Certezze,o massime socratiche?


Anche quest’oggi riceviamo in quanto europei la giusta dose di raccomandazioni dai vari premi Nobel americani.Certo, il rapporto in questo senso é negativo di 1 a 9 per quelli di nazionalità europea.Ma é interessante notare come tutti loro, oltre a nutrire un forte senso di sorpresa ,ed in qualche modo di invidia, circa il percorso fin qui fatto dalla moneta unica,ammettendo la sua unicità storica, pongano poi dubbi più ,o meno seri sulla traiettoria futura dell’euro.

Molti tra loro sottolineano le difficoltà nel pervenire ad una unione politico-economica,altri pongono l’accento sulle differenti politiche fiscali e l’eventuale armonizzazione che comporterà una maggiore rigidità. Altri ancora il peso che l’euro ha raggiunto negli scambi internazionali ed il ruolo che gli investimenti cinesi potrebbero conseguire nel medio termine. Certamente tutti questi elementi rappresentano degli ostacoli sulla via dell’integrazione dell’Unione.

Ma vista la congiuntura economica mondiale e le condizioni strutturali della finanza e dell’economia statunitensi da semplice osservatore comincerei a preoccuparmi maggiormente e seriamente  del gigantesco deficit che gli USA stanno accumulando.

Il peso ed il ruolo del dollaro stanno perdendo valore a vista d’occhio. I Fondi sovrani medio orientali che hanno da sempre sostenuto ,grazie ai petrodollari ,l’architettura dell’economia mondiale ,basata sulla divisa americana e sulla sua “trading capacity” ,stanno lentamente ,ma insorabilmente, spostandosi sull’euro.

Inoltre la Cina sta investendo in alcuni paesi europei acquisendo privatamente,cioé fuori asta e quindi a prezzi più elevati, il debito di questi ultimi: Portogallo,Spagna gli ultimi esempi.     L’Europa ha senza dubbio davanti a sè un percorso assi tortuoso,ma la via segnata da Schumann 60 anni fà non ha mai tradito e così credo continuerà.

Il sistema finanziario americano oltre che sui 7 gruppi ,o meglio lobbies finanziario-bancarie che ne rappresentano la longa manus ,conta su alcune della maggiori università dell’Ivy League. Queste ultime ricevono notevoli aiuti finanziari  dalla lobbies e contribuiscono a loro volta ad accrescere l’immagine dei loro think tank. I quali di fatto vengono coinvolti nelle strategie operative.

Un circolo “vizioso” che alimenta il potere accademico e quindi l’universalità del loro sapere. Sapere che si misura poi in termini di indicazioni ,partecipazioni e consulenze che parzialmente devono tenere in debita considerazione la provenienza ,l”origine, di quelle istituzioni universitarie.

In parole povere occorre separare ,forse, il grano dal miglio!  Ed approfondire ciò che é vero, da ciò che appartiene alla cortina fumogena.  Basti pensare ai controlli che il sistema delle banche centrali europee ha messo  in piedi da anni e che gli Stati Uniti a fatica e contro il volere di gran parte della politica conservatrice repubblicana e dei cittadini americani tenta ,senza grande successo,  di istituire . 

Le bolle recenti sono  in gran parte il frutto di un “laissez faire” generalizzato che il governo permette a queste “grandi zaibatsu” al di sopra di ogni sospetto e controllo.    Nei prossimi 15 anni la parabola non potrà che tendere verso il basso. Noi europei avremo pure da integrarci,ma gli Usa dovranno lottare per non disintegrarsi economicamente!

Il vero problema sarà per l’Europa raggiungere un livello d’investimenti ottimali per far fronte alla modernizzazione e globalizzazione. L’Europa rappresenta il 16% dell’economia cinese. Questo é ancora un livello funzionale. Ma sarebbe meglio non continuare con questo trend. Investire e contribuire allo sviluppo del bacino mediterraneo non solo é strategicamente vincente,ma permettrebbe al sistema europeo di intensificare la propria unione e nel contempo diversificare e delocalizzare quelle produzioni a basso valore aggiunto verso paesi che ne rappresentano il naturale sbocco .

Così facendo si otterrebbe un circolo virtuoso :un mercato prossimo che necessita di sviluppo per proseguire sulla strada di una democratizzazione senza intoppi.                 Uno scambio non solo di merci,ma anche di risorse umane ,che contribuirebbe a formare in futuro le élite intellettuali di quei paesi che ,dopo periodi di specializzazione /training/scambi universitari,potrebbero ritornarvi. 

Se la disoccupazione intellettuale  é ,in ordine di priorità, il primo problema che i paesi del sud europa,Italia,Spagna,Portogallo,Grecia ,devono affrontare per dare una risposta seria alla moltitudine di giovani che cercano di realizzarsi ,la risposta non può che risiedere nell’allargamento del teatro operativo.

Allargare cioè il contesto e lo spazio entro il quale si può intervenire.Offrendo al bacino sud interscambio formativo e culturale e nel contempo utilizzando spazi di formazione sul campo dove i nostri giovani possano intervenire apprendendo.

L’Europa non può continuare a pensare ad essere solo esportatrice di merci a medio-alto valore aggiunto,ma deve assumere anche il ruolo di partner commerciale a tempo pieno .E la partnership condurrebbe, per dirla in termi strategici ,ad acquisire permanentemente quote aggiuntive  di mercato interno a quei paesi e mercati.

Occorre buttare al di là della siepe i nostri timori, le nostre paure e divenire un pò più sicuri di noi stessi e credere maggiormente nelle nostre capacità di intraprendere in senso solidaristico.

Parlando di certezze mi permetto di riprendere un annoso tema.                                           Il concetto di etica e morale. Decisamente a geometria variabile e declinabile secondo illa teologia applicata oggigiorno dal Vaticano. Ancora una volta il card. Bertone se ne é uscito con una delle sue solite “boutades”:

La legalità é centrale nella società,non esiste libertà assoluta senza morale”.             Queste le parole pronunciate all’apertura dell’anno giudiziario della s.sede.

Peccato che per anni la s.sede sia stata inserita dall’OCSE nella lista nera dei paradisi fiscali.Peccato che per 6 mesi Gotti Tedeschi ,DG della banca di dio, abbia insistito con le autorità di Bankitalia che i 23 milioni di euro inviati alla JPMorgan di Francoforte erano del tutto normali operazioni e non illeciti trasferimenti e  lavaggio di denaro.           Peccato che benedetto 16° sia intervenuto con “motu proprio” per salvargli il culo e quindi dichiarare che la punibilità di simili reati. Grazie anche alla caparbietà dimostrata da Bankitalia e da Draghi che non hanno baciato l’anello e hanno costretto il papa ad andare a Canossa!

Peccato infine che questa chiesa, non ecclesia, continui ad utilizzare il solito metro:      due pesi e due misure! Profondo ed integrale supporto al Primo Clown che, pur non avendo un comportamento da buon cristiano e neanche da buon cittadino,gode della massima stima di Bertone che pranza e cena con lui ad ogni piè sospinto. 

Se questa é la morale che questi signori ci vogliono impartire ,credo proprio che noi, persone intelligenti e non avvezze a compromessi fideistici, possiamo felicemente farne a meno!

Buona vita a tutti.

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