La mobilitazione dell’armata cattolica………


Si pare proprio che sia cosi’. Al  disfacimento della maggioranza sembra corrisospondere un dispiegamento e successivo riposizionamento dei cattolici.O meglio,i vertici della Cei comprendendo la situazione ,anno chiamato a raccolta i loro fidi ed hanno richiesto loro di attivarsi a tutto campo…..

Il primo a comprendere il momento é stato il buon Ruini,ex  presidente della conferenza episcopale,ma ancor  oggi lo stratega dell’armata. Leggermente inviso alla segreteria di stato,resiste a tutto campo avendo collezionato nel tempo ottime relazioni con i politici italiani ,anche loro molto trasversali.

Così che oggi sul Corriere dell Sera l’offensiva era evidente.A pag 8 un’articolo di GG. Vecchi riportava per filo e per segno le scelte suggerite dai cardinali Ruini e Bagnasco per quanto concerne la politica della chiesa in Italia.  L’analisi che del nostro sistema politico fa  Ruini é conseguente al suo profondo istinto; i fedeli sono visti come novelli soldati di cristo che debbono impegnarsi a reagire alla secolarizzazione interna che insidia la stessa chiesa e propone (su questo non nutrivamo alcun dubbio)  il rafforzamento istituzionale dell’esecutivo. Poi come  suo abito ,chiosa ,che tutto quanto questo rappresenta “un’opinione puramente personale”. Ma bravo il cerdinale di Sassuolo, al Forum della Cei ,organizzato in pompa magna, ma in fretta e furia ,perché il tracollo della maggioranza lo impone, la chiesa é chiamata ad indicare alla proprie pecorelle  il cammino!Alla faccia dell’indipendenza,della non immistione negli affari interni. Ma certo ai cittadini italiani ormai questo non fa effetto.Sono assuefatti….Eppure il progetto di “inculturazione della fede nel tempo presente!” é suo e risale al 1994 ,poco dopo il progetto della P2 .Pare che tutti sentano il bisogno d’inculcare nel popolo le loro malsane idee .A proposito l’idea é quella d’indicare all’Italia ,come popolo e nazionela missione di difendere il patrimonio religioso e culturale in Europa.

Bene, come se non bastasse l’attivismo dell’UDC e del bel Ferdinado in giro per interviste su tutte le reti televisive ieri sera, abbiamo anche il braccio armato laico per così dire,ma non certo per il suo fare…!

A pagina 9 “Cattolici in politica, la diaspora non pesa più” Qui Mardo Nese ci mette al corrente dei dubbi.difficoltà, riflessioni,pentimenti di tutti questi poveri cattolici. Lo stesso titolo é un programma!Diaspora la definisce il nostro.Magari lo fosse,questi cattolici non solo non sono mai stati cacciati da chicchessia.Il loro partito che ha governato l’Italia per 40 anni é finito in un mare di ruberie e decapitato da loro stessi a seguito di Tangentolopoli. Il loro ultimo segretario A. Forlani sbavava davanti ai giudici di Milano non sapendo cosa rispondere. Il suo portaborse,portaparole Pierferdinado Casini é il suo successore in quella continuità politico cattolica che fa del pentimento la sua migliore difesa. Quindi lasciamo perdere “Diaspora”. No quella é stata ed é una pandemia! Un virus che si é propagato in tutte le formazioni e movimenti politici che ha determinato un conservatorismo di ritorno ed un arresto dello sviluppo sociale e culturale se non economico  dell’Italia intera.PDL la corazzata, Lega una fregata.E pensare che con Miglio la Lega si presentava come movimento anticattolico.E adesso il Cota di turno é fiero di rappresentare i valori ,ma quali ? quelli della sindone ,di s.gennaro che portano denari agli arcivescovadi. Certo forse meglio del rito del Po, ma sempre peracottaro!E la Binetti che lascia il PD ,almeno lei é coerente, rappresenta se stessa,con la dovuta obbedienza tipica dei cattocristiani “d’antan”!Lasciamo perdere gli altri figuri : i Lupi,portavoce della Compagnia,i Fioroni  felici di poter continuare ad inquinare i già bassi valori laici di questo PD al crepuscolo.

Tutti questi cattolici chiamati a raccolta dagli abili burattinai eccelsiastici per quella che loro oggi considerano una battaglia di sopravvivvenza………Si avete ben inteso….Eccoci a pagina 28…..

Il buon De Rita ,stimato economista , dalla prima pagina del Corriere “Cultura cattolica : il rischio del declino” , lancia l’inno di guerra.Eh si perché perché ,come  afferma,da buon fedele interessato,il maggior pericolo oggi lo corre la cultura cattolica. A questo punto invita proprio i cattolici  a fare i primi passi per difendersi da questa orda di laici , appestati, divoratori di bambini, cultori della morte ecc.ecc.

C’é poco di ambiguo mio caro professore De Rita. Da buon analista quale lei certamente é ,dovrebbe  essere  più onesto come divulgatore e meno ossequioso alla gerarchia.Che sia chiamato anche lei alle armi é comprensibile, ma perlomeno lei distingua i due ambiti.Lei sa quanto noi che il solo obiettivo possibile é di non perdere l’unica fortezza a voi rimasta .L’Italia come popolo e nazione !L’europa per nostra fortuna é ormai ben al di là da queste diatribe confessionali che ormai poco hanno a che fare con la vita quotidiana del popolo.Si quel popolo,nella sua grande maggioranza (65% circa),non  considera minimamente la morale così come voi la considerate. Per fortuna anche perché il vostro paldino ,il Primo Clown , ha mostrato in tutta la sua nefandezza quale sia la differenza tra la morale e la pratica, tra la forma e liturgia , che tanto amate,  e la vera sostanza delle azioni poste in essere ,vedasi le azioni speculative ormai decennali dalla Banca di Stato Vaticana” che da buon Paradiso Fiscale ” si comporta ed opera alle dirette dipendenze della Segreteria di Stato diretta dal cardinale Bertone. Ma questo non lo ricordate.

Per fortuna la maggioranza dei cittadini europei non riesce neanche a comprendere una tale levata di scudi. La fede é un argomento che in Europa ormai , per fortuna,riguarda soltanto i singoli cittadini che liberamente scelgono e si comportano.La fede cattolica gustamente,non é sicuramente un valore fondante dell’Europa. E la UE lo ha ripetutamente affermato.  L’Europa per fortuna ha dei cristiani non imbevuti di assolutismo politico e comportamentale.

E’ vero peraltro che il sentimento di perdere il potere secolare di cui ha sempre goduto pone le gerarchie ecclesiastiche in fibrillazione.La verità é che,qualunque cosa faccia,il destino della secolarizzazione farà il suo corso.E un’accelerazione della difesa ad oltranza dello status privilegiato di cui ancora gode,sia per lo stato patrmoniale defiscalizzato,che per il lobbismo costante che mette in pratica nella politica nazionale,non può che giocarle contro.

Buona vita a noi!

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