I RISCHI DELLA NOSTRA DEBACLE POLITICA NEL MEDITERRANEO


Come affermavo nel mio blog del 21 Gennaio  ;”Crisi di un sistema di alleanze e di potere nel sud del Mediterraneo”…….

La politica estera italiana nel bacino del mediterraneo, oltre a non essere adeguata nei tempi e nei metodi ,ha perso la lucidità che ci attenderemmo da un paese che in questo scacchiere ha un peso specifico non indifferente e da dove ricava un flusso energetico vitale.

Come ci attendevamo la Tunisia si é liberata dal dittatore- presidente Ben Alì ,e grazie alla sua già avviata democrazia ,presente nella sua classe dirigente ,e nello stesso esercito ad ogni livello e grado, é sulla via di una transizione senza gravi squilibri.

L’Egitto per la forza del suo esercito e del potere che esso ha sempre avuto negli ultimi 60 anni ,presentava una situazione ben diversa,  con rischi maggiori ,sia in termini strategici ,che per il peso rivestito dal paese nello scacchiere medio-orientale.

Ma anche in questo caso le forze armate hanno deciso di assecondare ed accompagnare il processo di cambiamento e democratizzazione.

Queste due rivoluzioni copernicane ,assai pacifiche ,tenuto conto del contesto nel quale avvenivano, sono entrambe frutto, come affermavo in un mio recente blog ,del mutato atteggiamento degli Usa nei confronti dei regimi arabi. Obama ha inaugurato un nuovo, completamente diverso approccio.   Si privilegiano finalmente le nuove generazioni .

Tenete conto che in tutti i paesi del bacino l’età media della popolazione varia tre i 26 ed i29 anni. Mentre le generazioni al potere avevano più del doppio, se non il triplo degli anni. Il mutamento radicale é stato affermare che le manifestazioni pacifiche di cittadini scontenti non possono essere represse nel sangue ,come avvenuto fino all’altro ieri. Questo nuovo approccio ha fatto saltare il tappo…….

Ha fatto comprendere a tutti i giovani, prigionieri di regimi autoritari ed incapaci ,profondamente corrotti, che si poteva osare !! Che potevano provare a ribaltare la situazione a loro vantaggio. Abbattere le dittature al potere, dare finlmente una svolta alle loro vite ,tutto ciò é diventato il loro slogan.         Ma ecco che qui cominciamo a comprendere quanto gli europei ,ed in particolare quei paesi che svolgono  un ruolo assai importante ,Francia ed Italia ,in primis, sono stati restii a muoversi,  a prendere posizione, a comprendere troppo tardi la forza e l’impatto di queste manifestazioni. Un mese, da metà dicembre a metà Gennaio, per iniziare a prendere posizione.Troppo tardi! Ma  come, siamo in Tunisia il secondo partner economico  , sono presenti nel paese 750 aziende italiane e non diciamo niente, mentre tutta l’Europa interviene con dichiarazioni in supporto della democrazia nel paese! Ma ci rendiamo conto del peso che possiamo avere? Comprendiamo che siamo come una porta aerei nel mediterraneo. Che invece di farci sommergere dai problemi dovremmo mettere in piedi una politica estera capace di ,non solo tutelare i nostri interessi,ma sopratutto svolgere un reale ruolo di modernizzazione nei confronti di quei paesi. Ecco perché ,già a fine Gennaio,mi sorprendevo per una mancanza di strategia politica, di un canovaccio di azioni e progetti da porre in essere per condurre ,non subire , la politica americana in un bacino che é il nostro!

E invece cosa facciamo ? Appoggiamo la gerontocrazia, lo sfruttamento sistematico delle risorse del paese che generano profitti solo per alcuni a detrimento di molti!  Ecco che allora, ancor oggi, ci troviamo in grosse difficoltà!   L’amicizia tanto sbandierata e clownesca, da entrambe le parti ,condotta da Berlusconi nei confronti di Gheddafi ,si ritorce oggi contro noi stessi. Il supporto dato a Ben Alì ,sia all’atto del suo colpo di stato  nel 1987 e poi successivamente,  ci mette sempre dalla parte dei Rais.  Dei regimi autoritari di turno!

Ora la Libia ,per noi non é solo il primo fornitore di petrolio, 27% del petrolio importato, ed il terzo fornitore di gas. Si certo, abbiamo anche il denaro libico ,che é parte integrante del sistema economico italiano :               il governo libico e la famiglia Gheddafi detengono il 7% di Unicredit ,la prima banca italiana, il 7% della Juventus,il 3% di Finmeccanica ,l’1% di Ansaldo ,il 3% di ENI ,più altre partecipazioni in medie aziende italiane. Possiamo certo pensare di congelare queste partecipazioni in attesa della caduta del regime. Caduta certa! A nostro parere. Ma proprio per questo il governo italiano aveva l’obbligo di essere tra i primi per evitare i massacri di cittadini inermi . No , il Primo Clown solo stasera ,timidamente, ha fatto una dichiarazione in tal senso . Credo che una volta abbattuto il regime i libici se lo ricorderanno.

La Cirenaica é già nelle mani degli insorti, Benghasi é libera. A Tripoli si rischia una carneficina. Si parla di bombardamenti effettuati dall’aeroautica nei confronti di civili nella stessa capitale . Incresciose, se non conniventi, le parole dell’arcivescovo di Tripoli che giustifica la ferocia del governo affermando che sono state le violenze degli insorti che le hanno provocate! (Dichiarazione resa oggi a Radio Capital e Montecarlo).    Sempre dalla parte dei deboli questi prelati……., questi nunzi apostolici ,mestatori di nefandezze!

Entro fine mese gli imbelli famigli di Gheddafi saranno esuli con i loro tesori rubati al popolo libico.

Algeria , lo Stato che ad oggi rappresenta il maggior pericolo in termini di deriva islamica. Si perché finora la stampa occidentale ha ripetuto pedissequamente  il vecchio spartito americano La dottrina idiota dei due Bush,padre e figlio!.   Occorre puntellare le dittature ,i regimi autoritari ,con denaro ed aiuti militari per evitare derive fondamentaliste.

Niente di più falso. La società tunisina é da tempo una società laica!La società egiziana é in gran parte laica. L’urbanizzazione coatta  delle grandi metropoli Cairo, Alessandria , ha molto ridotto la forza dell’estremismo religioso.  L’ignoranza delle campagne  ,del sud del paese , non funge più da detonatore. I fratelli musulmani non si sognano lontanamente di imporre la sharia. Molti di loro hanno insegnato nelle madrasse in Arabia Saudita,EAU. e vari emirati .  L’Università coranica del Cairo é la più riconosciuta formazione teologica coranica. Sanno bene quanto retrogada sia la visione wahabita. Non hanno la minima intenzione di importare un modello medioevale nel paese.

Ecco che invece l’avamposto del fondamentalismo nel bacino del Mediterraneo risulta essere l’Algeria. E noi italiani abbiamo non solo notevoli interessi in questo paese ,ma anche notevoli responsabilità!            Certo perché la cricca militare che governa il paese ,come Ben Alì a suo tempo, percepisce su ogni acquisto/vendita del paese una tangente .                15 generali hanno nelle loro mani il destino dell’economia nazionale dal 1999. L’Algeria é il nostro primo fornitore di gas ; 45% delle nostre importazioni.  

Le royalties che l’ENI versa nelle casse del governo algerino tengono in piedi il regime militare. Dal 1992. Noi italiani siamo odiati da gran parte della popolazione. Le nostre stazioni di pompaggio nel sud ovest del paese sono massicciamente difese dall’esercito.  Da quei 5 generali a cui noi versiamo tangenti da una vita.  La peggior cosa , e questo la dice lunga sulla commistione tra affari personali e politica estera, é che l’ENI di Scaroni sia stata quasi obbligata, recentemente, a fare da mosca cocchiera per introdurre i russi della Gazprom in Algeria ,su richiesta del Primo Clown.

Quali siano state le ragioni, lo scambio di favori ,dietro questo approccio, lascio immaginare. A me pare comunque poco lungimirante portarsi ,in un mercato quasi monopolistico, un concorrente di dimensioni gigantesche, anche per ENI.  Se salta l’Algeria ,e nel contempo la Libia riacquisisce la libertà, la débacle della nostra politica estera e quindi anche di quella energetica assurgerà a livelli da metastasi.

Il Nord Italia ,ma anche l’Emilia Romagna, si troveranno a dover razionare e quindi con notevoli problemi di operatività. Pensate a i vari settori altamente dipendenti ;il settore della ceramica, delle plastiche  ecc. non saranno in grado di far funzionare i loro forni ed i prezzi schizzeranno del 30%.Non mi preocuperei tanto ,come i cari leghisti delle valli, di sbarchi, che esistono solo nella loro logica di accerchiamento,ma della penuria di fonti energetiche alternative. E già la borsa oggi ha dato i primi segnali in quel senso. Solo il buon Frattini  non si rende conto della sua inutilità e pressapochezza in qualità di ministro degli affari esteri. Ma lui ,si sa, si considera prestato alla politica.  Sarebbe molto meglio ed igienico rimandarlo da dove viene, e molto presto. 

Buona vita a tutti.

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