  Irlanda  e Grecia rimane ancora irrisolta. Olli Rehn ha cercato   con i suoi interventi di richiedere una moratoria portando il periodo di imborso da 3.5 a 7 anni con una riduzione dei tassi d’interesse inizialmente applicati.

La Germania ha però replicato che non vuole fare alcun regalo e per ogni concessione dovrà esserci una contropartita.

Ma al di là di queste diatribe di piccolo cabotaggio rimane purtroppo sempre aperto il grande interrogativo di cosa questa Europa vuole essere e soprattutto divenire.

Prendiamo tre grandi  casi da studiare.

Se l’europa vuole divenire un grande conglomerato di merci e scambi ormai il traguardo é vicino. Ma il poblema che tutt’altro é stato ed é la percezione di un Europa Unita da parte dei cittadini. Se si vuole rispondere a questo interrogativo occorre un salto di qualità. Occorre ridurre gli spazi ancora enormi dei governi nazionali. Occorre occuparsi di più dei cittadini e un pò meno degli scambi e delle merci!Occorre in una parola una maggiore solidarietà e accettazione da parte di tutti E qui mi riferisco ai paesi dell’euro , ai 17 che più di altri hanno avanzato sulla strada dell’armonizzazione. Ma che adesso devono compiere un passo ben più lungo ;quello dell’integrazione . Che sia poi confederale agli inizi  e divenga federale in seguito poco importa. Ma le sfide alle quali l’Europa deve e dovrà rispondere nel prossimo decennio sono troppo grandi per essere affrontate dai singoli paesi con la seppur minima possibilità di riuscire!!!

Un secondo ambito che fa da corollario al precedente , a quello intimamente legato,é il concetto di Comunità europea di difesa. La C.E.D di cui abbiamo parlato in passato. E’impensabile un agglomerato di tale grandezza e potere economico sprovvisto di una seria organizzazione militare di difesa ed in caso di risposta.E’ del tutto da accattoni il considerare la Nato un’adeguata forma organizzativa per l’europa per le implicazioni politico-militari-strategiche che fanno di questa organizzazione una longa manus americana nel mondo alla quale gli europei,tutti,partecipano stando sul predellino!!! L’Europa ha bisogno di una sua propria organizzazione che certo potrà essere in perfetta armonia con l’insieme Nato,ma che all’occorrenza potrà intervenire unilateralmente senza bisogno di permessi.

Il terzo ambito é cosa vogliamo essere tra i due giganti mondiali ,USA e Cina , il vaso di coccio ,o avere una nostra propria visione di ciò che il mondo potrebbe ,o dovrebbe divenire ….Intendo con ciò dire che ad esempio quello che oggi accade nel bacino del mediterraneo può divenire per l’Europa un fattore di forza,oppure di rischio. Sta a noi europei inquadrarlo,accompagnarlo e forse indirizzarlo. L’Europa  dei 27 conta 440 milioni di cittadini, di consumatori.Se a questi vi aggiungete i 300 milioni della fascia sud del mediterraneo che possono divenire parte associata , se non integrante,del nostro sistema,allora comprenderete come potenzialmente siamo la prima potenza economica del mondo.  Superando anche di gran lunga la stessa Cina che pur con 1.37 miliardi conta in realtà su un mercato di 4/500  milioni  al massimo  per i prossimi 20 anni..

E’ vero ,siamo ben al di quà ,della mia proiezione in termini politici,impegnati ancora come siamo a dividerci sul niente,ma se ragionaimo intermini economici e strategici il sud mediterraneo non attende altro che essere aiutato ed integrato in una visione più moderna. A meno che non vogliamo attendere l’arrivo dei cinesi che già occupano l’Africa per evidenti ragioni di ricerca delle materie prime. Non mi indirizzo ai politici italiani che non hanno né dimestichezza con la geografia e l’economia ,né tanto meno con la geo strategia provenendo in gran parte dalle valli , se del nord, dagli agri ,se del sud. Mi rivolgo a quei giovani intelligenti che sanno più dei loro padri uscire dalla provincia culturale nella quale sono stati  allevati, pasciuti e moriranno. Mi auguro piuttosto presto ,mi riferisco alla ciurma di lanzichenecchi al servizio  del principe che prima  lascerà ,meglio sarà per tutti.

Buona vita  a tutti.

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