CINA: FATTORI DI RISCHIO


CINA-USODELSUOLO

Image via Wikipedia

Approfittando della concomitanza dell’11°Congresso Nazionale del Popolo credo valga la pena di approfondire alcuni aspetti del contesto politico sociale cinese.  Come accennavo nel mio blog di ieri, circa le scelte strategiche indicate dal partito comunista cinese per i prossimi 5 anni, recentemente sulla scia della rivoluzione dei gelsomini e poi successivamente degli altri paesi arabi, che qui per brevità definirò MENA, cioé Middle East e North Africa, sono avvenute varie manifestazioni anti governative  e scontri sedati dalla polizia.

In linea di massima gli ingredienti per sommosse popolari in Cina esistono. In parallelo con i governi del MENA, in Cina l’élite al potere é coinvolta  a vari livelli da una corruzione dilagante che é sempre più evidente agli occhi del popolo. Occorre prendere in considerazione in primo luogo il sistema di rappresentanza. A fronte del 1.37 miliardi di cinesi il partito comunista cinese conta 80 milioni di membri che al congresso del popolo sono rappresentati da meno di 3000 delegati. Tra di essi vi sono i più ricchi cittadini cinesi, come ho riportato nel precedente blog. Ora si può comprendere fino a che punto l’elite al potere di fatto rappresenti una forma di classismo idelogico politico sempre più chiuso.

Si aggiunge a questo un fattore che contribuisce, e non poco, al fenomeno elitistico di stretta matrice ideologica, ma non selettiva, la incapacità da parte del partito-governo di aver creato negli ultimi 20 anni una vera classe media. Cioè non essere riusciti a trasferire, grazie ad una distribuzione della ricchezza nazionale adeguata, un’evoluzione economico sociale ,come invece ad esempio avvenuto in paesi come la Tunisia che oggi presenta,pur  con i parametri domestici, una classe media dell’ordine del 60%  dell’intera popolazione.

La creazione di un ceto medio é la transizione fondamentale affinché si crei quel circolo virtuoso che innesca la crescita e lo sviluppo del paese. Quella leva che attraverso la domanda interna pone le basi dello start-up delle strutture produttive e poi del consumo. Un pò ciò che é avvenuto in Italia tra la metà degli anni ’50 e la fine degli anni ’60, definiti, non a caso, con un certo eufemismo ,gli anni del boom!

Un’altro elemento da tenere in considerazione é il nepotismo che ha preso sempre maggior vigore nel legittimare le nuove generazioni dei gerarchi. Scuole di partito e selezione interna dei quadri dirigenti sostanzialmente  basate su forme di cooptazione.    Questo é stato possibile grazie al forte sviluppo che comunque il paese ha avuto e che ha di fatto alimentato le condizioni affinché il passaggio avvenisse senza troppo scontento. Vi é infine da menzionare il  basso livello di istruzione ed informazione di cui dispone il cinese medio.

In effetti le condizioni di vita sono migliorate, ma oggi con il divario sempre maggiore tra chi possiede e chi non ,e soprattutto in presenza di squilibri monetari, l’inflazione é la bestia nera del partito. L’inflazione interna che oggi viaggia al 6%, pone seri problemi perché riduce considerevolmente quel potere di acquisto da poco conquistato dalle classi contadine ,800 milioni di cinesi circa, ed erode dall’altro la competitività del paese creando il rischio di stoccaggio di merci non più appetite sul mercato internazionale. Ecco allora il grande sforzo che il partito sta facendo nel  cercare di alimentare una maggiore domanda interna . Per sopperire ad un rischio di sovraproduzione e limitare i danni di una politica industriale essenzialmente fondata e legata alle esportazioni. 

Ulteriori fattori di rischio sono la disoccupazione e l’esodo massiccio della popolazione rurale.Questi fenomeni rischiano di diventare gravi se l’inflazione e la riduzione degli effettivi da parte occupati dalle grandi società occidentali della costa continua al ritmo attuale.Altro elemento di forte impatto  é che il trend di urbanizzazione attuale e cioé della fuga dalle campagne non può continuare su questi ritmi per i costi sociali-economici e d’inquinamento che esso produce.  

Da qui il tentativo da parte del partito di migliorare la qualità di vita nelle campagne con il progetto di creare 10 milioni di abitazioni di edilizia popolare. La dicotomia di livello e qualità di vita tra le città della costa e l’interno del paese è ,e resta impressionante!Così come i livelli salariali da 10 a 30 volte inferiori in media!

Per fare fronte a disordini sociali ,così come avvenuto recentemente nelle grandi città, il nuovo piano quinquennale prevede un investimento di qualcosa come 95 miliardi di dollari per implementare i servizi di sicurezza. Più di quanto la Cina spenda per spese militari!!   L’intento é di recidere alla radice  ogni possibile coordinamento strategico anti regime.   Giusto per farvi comprendere, si tratta di monitorare,oscurare,filtrare ogni forum,discussione ,chat che gli attivisti prodemocrazia da ormai 5 anni stanno creando in rete.   Sulla scia di quanto avvenuto nei paesi arabi, si vuole evitare che il tam-tam della rete possa alimentare e guidare le proteste. Recentemente sono stati arrestati circa 100 persone a seguito delle manifestazioni tenutesi in Febbraio. Si tratt in massima parte di giovani residenti nelle grandi città,universitari,di condizioni economiche elevate che utilizzano un linguaggio codificato ,o in gergo, che operano in rete.

Un aspetto sintomatico  é che all’interno del partito comunista cinese non vi sia alcun elemento di discussione tra tesi discordanti. L’unanimità sembra regnare sovrana. Nel 2010 il Primo  Ministro,Wen Jiabao, annunciò una serie di riforma politiche,ma niente di tutto ciò si trova  nelle linee guida del piano quinquennale oggi in discussione. Evidentemente le resistenze al cambiamento sono enormi da parte dei gerarchi e dei funzionari del partito.

In fondo il rischio più grande che l’attuale forma di governo e di partito oggi corre in Cina é determinato dalla riduzione del trend di sviluppo e dall’inflazione che ne conseguirebbe. Questi due fattori metterebbero in crisi quella stabilità sociale ed economica che ha portato la Cina a livello di seconda potenza mondiale. La demografia ,le diseguaglianze, la corruzione, e gli investimenti su settori estero orientati potrebbero seriamente mettere a rischio la compattezza di facciata che il partito é riuscito a mantenere e sostenere. I rischi di sommovimenti sociali  in termini temporali potrebbero manifestarsi alla fine di questo decennio quando lo sviluppo impetuoso terminerà ed i nodi delle contraddizioni verranno al pettine.

Buona vita a tutti.

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