Intenzioni di voto e desideri inespressi!!


Simbolo rosa IO NON VOTO

Image via Wikipedia

Interessante, davvero, l’analisi compiuta da Ivo Diamanti sulle intenzioni di voto e le aggregazioni che queste comporterebbero in caso di elezioni anticipate. Come d’altronde ripetutamente ho sottolineato in qualche blog precedente, é evidente che il richiamo al voto  diretto ,a coloro che si dichiarano non interessati alla votazione e agli indecisi é molto maggiore se si tratta di votare una coalizione e non un singolo partito.

Considerando l’altissima percentuale di coloro che sono indecisi,o propendono per l’astensione ,si tratta di un ventaglio che va dal 33%  al 40% dell’elettorato. Questa immensa zona grigia  è la riserva di voti che  dovrebbe essere oggetto di studio.    Comprende coloro che sono indecisi, che dichiarano di volersi astenere, i reticenti, i delusi, gli elettori scoraggiati ,o più semplicemente coloro che si sentono esclusi!

Ora la maggior parte dei sondaggi che vengono mostrati nelle “trasmissioni di approfondimento” si riferiscono alle preferenze manifestate,non al numero degli intervistati del campione in esame. Ecco che allora il sapere che oltre il 33% non esprime alcuna opinione ,o si dichiara astensionista, rende di fatto il sondaggio vuoto nel senso che viene omesso un dato essenziale per la comprensione del tutto.

Questa é un’ulteriore  ragione per la quale non si comprende come la sinistra, intesa sia come coalizione ,sia come partito ,Pd ,intorno al quale, in caso di coalizione si addensano i voti e si aggregano altre formazioni politiche ,non persegue di fatto questa che é l’unica opzione in grado di condurre ad una possibile vittoria elettorale. Ovvero non si capisce come questa sia  l’unica vera opportunità per  recuperare peso specifico presso gli elettori “scoraggiati”, sia per ragioni ideologiche ,che per ragioni economiche; disoccupazione,mercato del lavoro ingessato,barriere all’entrata per i giovani. Persone che sono di fatto parcheggiate fuori dal mercato elettorale per scelta ,o per reazione.

Al contrario  la classe politica del PD sembra interessata, o spinta dalle forze più moderate (i cattolici) a ricercare alleanze verso il centro. Una vera e propria fissazione delle segreterie di questi ultimi anni . Esattamente ciò che le ha portate  ad una sconfitta certa!   A prescindere dal fatto che l’alleanza con la Margherita ha notevolmente inciso sulla percezione ed identità del PD presso l’elettorato, in quanto la laicità dello Stato era ed é parte fondamentale del DNA della sinistra. Si aggiunge a ciò la scarsa comprensione del fenomeno della rappresentanza vissuta dall’elettore che tende a non riconoscersi più in una formazione “omogeneizzata” ,o peggio trasformista!

Inoltre occorre ricordare l’ampia massa di coloro che ,grazie alla politica Veltroniana, si videro ,con la creazione delle soglie della legge elettorale, posti fuori dalla rappresentanza in Parlamento.

Questo popolo di sinistra resta esule!L’unico modo di recuperarlo é quello di offrire loro un’alternativa concreta,un progetto politico che li possa ricondurre nell’alveo della sinistra europea e non in un limbo da partito popolare fantasma, da quinta colonna di mercenari ex scudocrociati.

Gli indecisi, i delusi, potrebbero modificare la loro posizione solo di fronte ad un’alternativa concreta di progetto e di leadership. Ed in tal caso ripresentarsi al voto. Nelle estrapolazioni é risultato chiaro che per raggiungere questo “risultato di rianimazione” l’unico modo é di presentare una coalizione omogenea ,non raffazzonata. 

Il primo obiettivo per un’alleanza elettorale é quello della vittoria ,non si va alle urne per partecipare.     Ma é altrettanto vero che se l’identità non é chiara ed io elettore non mi ci riconosco le motivazioni alla partecipazione sono di fatto nulle.

Quindi risulta  fondamentale il fatto che la percezione identitaria debba essere non solo chiara ,ma forte nel senso di coesione verso e all’interno della coalizione!

Risulta quindi strategico, affinché si recuperi questa ampia zona grigia di elettorato ,che si vadano a ricercare le condizioni ideali per offrire un pacchetto in grado di soddisfare la domanda elettorale.  Allora, a fronte di una coalizione avversaria piuttosto compatta e decisa, occorre puntare su progetti politici di rottura con la piattaforma attuale.

Essenziali a mio avviso per il trend presente nella società italiana di oggi sono tutti i temi che coinvolgono in prima persona i diritti ,gli interessi individuali.  Una società, che grazie al berlusconismo dilagante e dilagato, é divenuta sempre più individualista può essere recuperata proprio su quel terreno da politiche e programmi capaci di offrire soluzioni idonee . Intendo con ciò parlare di quel coacervo di proposte e programmi mai realizzati.
Matrimoni di fatto, eutanasia,diritti inalienabili dell’individuo, quote rosa ecc. ,solo per fare alcuni esempi concreti che attirino l’attenzione e caogulino intorno a sè uno zoccolo duro di pensiero forte di fronte ad un governo e componenti ecclesiastiche che legiferano attraverso lobbies  sulle teste dei singoli.

Voglio affermare con ciò il principio della contraddizione in essere della politica della compagine governativa attuale. Una serie di riforme che solleticano incessantemente il senso delle libertà in senso lato ; d’impresa,di educazione,di competitività ,ma che in realtà nulla fanno per rimuovere il peso e la presenza degli oligopoli imprenditoriali ,bancari, mediatici, assicurativi,delle consorterie professionali, che sono la vera zavorra del paese.

Ecco intendo con ciò mettere in evidenza le contraddizioni in termini di una politica fatta di annunci roboanti ,ma vuoti nei contenuti. Quindi far leva sul senso d’individualità degli italiani ,caratteristica millenaria ,per mutarne l’orientamento e gli obiettivi.                          Certo é che per raggiungere questo traguardo l’attrazione deve essere forte. Ed occorre un ticket elettorale capace di assolvere questa missione. Lungi dal proporre nomi, la rottura con il passato deve essere evidente. Basta con le scelte delle segreterie dei partiti.         Basta con i candidati che scendono in politica. Vedremo i nuovi Berlusconi alla carica. Nelle versione rimaneggiata e corretta ,più presentabili, meno facezi, più idonei per un popolo che della dignità ne ha solo una visione formale.I Montezemolo di turno, i nuovi imprenditori, nuovi non si sa per chi ,o per come.                                                                           La politica é una cosa seria e deve essere fatta da gente seria. Non da figli di papà che nella loro vita hanno fatto i “public relations men” . I comunicatori per conto terzi!  Occorre ritornare ad intendere la politica quale strumento di azione per il bene della collettività.   Per il  bene pubblico. Non quale strumento di arricchimento personale ,o di protezione e garanzia degli interessi privati ,o peggio ,dello status socio-economico raggiunto.

E’ su questi punti,sulla loro comprensione e divulgazione che si gioca la partita futura. Convincere con i fatti. Con l’onestà intellettuale delle idee proposte e perseguite. A costo di apparire devianti, diversi, controcorrente. Ma in un paese dove niente cambia occorre nuovamente abbattere questi muri di perbenismo,conservatorismo becero,clericalismo pedofilo,in una parola di omertà diffusa nei confronti del Potere.

Buona vita a tutti.

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