LA CINA, L’11°CONGRESSO NAZIONALE DEL POPOLO E LE SCELTE STRATEGICHE


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Image via Wikipedia

Mentre i media sono impeganti in Italia a discutere sempre delle solite storie:            Riforme mai realizzate,Occupazione mai ridotta,Sicurezza mai conseguita, ed i nostri “parvenus” di rappresentanti politici continuano a giocare con le sorti di un paese ormai alla frutta si tiene a Pechino l’11° congresso del popolo .

La cosa dovrebbe riguardarci da vicino poichè la Cina rappresenta il più grande consumatore di energia al mondo e nel contempo il maggior inquinante,il maggior esportatore e la seconda economia mondiale.  Come il governo cinese intende svilupparsi,verso quali settori indirizza la propria economia, le priorità sociali e economiche previste ,avrà implicazioni enormi per l’economia mondiale e quindi per tutti noi!

Al di là di alcuni accenni, i commenti di mera proclamazione di crescita e di indici di consumo energetico, per molti osservatori il piano presentato assomiglia molto al piano del 2006 che prevedeva una crescita del 7% del PIL. Quindi  dopo un periodo di crescita al 7.5%-8% del periodo 2006 /2010 si ritorna al 7%. La ragione più evidente, come accennavo in un mio blog precedente, è una volontà non dichiarata da parte delle autorità cinesi di ridurre al minimo il pericolo di un’ inflazione galoppante che possa mettere a rischio la congiuntura. Le rivalutazioni del renimbi susseguitesi negli ultimi mesi e che seguiranno nel corso del 2011 sono la riprova della volontà di contenere il fenomeno che presenta grossi rischi. In particolare del “real estate” che ha ormai raggiunto livelli troppo elevati.

La volontà sembra essere orientata a non spingere ulteriormente sul già elevato livello di esportazione e di cercare in tutti i modi di accrescere la domanda interna. Molte imprese occidentali penseranno finalmente di poter in tal modo contare su un mercato di grandi dimensioni. Ma in primo luogo l’accesso è e sarà regolamentato e non sarà libero.                 In secondo luogo i cinesi in grado di poter spendere in termini di acquisto di beni occidentali sono circa 300 milioni di individui.  In relazione alla crisi economica, anche qui presente, ed alla esigenza di poter bilanciare la riduzione della domanda estera, si tenta di non far aumentare oltremodo la disoccupazione. Ed in particolare di controllare l’esodo di lavoratori verso le loro zone di origine. Questo fenomeno andrebbe a fomentare il malcontento già presente nelle varie zone del paese .In modo particolare nelle aree rurali e del nordovest del paese.

Il piano quinquennale intende investire prioritariamente sui settori seguenti:        agricoltura, cultura, risparmio energetico ed infine trasporti aerei regionali.       Un’attenzione speciale sarà dedicata inoltre al processo tecnologico,banda larga,advanced technology, flat panels e tutto ciò che attiene alla comunicazione via internet.

Interessante é anche sottolineare cosa il partito considera le grandi sfide che ancora restano da combattere. Risorse, al primo punto e quindi la loro ricerca .   Non per niente la Cina é oggi il più grande investitore in materie prime nel continente africano.                        Il problema dell’inquinamento ,una piaga per il paese, che non sarà semplice risolvere,anche  nel medio-lungo periodo.                                                                                     La dimensione raggiunta dalla popolazione 1.37 miliardi di individui!!!!Una sfida gigantesca.

Le misere condizioni dell’innovazione nel paese e soprattutto, forse, il più problematico tra tutti,  il trend frenetico raggiunto dal  processo di urbanizzazione e la natura stessa di questo esodo dalle campagne che pone seri e gravi problemi di sicurezza e di tenuta stessa del paese.

Un’attenzione e sorveglianza speciale é rivolta a mantenere i prezzi delle derrate alimentari sotto controllo. Varie dimostrazioni contro il governo ed il partito si sono avute a questo proposito ed il timore di ulteriori rivolte rende i gerarchi più sensibili. Pensate, si propone di standardizzare le dimensioni dei banchi dei mercati rionali e ridurre il costo dell’affitto dei posti assegnati al mercato dei contadini/produttori.

Onde evitare problemi di comunicazione si prevede di punire coloro che diffondono false notizie ,o peggio che incrementano surrettiziamente i prezzi .  Sempre nell’ambito della lotta al malcostume ,alle bustarelle ,fenomeno molto esteso in Cina, nonostante il comunismo e la rivoluzione culturale, il familismo che noi italiani ben conosciamo, e la riverenza nei confronti del potere rendono il compito iniquo ,se non impossibile.                   

Si prevede comunque che coloro che ricoprono cariche pubbliche dovranno minuziosamente indicare ai fini fiscali l’ammontare esatto non solo dei loro redditi,ma anche quello delle loro mogli e figli.    Infine il piano quinquennale prevede un aumento della tassazione individuale.

La redistribuzione delle risorse è un’altro grave problema con il quale il Partito Comunista al potere deve confrontarsi. Le diseguaglianze sono enormi tra la fascia sud-est del paese ed il suo interno. Queste diseguaglianze stanno ampliandosi alla faccia del comunismo di facciata.

Pochi semplici dati per farvi comprendere. I 70 delegati più ricchi dei 2987 membri del Congrsso del Popolo possiedono una ricchezza pari a 71.1 miliardi di dollari includendo tra questi il più ricco cinese che é anche delegato,il presidente del Hangzhou Wahaha Group, Zong Quinghou.  Pensate ora che i 70 più ricchi tra i 535 membri della US house e Senato possiedono un patrimonio di appena 4.8 miliardi di dollari. Ecco che allora si comprende che di comunismo si parla senza comprendere la vera natura del regime.

Ed ecco che allora si spiega anche il perché la riforma fiscale dell’ introduzione della tassa di proprietà non riesce a passare. Dopo aver letto queste cifre pensate che il reddito di un contadino che vive nelle zone rurali del paese é di 6/7 yuan  . Un operaio che vive in una baracca insieme ad altri 6/8 compagni ,sempre sul luogo di lavoro, ha una paga di circa 50/60 euro mese,senza contributi e con  un’assistenza medica risibile.

Gli attivisti cinesi pro-democracy hanno preso spunto dalle rivolte del Maghreb richiamando l’attenzione ed una protesta nazionale.  Ciò ha creato una serie di misure di polizia in molte città tra cui :Bejing , Shanghai, Guangzhou ecc.

Il problema dell’economia selvaggia, del “nero” é enorme. Si stima che sia oltre il 40%. Se si considera che i  dipendenti pubblici di rango sono oltre 10 milioni. E si suppone che molti di questi godono di privilegi economici legati alla loro funzione, si può senza alcun dubbio affermare che la struttura economica cinese presenta una corruzione estesa.

La stima delle stesse autorità cinesi é che per ogni miliardario in yuan noto  ve ne siano due completamente sconosciuti. Ecco che allora quando si  parla di Cina ,del suo futuro, della sua evoluzione e traguardi ,occorre valutare anche gli aspetti intrinseci al suo divenire.

Una sua implosione per quanto difficile da prevedere non é del tutto da scartare. Le differenze culturali,etniche, religiose se non proprio economiche saranno messe sempre più in evidenza dal progresso del paese. Perché produrranno maggiori diseguaglianze e maggiori attriti generazionali e di classe.  Non tenere conto di questi fattori é pericoloso ed ingenuo!

Buona vita a tutti

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