Bankitalia, il crepuscolo del potere e la situazione del Sud Mediterraneo


Non per ribadire e avvalorare le nostre previsoni sullo scenario economico prossimo venturo,ma anche oggi Bankitalia ha fiaccato le speranze governative riguardo ai tassi di crescita ;0.9 % nel 2010 ,1.2% nel 2012! Nel 2013, se saremo fortunati, 1.5% . Con questi numeri non si va da nessuna parte, né si fanno le riforme .Quanto alla disoccupazione ed al suo riassorbimento scordatevelo…!. La politica di modernizzazione di quest’accozzaglia  di apprendisti stregoni ,dopo 17 anni, ci ha condotto in un vicolo cieco ,dove un primo ministro in avanzato stato di senilità , ancora può contare su un blocco socio-economico che, a dispetto di tutto, lo mantiene al potere.

Nonostante la stampa mondiale ci irrida,il nostro Primo Clown afferma tronfio:                   “Io mi diverto”. Forse lui ,non certamente noi ,che ne abbiamo le tasche piene di questo cialtrone! Ma questi imprenditori, questi brambilla nazionali, lo assumerebbero un dirigente come il Berlusconi ?Una donna normodotata lo prenderebbe in considerazione?Un figlio ,una figlia lo stimerebbero come padre? Ma le avete lette le 300 pagine?                 A questo proposito,  sono proprio i parlamentari della commissione per le autorizzazioni a procedere che ne hanno dato ai media il contenuto, di cosa si lamenta il Berlusca? Si rechi in tribunale e si difenda ,invece di blaterare stronzaggini su tutte le reti televisive nazionali invadendo la nostra privacy con le sue  gesta da pedofilo!Ma lasciamo perdere queste cazzate e parliamo di cose serie.

Prendiamo il fondo del “cerchiobottista”Pier Luigi Battista ,vice direttore del Corriere, che iniziò la professione a Mondo Operaio e poi passò i migliori anni con  Statera.

Bene, questo intellettuale ,si denota, non ha alcuna dimestichezza con il mondo aziendale.    Con la gestione dell’impresa. Sì perché nel suo articolo ha pervicacemente insistito sul fatto che adesso i lavoratori che hanno votato per il sì al referendum aziendale di Mirafiori devono essere tutelati ed ammirati per la loro scelta. Il problema ,caro Battista é che, come affermavo in altri miei blog,l’azienda  non deve mai buttarla in antagonismo.   L’azienda non é un luogo dove si pratica la politica ed il suffragio .  Il lavoro in un impresa é di “team”,di fiducia reciproca tra le parti e di autorevolezza dei capi.Dove gli operai sono gomito a gomito e solidarizzano. se questo clima s’infrange é finita!

Se si incita alla divisione il risultato che si otterrà sarà una rottura degli equilibri ed una ulteriore divisione . Nessuna azienda in Europa ,né in Germania, né in Francia ,né altrove, ha preso questa strada.  La Fiat comunque ha già richiuso i cancelli. I lavoratori di Mirafiori sono di nuovo in cassa integrazione ,pagata dallo Stato. Anzi, adesso si desidera estendere lo scontro anche a Melfi e Cassino . Lo stesso clima che si va creando nel Paese.

Un blocco sociale che si oppone all’altro.Nessun vincitore ,tutti perdenti.                               Ma se mi posso permettere una mia personale considerazione.

La parte più istruita ,più globalizzata,più moderna e progredita  del paese  sta a sinistra  nell’arco ideale della politica italiana. Ancora una volta se la destra fosse  liberale,etica, morale e financo conservatrice, sarebbe naturale ,non ci sarebbero scontri.                 Purtroppo questa destra é la più brutta delle copie europee. Arricchiti, lestofanti,mezze tacche, quaquaraqua,trasformisti,catto-fideisti per interesse.                                                   Il cardinale Pepe, oggi, dopo tutto ciò che sta uscendo sulla stampa ha dichiarato che in ogni uomo c’é del bene e Berlusconi é un bravo cattolico! Vi basta questo? Peggio, molto peggio dei nani e ballerine di craxiana memoria.Ed in questo sta la grande differenza. 

Certo, se i giovani lentamente emigreranno per mancanza di opportunità  in Europa ,o altrove, lo sviluppo potete già immaginarvelo. Saremo anche il paese più patrimonializzato e ricco del mondo,ma nel giro di una generazione saremo a livello della Tunisia. In  termini politici s’intende,perché quanto a libertà religiosa ,da quelle parti, é superiore alla nostra!  Cetto La Qualunque, personaggio di Albanese, che appunto incarna questa tipologia di personaggi in cerca d’autore ,della seconda repubblica, afferma nel suo italiano alla Minetti ,meneghino-cialtrone, che “briffa” , “La realtà ci supera parecchiamente!”

E veniamo a cose ben più serie . La Tunisia e la sua tormentata transizione verso le elezioni e la democrazia.  Chi ha letto i miei precedenti blog sa che l’unico modo per fermare la situazione degli scontri  é disarmare e porre in stato di fermo tutti i membri delle forze speciali del vecchio regime. Il passaggio costituzionale é stato fino ad oggi osservato. Ghanouchi ha cercato di formare il nuovo governo. Molti tunisini consideravano che potesse essere adatto .Personalmente lo escludevo .    Per tre ovvie ragioni.                         A) Affinché vi sia un reale cambiamento occorre che l’RCD, il partito di Ben Alì, sia disciolto perché struttura portante della dittatura e che i responsabili siano radiati a vita dalla vita politica!Tra di essi figurano sia il presidente della Camera che lo stesso Ghanouchi i quali potrebbero  essere esentati  al solo fine di portare a termine la transizione riscattandosi agli occhi dei tunisini.

B)Le elezioni devono avvenire nel più breve lasso di tempo. Forse non entro 60 gg ,come recita l’art.56,ma certo non tra 6 mesi.   C) Non deve esserci alcuna continuità tra questo nuovo governo e quello precedente.    D) Le dimissioni dei 5 ministri nominati stanno ad evidenziare questo. La transizione deve essere assicurata ,ma non  sotto la regia  dei  responsabili della vecchia politica.

Infine la legge elettorale. Deve essere proclamata un’amnistia per coloro ,tra i leaders ,che sono in esilio. Lo stesso Ghanouchi, omonimo del primo ministro, ma anche le formazioni della sinistra laica. Occorre che i tunisini riprendano i testi e la filosofia  di un loro grande storico sociologo ,una dei fondatori arabi della politologia moderna ; IBN KHALDOUM . Devono comprendere che solo un’aperta competizione può garantire la migliore risposta per coloro che cercano di trovare ogni ostacolo per poi denunciarne il risultato.

Gli islamisti , ritengo non abbiano alcuna chance, al contrario di quanto scrive certa stampa europea, poco informata o interessata a intorbidire le acque. Ma proprio per questo devono anch’essi poter partecipare . Con ciò si potrà democraticamnete tappar loro la bocca. In Tunisia ciò é  possibile.

La polveriera nel mediterrano é oggi l’Egitto. Mubarak non arriverà a fine anno, malato di tumore come é. Suo figlio non riuscirà a mantenere il potere. Gli islamisti ,grazie alla repressione operata dal regime, sono maggioranza nelle zone urbane .Più di 1/3 della popolazione dell’intero paese vive intorno alla capitale. Altro che coopti . Questa diverrà la guerriglia di domani, dalla quale sarà difficile uscire. Per non parlare di un Egitto che cambia totalmente gli equilibri medio-orientali . Allora sì che Israele, invece di giocare con la questione  palestinese, dovrà fare scelte molto rapide per non sparire!

L’Algeria ,l’altro paese  ad alto rischio  di rivolta. Le condizioni del popolo sono penose ,se rapportate alla sua ricchezza e alla dimensione del paese.La giunta militare ha rapacemente depredato il paese negli ultimi 20 anni.  L’analfabetismo molto alto .Le lotte intestine tra le etnie in cui é diviso il paese fanno il resto.                                        

E l’analfabetismo é un bacino di espansione enorme per le religioni monoteistiche.        L’unico che potrebbe essere al riparo ,grazie all’intelligenza di Mohamed VI ,é il Marocco. Ma anche qui ,oltre il 50% della popolazione è analfabeta, grazie alla nobiltà parassitaria ed ignorante ,promossa da suo padre, che ha mantenuto il paese in condizioni medioevali e che oggi suo figlio cerca disperatamente di far progredire. Con rischi non indifferenti, posti proprio da quella nobiltà parassita che si vede ,poco a poco, portar via i privilegi su cui ha da secoli contato!

E dopo il mio blog sulla politica europea ed italiana nel mediterraneo, ho avuto il piacere di ascoltare oggi la ministra francese degli esteri recitare  il suo mea culpa per non aver compreso, per non essere intervenuta prima. Niente da Frattini,   ma si sa i nostri berlusconiani di ferro sono da sempre al di sopra di ogni sospetto. Ma  ben presto dovremo, nostro malgrado, prendere posizione ed allora vedremo la lungimiranza di questi nostri rappresentanti nel mondo.     Se il circo berlusconiano é quello del bunga -bunga ,poco riusciremo a combinare ,nonostante i capaci funzionari diplomatici di cui disponiamo.

Buona vita  a tutti.

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