TUNISIA :La difficile e complicata transizione!


Dopo la partenza di Ben Alì tutti noi abbiamo festeggiato la caduta del suo regime.              La sua fuga ci ha fatto, per un momento ,dimenticare il cammino ancora difficoltoso che attende il paese prima che si  realizzi una vero governo democratico.

In effetti, poco dopo aver ricevuto una telefonata di conferma dell’avvenuta partenza del presidente da parte di un grande amico ,ed aver letto il riferimento all’art.56 della Costituzione che il Primo Ministro Gannouchi aveva citato, mi ero interrogato sulle discrepanze.

Intendo con ciò il fatto che l’articolo citato prevede il trapasso di potere al  Presidente della Camera,  Fouad Mebaza ,non al primo ministro e l’indicazione di nuove elezioni entro 60 gg. e non dopo sei mesi come anticipato dal Primo Ministro.

In seguito abbiamo notato come la situazione sia evoluta in stretto senso giuridico, anche in funzione della richiesta venuta da varie personalità politiche e dalla stessa società civile.   Le ragioni di questo ulteriore passaggio sono da ricercare nel fatto che Gannouchi era un fedele servitore di Ben Alì e non possedeva certo  carte in regola per ottemperare ad un ruolo di garante nella fase attuale. Occorre inoltre ricordare il peso dell’esercito che, come ho sempre sostenuto in questo blog ,non sarebbe mai intervenuto direttamente ,ma avrebbe assicurato la legalità. 

E fino ad oggi é grazie all’esercito che il processo di transizione si compie senza ulteriori salti nel buio!

A mio avviso il tentativo di Gannouchi era di assicurare il mantenimento, anche se più blando, del potere da parte dei soliti noti!Non gli é riuscito .Adesso la parola passa al popolo.

Ma,  e questo può rappresentare un “grande ma”, il problema adesso é come riportare nell’alveo della legalità la gran parte delle forze speciali  che hanno servito, con e sotto      Ben Alì  e che oggi si vedono esautorate e a  forte rischio .                                                          Il caos di cui parlano i media tunisini ed internazionali é in gran parte provocato da queste persone che oggi non hanno più niente da perdere e che cercano con il caos ed i disordini di poter nuovamente cavalcare la situazione erigendosi a garanti della sicurezza!

Questo é un aspetto che l’attuale presidente del parlamento deve assolutamente risolvere. Un aspetto essenziale anche per il futuro a breve termine. Le elezioni proclamate devono poter svolgersi nella calma più totale per non dare adito a brogli ,o peggio scontri.               Le forze speciali “devono” essere messe sotto il controllo diretto del’esercito e disarmate immediatamente!

Coloro che non si dovessero sottomettere  ,immediatamente arrestati e confinati in una delle tre isole che Ben Alì utilizzava per i prigionieri politici al largo della penisola della Kelibia! Solo così si porrà fine ai saccheggi ,alle uccisioni praticate dai cecchini….                  Molti osservatori continuano a ripetere che la Tunisia potrebbe essere il primo domino a cadere tra i regimi autoritari ,ma non islamici !

Questa è una considerazione ,a mio parere infondata e che non credo possa realizzarsi!

Le ragioni sono molto semplici. Come più volte abbiamo affermato il popolo tunisino ,nella sua totalità ,é il più istruito d’Africa. I fondamentalisti,  siano essi musulmani,cattolici,ebrei hanno sempre avuto terreno fertile tra analfabeti,fideisti, poveri diseredati che non hanno alcuna capacità di discernere e comprendere .In tal senso sono esposti alla logica di facinorosi figli di puttana!    

Inoltre il livello economico e la qualità di vita  raggiunti e la percentuale di popolazione questo che appartiene alla classe media ,circa il 60%, permette un diverso approccio alla situazione.

La religione islamica nel paese non é cogente, non é assolutamente vissuta dal tunisino come SHARIA. Questa visione medioevale ed idiota ,appartiene ai paesi medioorientali che al contrario la vivono, seppur con estreme contraddizioni, con sopportazione atavica!        

Nella sua visione del mondo il tunisino é un pò come l’italiano medio che si dichiara cattolico ,ma che certamente ha della religione una considerazione ben più cinica e mondana.   La stessa distanza tra forma e sostanza che alberga nel popolo italiano.             Bunga ,bunga  e concetti morali ed etici distribuiti a iosa come memento!

Ma lasciando da parte gli elementi di comparazione ,resta il problema che il presidente della Camera, possibilmente con il supporto pieno ed incondizionato della società civile ed il cordone sanitario posto dall’esercito ,deve evitare derive di carattere sovversivo/eversivo .

Il clima politico é sano. Resta un’ulteriore interrogativo legato al periodo precedente di  non democrazia, all’assenza di un training politico adeguato per coloro che ora dovranno prendere in mano le sorti del paese.

Con tutta sincerità lo stesso cosiddetto leader dell’opposizione Chebbi non é adeguato alla besogna. Solo un gruppo di persone provenienti dalle professioni liberali,non direttamente coinvolte nel regime, che abbiano a cuore il vero senso della democrazia, possono riuscire in questo passaggio.

Hanno dalla loro il grande balzo e l’esempio di Bourghiba che negli anni ’50 e ’60 portò a conclusione riforme che gli altri paesi islamici e del Nord Africa stanno ancora tentando di realizzare. Le condizioni per un transizione democratica sono tutte riunite.                          Solo errori macroscopici da parte dei notabili attuali e manifestazioni non controllate di collera popolare possono mettere a rischio questo fondamentale passaggio per la libertà del paese.

L’ultima ratio ,se una tale deriva dovesse realizzarsi, resta il ruolo dell’esercito.                     Un esercito quello tunisino che nei suoi alti gradi é profondamente cosciente del suo ruolo super partes ed i cui componenti sono in larga parte culturalmente preparati . E se ve lo dice un convinto antimilitarista ,potete crederci!

Buona vita a tutti!

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