Laicità , crocifissi e realtà socio-politiche nell’Italia d’oggi.


No al berlusconismo.

Image via Wikipedia

Prendendo spunto dal Sole 24ore di oggi e dalle due diverse analisi circa la laicità della Repubblica e la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici. Sembrerebbe un argomento assai futile con quello che ci succede intorno. E forse lo é …..

Ma, ed il ma é piuttosto pesante, da queste considerazioni ne discendono molte altre.    Cosa ha dichiarato la Corte?  Con sentenza del  3 Novembre 2010 afferma che:  “l’esposizione del crocifisso in classe é contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto dei bambini alla libertà di religione” ed aggiunge ;   ”  Il simbolo potrebbe essere interpretato come marchio di una data religione e quindi fastidioso per ragazzi che praticano altre religioni…o che sono atei.”     Per tale la ragione la Corte di giustizia europea ha deciso all’unanimità che c’é violazione dell’art.2 del Protocollo 1insieme all’articolo 9 della convenzione. Ciò in quanto la Corte non comprende come l’esposizione di un simbolo “possa servire al pluralismo educativo che é essenziale per la conservazione di una società democratica”!

Chiara la posizione contraria della S.Sede e della CEI.  Molto meno il ricorso presentato dallo Stato italiano contro questa sentenza. In primis poiché la libertà di culto é iscritta nella Costituzione,ma anche perché si tratta di porre in rilievo la modernizzazione avvenuta negli anni, la presenza assai pronunciata di cittadini di altre fedi religiose,la presenza nelle aule delle scuole primarie e secondarie di una media di alunni tra il 15 ed il 25% che professano altre fedi. Infine il rispetto che queste fedi ,tutte, devono a coloro che non credono,sono agnostici, o si professano atei ,che assommano, secondo vari istituti demoscopoici , a circa il 25% dei residenti italiani.

Ciò che lascia ancor più perplessi é la risposta fornita dalle autorità ecclesiastiche e ,      come copia conforme da quelle dello Stato italiano, quali servitori indefessi di santa madre chiesa.  “Il crocifisso sarebbe un simbolo della tradizione culturale” .                          La religione, continua l’esegesi, é strumento di formazione per la crescita morale delle persone ed é componente essenziale della nostra civiltà”.

Bene, a parte che negli ultimi 20 anni la secolarizzazione del paese sta crescendo fortunatamente a ritmi elevati. Vuoi perché il concetto formativo non sembra essere più integrato ,né integrante nelle scuole della Repubblica. Avremo certamente più bisogno di un ritorno allo studio dell’educazione civica.

Perchè gli esempi dicui godono oggi i cittadini italiani , a cominciare dai comportamenti devianti del loro primo ministro e di una gran parte della classe dirigente, la dice lunga sulla totale assenza di questa cultura cattolica che a dire dei porporati permea la società italiana.

Infine perchè volutamente, facendo leva sull’ignoranza crassa ,si confondono concetti non proprio eguali. La chiesa cattolica romana é una cosa, il cristianesimo un’altra.         Ecco perché  il vaticano ed i governi lacché di questa repubblica (di destra e sinistra)  hanno difeso e perso la guerra dell’introduzione nella carta europea della religione cattolica come parte integrante dell’identità europea.     Perché l’Europa é tante cose e possiede una multiculturalità, multietnicità  ed infine una pluralità di fedi che non possono essere racchiuse in una visione dell’uomo e del mondo che ha pregressi non certo edificanti .  

Dall’inquisizione al potere temporale dello stato pontificio che ha impiccato, non più tardi del 1823 ,l’ultima povera donna con l’accusa di stregoneria! Per fortuna l’Europa é anche frutto della Riforma, del Luteranesimo e Calvinismo, della tradizione Ortodossa e della grande cultura Ebraica , per non citare il più alto esempio di progresso e accademia che è la cultura e religione Musulmana in Europa fino al 1490 . Basti vedere le meraviglie dell’Alhambra-Alcazar a Granada, esempio eccellente di ricchezza cultural- accademica ed architettonica.

Quindi lasciamo perdere il ricorso pretestuoso e fuorviante alla cultura!

Cultura di cui questa compagine governativa si riempie la bocca ,ma di cui non sembra avere un’approfondita conoscenza. Infine non se la cava neanche l’opposizione.       Il Bersani di turno infatti ,per mantenere buoni rapporti interni con i suoi accoliti della margherita, ha dichiarato che “i simboli non fanno male a nessuno!”Sic . Forse.                  Ma come strumento di  recepimento obbligatorio e non informato.

Si perché siamo sempre dinanzi alla visione tipica,cinica  di una percezione e pratica dicotomche tra forma e sostanza. Noi siamo orfani di un principio primario:             la laicità dello Stato! Prova ne sia il finanziamento pubblico alle scuole private, che al 90% sono scuole cattoliche. La nostra Costituzione lo vieta espressamente, ma una legge del 2000 lo permette alla faccia di ogni considerazione giuridica e di principio.

Facendo poi riferimento alla Costituzione ed alle varie sentenze succedutesi ,vale sempre la seguente considerazione :il principio di maggioranza non si applica alla sfera religiosa!         E quindi é inaccettabile ogni discriminazione basata sul numero degli adepti.                         A prescindere poi che, secondo la stessa Conferenza episcopale italiana, i cattolici praticanti sono a malapena il 24% della popolazione,quindi minoranza.

Perciò  a mio avviso si può essere cattolici anche senza pretendere d’imporre al prossimo le insegne del papato.  Sarebbe, a tal punto, il caso di esigere da questi accattoni di rappresentanti politici che di credo e fede fanno quotidianamente mercimonio di :

A) Tassare definitivamente, come richiesto dalla Corte di Giustizia Europea, le proprietà ,i servizi, appartenenti alle varie curie  italiane con le dovute aliquote IVA ,ICI ed Irpef che  da una stima assai ben accurata ammontano a circa 8 miliardi di euro annui.                     Che dal rinnovo del concordato da parte di  Craxi  nel 1984 non sono mai state pagate.

B)Una causa ,sempre presso la stessa Corte di giustizia Europea, é tuttora in piedi per l’inadempienza che lo Stato Italiano pratica  del principio di libera concorrenza nei confronti delle attività di reddito,proprietà e di servizio del Vaticano e di varie organizzazioni quali ;CL,Compagnia delle opere,Edizioni Paoline, Hotels,Residenze, attività editoriali.   Circa 3/4 miliardi di euro annui.

Si prenda nota  che , anche qualora  la riforma  federale proposta  andasse in porto, la nuova tassa, IMU ,che é nè più ,nè meno una patrimoniale per le aziende, prevedeva l’applicazione anche per le sopracitate proprietà. Quest’ultima  norma é stata cassata dall’odontecnico Calderoli.     In effetti era presente nel Milleproroghe fino a fine Gennaio . E’ stata eliminata integralmente, su richiesta del Vaticano (Bagnasco/ Bertone) , in cambio del supporto al governo del Berlusconi, esimio esempio di etica cristiana!    Questo é il comportamento ,dietro le quinte, della Chiesa in Italia.     Forma e sostanza non sono mai equanimi. 

Dipende dal tornaconto di santa  madre chiesa . Talvolta più nelle vesti e nei comportamenti della  Maddalena, evidentemente meretrice!

C) Così come i fondi dell’Istituto per il sostentamento del clero, delle opere per le missioni, che fino ad Ottobre scorso venivano utilizzate come paravento per sostanziosi bonifici e trasferimenti all’estero, verso JP Morgan a Francoforte, dallo I.O.R. , Istituto  opere di religione.          

Oggi ,grazie all’intervento dell’esimio Draghi, sottoposto anch’esso al controllo di Bankitalia, secondo gli standards di Basilea 3. E successivamente  con il  recente “motu propriu” del papa che ha salvato dalle patrie galere il famoso traseritore di divise, Gotti Tedeschi, presidente di quell’istituto di lavaggio ed ingrassaggio!

Credo fermamente che i cattolici in questo paese. prima di ragionare a vanvera, di dare lezioni di etica e morale, di indignarsi in maniera preventiva, dovrebbero prima rendersi conto da che pulpito vengono le considerazioni fin qui menzionate e si rendano conto che ,come afferma il buon sociologo tedesco  Max Weber ,  circa la concezione luterana e calvinista della fede; il “principio del Beiruf “del vero cristiano, é la conquista del Paradiso su questa terra ,hic et nunc , attraverso un comportamento etico conseguente e coerente con i principi cristiani.

Peccato che questi principi cristiani non siano né ritenuti cardine ,né condivisi dai cattolici di santa romana chiesa ,che il paradiso lo possono conquistare comunqu,e attraverso il perdono, la confessione, il pagamento dell’obolo come nel medioevo , alla faccia di un  comportamento non idoneo ,o peggio criminale! Questa é una sostanziale differenza di attitudine, di approccio alla vita tra un cattolico ed un cristiano!

E se  ciò vi pare poco….

Buona vita a tutti.

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