Pastori sardi e laureati tunisini


E’ davvero incredibile credere che 200 poveri pastori sardi abbiano impaurito i responsabili del Viminale e che nei loro confronti si sia agito come se fossero dei teppisti!Volevano semplicemente richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul braccio di ferro contro Governo e Regione Saerdegna per i contributi promessi,ma poi non concessi!

Ma non solo, sono stati tutti denunciati per manifestazione non preavvisata e rifiuto di fornire le proprie generalità.  Dopo essere stati bloccati a  Civitavecchia ed aver sequestrato i 5 pulmann che dovevano condurli a Roma. E’ quanto mai specioso che dopo le parole dello sprovveduto ed ignorante ( in termini giuridici) Gasparri sembra proprio che la sua dottrina di arresto preventivo sia divenuta pratica corrente.

Sembra ridicolo assumere una tale finzione, che é assai manifesta. 200 persone prendono il traghetto per il “continente” dopo aver invitato a sostenere la loro lotta i giornali e politici locali. Prenotano 5 pulmann  in tutta tranquillità e una volta giunti a Civitavecchia le autorità di polizia  decidono di bloccarli????  A nostro modo di vedere ed interpretare il Codice di Polizia, nonchè quello penale, questa azione é “un negato rifiuto al diritto di manifestare” !Non solo, si é con la successiva denuncia, oltrepassato ogni limite trattando dei padri di famiglia,lavoratori ,come puri teppisti . In una democrazia  manifestare civilmente é un diritto! L’applicazione della legge é stata fuorviante..Il loro blocco a Civitavecchia un abuso.Il diniego a lasciarli manifestare in loco ,un ulteriore abuso di potere perpetrato con la scusa che erano disposizioni dirette del Viminale.

Se in questo paese si comincia a definire in via preventiva ciò che é lecito e ciò che non lo é, senza valutazioni di merito, sia politiche che sociali, in una situazione di disoccupazione crescente ,sia per il 2011 ,che per il 2012, credo proprio che ci  sia una precisa volontà di voler generare incidenti per innescare la caccia all’untore.

Se la politica non riesce a trovare soluzioni, alternative, al malessere socio economico ormai strutturale ,non é certo negando a 200 pastori il diritto a manifestare che mostrerà la sua forza e decisione per salvaguardare la sicurezza!!!Da chi,di chi, , da cosa?

La minaccia che si aggira sui Paesi industrializzati é quella che l’OCSE definisce il “lavoro povero”!Sempre più precario,svalutato, a basso reddito che riduce ampie fasce di popolazione sotto le soglie minime di povertà.I lavoratori poveri secondo questa definizione sono oggi più del 22% negli USA e circa il 18% in Europa!

Ora se il declino del valore del lavoro conduce, attraverso la paura della povertà,alla separazione del concetto del lavoro dal concetto dei diritti, si finisce per minare alla radice il concetto stesso di democrazia!Cioé la svalutazione del lavoro conduce dritto, dritto allo squilibrio della democrazia. Come già ripetutamente descritto nei miei blogs precedenti ,redditi troppo bassi di fatto impediscono il ritorno alla crescita economica.      

Se si privilegia sempre e su tutto la rendita,rispetto al fattore lavoro ed alla sua remunerazione, l’arretramento socio-economico del paese é ineluttabile!Ed in questo sta tutta la differenza tra una società sana,intelligente,capace e lungimirante come quella tedesca, i cui imprenditori non solo fanno siedere i sindacati dei lavoratori  nei consigli di amministrazione aziendali,ma soprattutto confermano con tale politica industriale la centralità del lavoro, la sua intrinseca dignità e quindi il suo valore economico. 

Invece di discettare su Fiat,la situazione sindacale americana (penosa,strutturalmente deficiente e non comparabile minimamente alla situazione europea) si dovrebbe, se fossimo una nazione seria d’imprenditori intelligenti e capaci ,guardare all’impostazione tedesca. Quest’ultima improntata ad un chiaro accordo che vede capitale e lavoro procedere in equilibrio sfruttando al massimo le risorse del sistema che in tal modo genera un valore aggiunto più che proporzionale. 

No, noi guardiamo agli USA ed al fallimento recente di un’industria auto che non solo non innova,ma che é ormai per oltre 2/3 nelle mani di europei ,giapponesi e sud coreani!!! 

E veniamo adesso ai giovani diplomati e laureati tunisini.La Tunisia, un paese di dieci milioni di abitanti che grazie ad una politica d’investimento nell’istruzione e nelle risorse giovanili iniziata da Bourghiba negli anni ’50, oggi conta su un forte patrimonio di risorse umane.Oltre il 60% della popolazione é sotto i 28 anni e possiede almeno un titolo di licenza media inferiore. Un Paese che per distribuzione di ricchezza assomiglia molto all’Italia.        Il 13% delle famiglie detiene oltre l’80% della ricchezza nazionale. Il turismo é tra le prime tre le risorse del paese e questo ha determinato una crescita esponenziale negli ultimi 20 anni della zona costiera. Ciò a tutto discapito dell’entroterra ,generando una evidente dicotomia e conseguente forte sperequazione. 

La vera capitale produttiva non é Tunisi ,che resta un polo burocratico amministrativo di stretta osservanza centralistica,ma Sfax, che é un centro manifatturiero importante per vari settori; dal tessile-abbigliamento con tutti i relativi sub settori,a vari tipi di lavorazione di metalli ,pelli, e prodotti per il settore della costruzione.   Dopo la Francia ,l’Italia rappresenta il secondo più importante investitore nel paese.

A fronte di una crescita sostenuta,le classi dirigenti ,la borghesia di questo paese, si sono adagiati sotto la cupola di un regime presidenziale “forte” che fa della famiglia del Presidente Ben Alì il fulcro del processo decisionale economico.Non vi é investimento estero nel paese che non sia appannaggio del sistema familistico in vigore .                Ricorda molto ,ma senza l’apparato poliziesco di cui Ben Alì dispone e fa uso, il sistema berlusconiano dove la distribuzione avviene per meriti nei confronti del capo!            E dove l’acquiescenza nei confronti del potere é totale. Almeno da noi un pò di critica ed opposizione resta. No in Tunisia si tace!E tacciono anche i media. Anzi si nega tutto.

Così della rivolta dei giovani laureati e diplomati che negli ultimi giorni ha fatto due morti tra i dimostranti la stampa di regime tace e nega.!La rivolta della “baguette”, o del pane se preferite, é la rivolta di due generazioni esasperate da una disoccupazione  cronica,in aumento,  stimata ad oltre il 60% tra i laureati. Per anni incoraggiata dal regime ad emigrare verso l’Europa (35.000 all’anno!)giovani sotto i 25 anni superdiplomati ,oggi la loro accoglienza e le loro prospettive sono molto ridotte.Il regime ha dapprima smentito,poi  a seguito di alcuni suicidi di giovani ha cercato di minimizzare; incidenti isolati! Ben Alì ,come alcuni leaders di casa nostra, ha dichiarato che “la violenza di una minoranza di estremisti é inaccettabile”.

Ma la rivolta della baguette ha da ieri raggiunto la capitale!     I prodromi per un discorso di profondo cambiamento della società tunisina e dell’ organizzazione e rappresentanza politica del paese è in atto da un quinquennio,ma mai si sono presentate le condizioni generali per un deciso e serio ricambio della classe dirigente. Speriamo per tutti i tunisini che ciò avvenga senza forti scossoni.

Buona vita a tutti!

Annunci

Informazioni su exult49

JOHNS HOPKINS UNIVERSITY - MANY DIFFERENT LIVES- MORE THAN HALF SPENT ABROAD- CRITIC OF THE NOWADAYS ITALIAN WAY OF THINKING NEVERTHLESS OPTIMISTIC ! Leggete, il quotidiano del blog "free": "The exult49 Daily". www.paper.li/exult168/131966546
Questa voce è stata pubblicata in europa, politica-economia, relazioni internazionali. Contrassegna il permalink.