Previsioni economiche dei paesi emergenti :BRIC


Visto lo stato comatoso della  situazione italiana ed il vicolo cieco nel quale ci troviamo, é certamente più utile e produttivo interessarci alla situazione economica ed alle prospettive di quei paesi verso i quali sta spostandosi l’attenzione del mondo.Potremmo definire questo un problema da ricchi per i paesi poveri.

Mentre i paesi industrializzati stanno dibattendosi per cercare di spuntare qualche punticino di crescita in più, la maggior parte dei paesi emergenti ed in particolare la Cina rischiano seriamente di essere bruciati da vampate d’inflazione.

L’Impero di mezzo , così come veniva definito nel medio evo,deve contrastere una forte inflazione 4.6% nel 2010, provocata in gran parte da una esplosione dei prezzi del settore immobiliare, + 33.2%!!! E da un afflusso piuttosto massiccio di capitali. Questi ultimi tendono a rafforzare sempre più il peso degli investimenti e dunque anche delle esportazioni che sono cresciute del 24.4% nel corso del 2010,tutto ciò con un ulteriore riduzione del consumo interno.

Nonostante il rialzo dei tassi le banche cinesi continuano a prestare denaro in misura considerevole : durante la prima quindicina di Gennaio hanno prestato qualcosa come circa 1000 miliardi di yuan ,circa 150 miliardi di dollari,  contro i 480 miliardi di yuan dell’intero mese di dicembre.

E’ quindi ragionevole ritenere ,come già scrivevo nei miei blog, che le  autorità cinesi dovranno intervenire almeno due volte nel corso del 2011 per rialzare i tassi. Questo comporterà un rallentamento inevitabile della crescita. Il Fondo monetario ha in effetti previsto che il tasso di crescita si ridurrà sia nel 2011 e nel 2012 ,rispettivamente ,9.6 e poi 9.4, contro il 10.5% del 2010.

Ma non é solo l’inflazione che presenta segni di allarme ,ma anche il tasso di consumo interno e della produzione manifatturiera entrambi in ribasso . In effetti l’indice PMI ha toccato il suo più basso livello. Quindi gli squilibri della struttura economica del paese stanno producendo e produrranno effetti collaterali di non semplice soluzione che tenderanno a cumularsi con gli effetti sociali determinati dagli squilibri salariali prodotti da uno sviluppo non omogeneo del paese.

In India ,altro grande paese dominante del gruppo degli emergenti, l’economia mostra segni di inflazione evidente, 7.5% contro i 5.5% previsti. Ciò ha provocato un intervento della Banca centrale giusto il 25 Gennaio u.s.. Il più alto livello dal 2008. Già nel corso del 2010 era intervenuta sei volte. Anche in questo caso il rialzo dei tassi comporterà un decremento del tasso di sviluppo conducendolo all’incirca ad un 8.4% dal 9.4%.

L’India però in termini di sviluppo ,mentre rappresenta una coesione sociale e politica più elevata rispetto alla Cina, presenta d’altro canto un tasso di sviluppo umano ,cioé un indice che valuta vari parametri (alfabetizzazione,speranza di vita,tasso di scolarizzazione ecc.) più basso. In questo speciale indice tra i paesi del BRIC la Russia é il paese con il miglior score ,ma pensate che per esempio la speranza di vita per l’uomo è di soli 58 anni contro i 76 anni per un uomo in Italia. Per quanto riguarda la scolarizzazione il paese meglio piazzato é il Brasile con un tasso del 65% per i maggiori di 15 anni. 

In termini d’investimenti stranieri diretti ancora una volta tra i Bric é la Russia il paese che è in testa con più di 30 miliardi di dollari nel 2007. In Cina, seppur notevolmente aumentati ,gli investimenti sono inferiori a causa dei numerosi blocchi burocratici e monopoli in vari settori come ad es.: gas , petrolio, aerospazio,siderurgia ecc.!

Per quanto attiene le riserve la Cina é di gran lunga il più potente . Detiene in gran parte in buoni del tesoro americano,ma anche in DTS ed altri valori ,oltre 1700 miliardi di dollari nelle proprie casse .La Russia, secondo paese per riserve accumulate tra i Bric, é molto più in basso con circa 500 milioni di dollari di riserve.

In termini di dipendenza alimentare, elemento d’importanza fondamentale, tenuto conto della crescita demografica e delle problematiche che essa innescherà , la Cina é molto a rischio. Quasi autosufficiente per quanto attiene la produzione del riso ,deve importare quantità enormi di soya per alimentare il bestiame e questo tenuto conto dell’incremento costante del consumo di carne diverrà un problema. L’India é il paese meglio posizionato essendo il suo territorio estremamente fertile per più del 50%.Inoltre la polazione indiana é ancora rurale ,il 70%. La produttività agricola é aumentata dal 1990 al 2007 di oltre il 25%.

L’efficienza energetica dei paesi Bric é piuttosto scarsa. Si misura in in KG di petrolio,o equivalenti, per 1000 $ di valore di PIL. La Russia risulta la pià economa, certo anche essendo un forte produttore essa stessa.La Cina pur avendo riserve di carbone assai elevate ha però un consumo 1.7 miliardi di tonnellate equivalente petrolio che in futuro la mette a rischio. L’India e il Brasile si trovano anch’esse in una situazione assai difficoltosa.

Investimenti e spese in ricerca e sviluppo.   Cina ed India si situano  quasi a pari merito.   La Cina non si accontenta più di produrre manufatti a basso valore aggiunto, o produrre a façon per gli occidentali ,volendo oggi ottenerne anche il know-how. Giusto per comprendere l’investimento  in termini educativi ,circa 600.000 ingegneri escono dalle università cinesi ogni anno!!!!!   L’India dispone di un’ eccellenza indiscussa in  settori come ;informatica,farmaceutica, OGM grazie alle concentrazioni tra sistema produttivo,centri di ricerca e collaborazioni con le migliori zaibatsu occidentali e giapponesi. Qualche ritardo invece lo esperimenta nel discorso manifatturiero.

Sostanzialmente si possono sintetizzare i punti forti  e di debolezza dei due giganti Cina e India  in :

Cina PRO :Economie di scala elevate grazie ad un mercato di 1.3 miliardi di consumatori,un potere centrale  potente ,anche se poco efficace. CON: Deficit notevole di cultura manageriale, scarsi quadri dirigenti, classe dirigente gerontocratica e conservatrice.

India PRO. Lingua ufficiale inglese ,une élite capace, intelligente ,formata nelle migliori università britanniche ed americane ,un mercato interno di oltre 1 miliardo di abitanti,una coesione sociale e capacità di team work notevole. CON : Un deficit di sistema infrastrutturale, una burocrazia pesante e non consona al rapido sviluppo tecnologico.

Sostanzialmente personalmente ritengo che un leggero vantaggio in prospettiva possa appartenere all’India che rappresenta, anche se con i suoi elementi contradditori , la più grande democrazia del mondo!La Cina deve ancora trovare una sua apertura al mondo.Resta per dirla in termini storici l’impero di mezzo. Nel senso che dovrà ancora trovare un equilibrio sociale interno.

Il problema per tornare rapidamente ai casi nostri resta cosa vogliamo essere e diventare noi europei. Se supereremo i nostri nazionalismi ormai desueti, se riusciremo ad operare, agire e mettere in campo una strategia politico economica  unitaria avremo certamente da esprimere la forza di cui disponiamo. Al contrario se continueremo ad avanzare ognuno per conto proprio il 21 secolo sarà per noi piuttosto duro. Tra USA e CININDIA saremo il vaso di coccio. Diverremo un mercato ricco, ma perderemo la nostra identità di capacità industriale manifatturiera e soprattutto  la creatività che contraddistingue in generale la nostra produzione che é prima di tutto culturale ,di immagine  e non di grande potenza.

Buona vita a tutti.

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