Parlamento Europeo, Addio a T. Zevi e situazione Tuniso-albanese


Leggendo la stampa italiana in merito alla richiesta fatta dal gruppo dei parlamentari italiani presso il Parlamento europeo sembrava quasi che l’Istituzione avesse dato il via libera per attivarsi alla richiesta di estradizione di Battisti dal Brasile. Anche sul Corriere l’articolo era talmente ben congegnato che questa era la percezione…..Niente di più falso!

In realtà il portavoce della Commissione ha ribadito quanto da me preannunciato nel blog “Draghi P.E. ……..” che non é compito suo di occuparsi di situazioni che riguardano relazioni statuali bilaterali.” Quindi questa iniziativa é politicamente idiota perché gli  83 deputati 83 che hanno votato erano soli in aula e l’intero parlamento euroopeo conta 743 parlamentari.

E’ ancora più stupida se pensate che a parte IDV ,anche il PD e la sinistra si sono uniti in questa iniziativa bipartisan . Non é comprensibile come questa malsana idea si sia sviluppata quando era chiaro quale sarebbe stato il risultato. Ciò dimostra ancora una volta che la politica italiana é gestita ,in varie sedi europee, da peracottari incapaci di valutare politicamente i pro e contro delle loro iniziative.  A maggior ragione ,quanto già detto, vale per il PD che ormai non perde occasione per peggiorare la propria crisi identitaria e capacità di fare opposizione!

Un saluto a Tullia Zevi ,donna di grande intelligenza, di grande cultura e soprattutto voce laica dell’ebraismo italiano.Queste alcune delle sue affermazioni :                                      “L’Europa da continente bianco e monoculturale é ormai multirazziale e policulturale.        Sta a noi educare al pluralismo religioso,etnico, e culturale.Occorre temere la miscela fede /politica perché é un binomio esplosivo. Occorre ricondurre la fede nel suo alveo naturale!”.    Ecco questo é vero laicismo.E come ateo non posso che rispettare coloro che fanno di questa visione della fede il fondamento del loro credere.

Tunisia .L’assordante silenzio dell’Italia in merito alla rivoluzione dei gelsomini in Tunisia e dell’attuale appello dell’opposizione albanese al nostro governo danno la triste immagine di un esecutivo che ormai si interessa solo alle sorti del proprio Primo Clow e delle sue senili e puerili gesta.   E’ incredibile che non si sia espressa una sola parola su ciò che l’Italia intende fare in entrambe le situazioni che divergono enormemente quanto a contesto e sviluppi.   Ma in entrambi i paesi noi abbiamo un ruolo di primo piano .In Tunisia ci sono 750 aziende italiane e la nostra presenza economica ci pone al secondo posto in termini di scambi commerciali dopo la Francia. In Albania siamo addirittura e di gran lunga il primo partner.

Ma sembra che a parte poche considerazioni, vuote di significato, il nostro Ministero Affari Esteri non abbia il coraggio di uscire allo scoperto.Non é con questi mezzucci che ci faremo amare e rispettare dai cittadini di quei paesi. E soprattutto non ci renderemo partecipi della loro evoluzione democratica.

Quanto poi alla transizione in Tunisia, seppur tra manifestazioni e proteste, sembra che una volta eliminato l’RCD (Partito dell’ex presidente) e proceduto a chiarire che i vecchi personaggi possono solo accompagnare il paese alle elezioni le cose stiano rientrando nella normale dialettica. Resta un grande cammino da compiere da parte dei rappresentanti dell’opposizione che oggi sono chiamati a responsabilità politiche alle quali ,forse , non sono preparati. Molti di quest ultimi sono stati in esilio per più di 20 /25 anni. Non hanno il polso della situazione, una chiara conoscenza dei meccanismi in atto e devono essi stessi assicurare una transizione generazionale, oltre che riallacciare le necessarie relazioni con la Tunisia del 2011.

Questa é la ragione per la quale é fondamentale che vi sia un aperto dialogo tra la società civile, le professioni  e le istanze delle varie confederazioni.   Il periodo costituente avrà un percorso lungo.  Una riforma costituzionale é assolutamente da porre in essere,un’avvicendamento profondo della classe politica e delle stesse isituzioni. In un paese dove i giovani rappresentano il 50% della popolazione maggior peso deve esser loro conferito per una rappresentanza reale e non più di facciata. Infine occorrerà metter mano ad una riforma fiscale per sovvenzionare il cambiamento e rendere più democratica la distribuzione della ricchezza tra le varie classi sociali. Stessa riforma dovrà avere per oggetto la ripartizione territoriale dei contributi statali e sociali.

Lo sfaldamento economico ed i danni finanziari della piramide crata dal clan Ben -Alì-Trabelsi dovrà essere quantificato. Kamel Nabli il nuovo DG della Banca Centrale  avrà da valutare l’entità dei  problemi cereati dal crollo della Banca Zitouna ,un Ponzi scheme creato  e diretto dal genero dell’ex presidente, Sakher Matri,oggi rifugiatosi in Arabia Saudita. Il valore dei  crediti inesigilbili  della Banca del Sud e de Tunisie. In molte delle organizzazioni vi sono ancora i vecchi direttori collusi con il potere. Anche in questo senso l’Europa potrebbe aiutare, in nome di una vera collaborazione mediterranea,  la transizione e la soluzione inviando missioni di controllo.La convertibilità del dinaro dovrà essere rinviata ed una sua svalutazione messa in cantiere. 

Quanto all’Albania ,paese nei confronti del quale l’Italia ha dirette responsabiltà, la situazione prima di divenire esplosiva potrebbe essere gestita con accortezza.Anche qui i Ponzi schemes sono stati ampiamente utilizzati dagli uomini al potere: Berisha/Djukanovich ecc.

Tutti ne sono a conoscenza,ma niente é stato fatto e la lezione degli anni ’90 non é servita a niente.Il solo ad essersi dimesso é il  vice primo ministro,Ilir Meta, ma le mazzette, frutto di tangenti, fornite da varie aziende italiane sappiamo tutti che sono andate ai maggiorenti di tutti i partiti ,nessuno escluso. Forse oggi sarebbe il caso di valutare i disastri compiuti e cercare di far funzionare l’organizzazione ed il sistema paese dei nostri vicini, avvicinandoli all’Europa ,non a parole ,ma nei fatti!  L’esempio attuale dato dall’Italia non aiuta certo……….ma  si può sempre migliorare…..

Ancora una volta si tratta di avere una politica a più lungo respiro , capace di creare circoli economici virtuosi e di far evolvere  nella direzione democratica paesi che non chiedono altro . Evitando situazioni di rischio per le popolazioni ed infine anche per noi stessi. L’Albania é un paese a maggioranza islamica e sarebbe intelligente non creare condizioni di rivolta o  di scontro che potrebbero innscare derive religiose a 80 km in linea d’aria da noi.

Ma forse si crede nelle valli bergamasche che questo sia un ‘altro mondo e che l’italietta che loro hanno nel profondo della loro incoscienza di ignoranti, possa rimanere avulsa da scenari di questo tipo. Beata ignoranza !

Buona vita a tutti.

 

 

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