Teoria e pratica nell’economia globale


La settimana scorsa ,a proposito di crisi finanziaria, esaminavo la politica monetaria  del “quantitative easing” ,o QE2, che la Fed sta perseguendo con immissioni di liquidità nel sistema per risollevare l’asfittica ripresa economica americana.E mi domandavo non solo se un tale dispendio di risorse e liquidità potesse mai raggiungere l’obiettivo,ma oltre a ciò ,se non fosse il caso di incrementare la domanda di beni e servizi più direttamente a valle, sui consumatori stessi.

Riflettendo oggi sul caso Irlanda la domanda é sempre la stessa.

I problemi finanziari che hanno innescato la crisi economica di questo paese provengono dall’indisciplina di bilancio,ovvero da spese generate dal governo e da  una scarsa flessibilità delle sue strutture economiche ,o piuttosto dai prestiti ,impieghi ed investimenti generati dal settore privato.

Molto semplice, in questo caso la risposta  é evidente se analizziamo i dati. Il debito pubblico irlandese era il 12% del Pil nel 2007,contro il 50% della Germania,l’80% della Grecia ed il 106% dell’Italia. Vi é inoltre da aggiungere, a supporto di quanto scritto ,che lo spread tra titoli di stato irlandesi e tedeschi era pressoché nullo.  Simile alla situazione debitoria dell’Irlanda quella spagnola. La Spagna presentava un debito del 27% sul Pil nello stesso anno.   E allora cosa é in realtà successo?????

In Irlanda ,così come in Spagna ,é il settore privato che é andato in tilt..!Tenuto conto dei bassi tassi d’interesse praticati, di un contesto economico europeo che si caratterizza per una scarsa ed asfittica domanda interna ,i fornitori di credito e servizi non hanno saputo rispondere al  volume di denaro da loro stessi provocato. Ed ecco che ,dopo aver creato l’indebitamento,  l’eccesso d’indebitamento provoca il panico delle istituzioni private, i prezzi delle attività fino ad allora pompati ad arte sono crollati e le banche hanno cominciato a martellare il governo affinché corresse in loro soccorso.

 Stessa storia in Spagna,ma in questo caso con l’aggravante che l’economia spagnola non era così flessibile come l’irlandese, poiché il boom si reggeva solo su due settori ,immobiliare/ costruzioni e finanziario/ assicurativo, con l’aggravante che pochi erano i principali artefici!Così che l’enorme buco creato dal settore privato in Irlanda così come in Spagna  e le garanzie pubbliche poste  sulle banche, che il governo ha dovuto rapidamente approntare, hanno avuto come risultato sinergico quello di far esplodere il debito pubblico.

Quindi tanto per essere chiari,non é stato certamente il debito pubblico a creare la crisi ,ma gli errori enormi compiuti dal settore privato che in assenza di controlli si é spinto ben al di là delle sue reali possibilità,pur percependone il rischio!

Ed ecco qui il problema che oggi affligge il sistema.I trattati e le convenzioni si disinteressano del comportamento dei privati, mentre occorrerebbe una strategia di controllo e delle misure che, come in un sistema idrico, potessero correggere il flusso di una diga in funzione delle situazioni contingenti.Non é più concepibile che in economia sempre più globalizzata si debba intervenire quando le vacche grasse  sono già scappate dalla stalla.

Ed invece di procedere in questa direzione,che chiaramente impone una certa logica e richiede uno sforzo unitario dei singoli Paesi ,oltre ad un forte spirito di coesione , si procede con ristrutturazioni del debito pubblico. Cioé s’interviene non sulla causa ,ma sul suo effetto.

Ora é chiaro che se le misure d’austerità richieste sono enormi ,o risultano troppo gravose,la chance che si possa uscire dal gap sono molto ridotte perché gli investitori e gli speculatori si ingegneranno per speculare al ribasso sulle difficoltà e quindi affossare fino alle estreme conseguenze di  default quelle economie.

Invece, a questo punto, andrebbero obbligate le istituzioni che di questo stato di cose hanno approfittato ad  intervenire con i loro capitali privati e le loro garanzie.

Per rilanciare l’economia ,in primo luogo, occorre incrementare la domanda interna. Questo é il maggior problema dell’europa .Un sistema economico che é troppo sbilanciato verso l’eportazione e che quindi dipende dalla domanda di prodotti dal resto del mondo. E che perde lentamente la sua capacità produttiva a favore dei Paesi emergenti.                 Prendiamo i due maggiori paesi manifatturieri ;    Germania ed Italia .                                 Essi dipendono per oltre il 50% dalle esportazioni,l’Italia per il 62%! Se non si riesce a reiquilibrare nei prossimi dieci anni questo elemento con adeguate politiche rivolte a supportare la domanda interna; allargando la base della popolazione attiva,incentivando l’occupazione giovanile,reintegrando gli ultra cinquantenni espulsi dal ciclo produttivo ecc. ecc. non riusciremo a colamre il divario.  Occorre cioé intervenire con politiche espansive, di  crescita controllata, anche dei valori salariali , per evitare che le crisi di questo tipo saranno continue.

A corollario di quanto espresso sui temi economici il “divide” risiede sempre e più  nell’Istruzione.

Questo é lo strumento più importante per incidere in modo duraturo sugli atteggiamenti culturali di un Paese A maggiore ragione nel XXI secolo.. E quindi anche sulle norme sociali che li regolano . Infine, nel lungo termine, sui valori sociali!

L’economia sommersa ,tanto decantata da alcuni,in periodi di crisi ma che ti annulla nel medio-lungo termine, rappresenta oltre 1/4 del PIL.Il triplo degli USA .Ovvero l’intero PIL del paese che ritengo più civile in Europa ;la Finlandia.                                                           

Un paese dove il capitale sociale é ottimizzato da politiche sociali all’avanguardia che  rende i cittadini più attenti e disposti a mobilitarsi.

Certo non paesi dove il primo ministro chiama ripetutamente trasmissioni televisive per sostenere con veemenza e bugie dati incontrovertibili sula sua inanità,stupidità e disonestà intellettuale.   Inguardabile, uno spettacolo da crepuscolo della democrazia ,con tanti benpensanti che ancora,nonostante tutto, lo ritengono il male minore!Da vergognarsi di essere italiani!

Buona vita a tutti

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